Recensione: "RoseBlood" di A.G. Howard

Titolo: RoseBlood
Autore: A.G. Howard
Editore: Newton Compton
Data di pubblicazione: 22 Febbraio 2017
Pagine: 448
Prezzo: €12,90
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Trama:

Rune Germaine ha una splendida voce, paragonabile a quella di un angelo, ma è afflitta da una terribile maledizione: ogni volta che si esibisce, infatti, si sente malata e stanca, come se la bellezza del suo canto le rubasse ogni volta un po’ di vita. Sua madre, nel tentativo di aiutarla, decide di iscriverla a un conservatorio poco fuori Parigi, convinta che l’arte potrà curare la strana spossatezza di Rune. Poco dopo il suo arrivo nel collegio di Roseblood, la ragazza comincia a rendersi conto che c’è qualcosa di soprannaturale nell’aria. Il misterioso ragazzo che vede spesso in cortile, infatti, non frequenta nessuna delle classi a scuola, e scompare rapidamente come è apparso, non appena Rune distoglie lo sguardo. Non ci vuole molto perché tra i due nasca un’amicizia segreta. Thorne, è questo il nome del ragazzo, indossa abiti che sembrano provenire da un altro secolo e in sua presenza Rune comincia a sentirsi meglio, quasi cominciasse davvero a guarire. Ma tra i corridoi di Roseblood c’è una terribile minaccia in agguato, e l’amore tra Rune e Thorne, che comincia a sbocciare, verrà messo a dura prova. Dalla scelta di Thorne, infatti, potrebbe dipendere la salvezza di Rune o la sua completa distruzione.


RECENSIONE
Ero elettrizzata all'idea di iniziare questo libro, avevo sentito dire che è un Retelling sul Fantasma dell'Opera, e quella storia non ha mai guadagnato un posto nel mio cuore, non mi ha mai appassionato granché e speravo di potermi ricredere con questo libro. La Howard è un'autrice molto amata, personalmente non ho letto nessuno dei suoi libri - anche se li ho tutti - ma le cover che vengono create appositamente per lei sono talmente belle che sicuramente li leggerò tutti!
Sin dall'inizio del libro mi sono sentita dentro una bolla, spaesata a dir poco, mi sono ritrovata catapultata nella storia senza nemmeno una spiegazione e tante notizie in un colpo solo mi hanno lasciata un po' perplessa, per di più le informazioni necessarie per capire tutto bene vengono dette un po' per volta e ho odiato la sensazione di essere tenuta all'oscuro di così tante cose. Solitamente il fatto che un libro si svela a poco a poco mi intriga molto e mi impedisce di staccare gli occhi dalle pagine, ma questa volta è stato diverso e non so spiegare bene il perché.
La storia ha due punti di vista, quello di Rune - la protagonista femminile - e quello di Thorn - il 'figlio' del Fantasma dell'Opera. Le parti di quest'ultimo sono quelle che mi sono piaciute maggiormente da un lato, le ho trovate più dinamiche e coinvolgenti, ma allo stesso tempo più sottotono. Se da una parte gli aneddoti più belli e curiosi sono raccontati proprio da Thorn, dall'altra in alcuni punti mi sono proprio annoiata a morte per i troppi pensieri. Questo è un punto che hanno in comune sia il ragazzo che Rune, ho trovato tante descrizioni, tanti pensieri e tanti ricordi che sono secondari alla storia e mi hanno seccata da morire. La Howard scrive bene, ma si dilunga davvero troppo delle descrizioni, ho trovato pagine e pagine che si potevano tranquillamente eliminare.
Come ho detto, la Howard scrive davvero benissimo, però ho trovato lo stile un po' confusionario, a volte sono tornata indietro a rileggere attentamente cos'era accaduto prima, a volte ho trovato il suo stile un po' criptico, come se volesse darci certe informazioni, ma all'ultimo ce le sfila di mano, la cosa mi ha un po' snervata, ma nel momento in cui ho ricevuto le risposte che volevo mi sono sentita davvero soddisfatta.
Mi rendo conto di non aver detto molte cose positive al momento, ma le cose negative sembrano ingigantire il tutto! Ho apprezzato moltissimo il bilinguismo, essendo Rune andata in una scuola a Parigi, gli insegnanti utilizzano dei termini o espressioni in francese e questo mi è sembrato davvero un'ottima cosa, ha dato un valore aggiuntivo al romanzo.
Per quanto riguarda i personaggi, Rune mi è piaciuta e non, all'inizio è stata davvero molto paranoica, troppe seghe mentali, troppi sensi di colpa e troppa nostalgia. Prima ancora di partire dall'America si è documentata sul Fantasma e ne aveva una paura folle, poi dopo un po' ha iniziato a cercarlo, a volerlo conoscere e a definirlo il suo maestro, e la paura che provavi? Svanita così di punto in bianco, la cosa mi è parsa un po' strana, speravo ci fosse un'evoluzione graduale di questo timore così grande da non dormirci la notte! Per quanto riguarda Thorn ha un passato tormentato e questo mi è piaciuto molto, aveva tantissime cose da raccontare ed è dovuto diventare coraggioso da un giorno all'altro per sopravvivere. Gli sono state tolte le due cose più importanti della sua vita: sua madre e la sua voce angelica, ma non si è lasciato scoraggiare!
Il lato fantasioso del romanzo mi è piaciuto molto anche se all'inizio non ci ho davvero capito niente! Rune ha questo bisogno sfrenato di cantare, ma quando canta perde tutte le forze che possiede, come se il canto la riempisse, ma la svuotasse allo stesso tempo. Un'altra cosa strana in Rune è che si sente affamata quando sente che le persone hanno paura, e vede delle strane aure attorno alle persone che variano di colore a seconda delle loro emozioni. Ho trovato il tutto molto originale, anche le varie spiegazioni a questi effetti, sicuramente non lo avrei mai immaginato.
Per concludere, fino alla metà del libro mi sono sentita poco voluta all'interno della storia, ma a mano a mano che proseguivo la storia migliorava e si faceva sempre più intrigante, però non mi ha conquistata come avrei voluto. Mi volevo sentire più coinvolta, avrei voluto più approfondimenti sugli elementi fantastici e invece ho trovato le descrizioni un po' superficiali - l'unico momento in cui dovevano essere approfondite! Sono contenta per il finale, però la Howard ha lasciato alcuni spunti aperti che avrei proprio voluto conoscere!
Tempo di lettura: 5 giorni

3/02/2018

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