giovedì 6 novembre 2014

Chi ben comincia! #17

Rubrica a cadenza settimanale, ideata da Alessia del blog Il profumo dei libri e ha lo scopo di presentare, ad ogni appuntamento, l'incipit di un libro - già letto, in lettura o da leggere - in modo da capire se il libro possa o meno fare per noi.

Buongiorno lettori,
Oggi vi propongo un pezzo di prologo di un libro che muoio dalla voglia di leggere *o*
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Le regole della rubrica:
  • Prendete un libro qualsiasi contenuto nella vostra libreria;
  • Copiate le prime righe del libro (possono essere 10, 15, 20 righe);
  • Scrivete titolo e autore per chi fosse interessato.

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  Molti mi consideravano l’incarnazione di un mito, la personificazione di una magnifica leggenda, una favola. Alcuni mi giudicavano un mostro, una mutazione. Per mia grande sventura, una volta mi scambiarono per un angelo. Per mia madre ero tutto. Per mio padre, niente di niente. Per mia nonna ero la testimonianza vivente di amori perduti nel tempo. Ma io conoscevo la verità, l’avevo sempre saputa.
   Ero soltanto una ragazza.
   Venni alla luce come Ava Wilhelmina Lavender il 1° marzo 1944, a Seattle, in una notte particolarmente limpida. In seguito la mia nascita sarebbe stata ricordata per l’effetto che ebbe sugli uccelli della via dove abitavo: Pinnacle Lane. Mentre la giovane madre era in preda al travaglio, i corvi presero a raccogliere minuscoli noccioli di ciliegia con il becco e a gettarli contro le finestre della casa. I passeri si posavano sulla testa delle donne strappando ciocche di capelli da intrecciare ai loro nidi. Gli uccelli notturni si radunavano nei prati a mangiare chiassosamente, le grida delle loro prede in tutto e per tutto simili a quelle di mia madre. Al crepuscolo, subito prima di scivolare in un sonno profondo con l’aiuto di un’infermiera e di una siringa, mia madre spalancò gli occhi e vide enormi ali calare dal soffitto e sfiorarle il volto con le loro estremità di seta.
   Appena nata, le infermiere mi portarono fuori dalla sala parto per esaminare un particolare che in seguito fu definito, su un’anonima cartella clinica, semplicemente come una «lieve anomalia fisica». Di lì a poco una folla di devoti si radunò alla luce delle finestre dell’ospedale, reggendo candele e cantando inni di lode e di timore. E tutto perché alla nascita avevo aperto gli occhi e poi spiegato le mie ali screziate, avvolgendomele intorno come un soffice guscio.
   Almeno così pare.

Oddio voglio leggerlo, adesso! Cosa ve ne pare? (:

5 commenti:

  1. Ho acquistato questo libro!!!
    la cover è bellissima e mi incuriosisce un casino!!!!!!!!!.... questo pezzettino è davverò carino... lo voglio anche io!

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  2. l'ho appena comprato ieri e non vedo l'ora di leggerlo!!!

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  3. Non so, mi hanno detto che non è granché..

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  4. Oddio che tenero questo incipit *_* secondo me questo libro è carino e la trama sembra originale! Sperimo di non rimanere deluse... Un abbraccio Maria

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  5. Io spero di terminare questo libro stasera! Io sapevo di volerlo dal momento in cui per la prima volta lo vidi in un'anteprima. Insomma la cover è.... wow!
    Però me lo immaginavo diverso, insomma mi sembra molto una favola per adulti, sino ad ora ho conosciuto soprattutto la bizzarra, stramba famiglia di Ava, le generazioni passate insomma. Adesso che sono a più della metà finalmente si parla di lei quindi mi auguro possa guadagnarsi dei punti.....

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Graazie *-*