Recensione: "Cold Hearted" di Leia Stone e Julie Hall

Titolo: Cold Hearted (Cursed Fae, #1)
Autore: Leia Stone e Julie Hall
Editore: Leggereditore
Data di pubblicazione: 26 Gennaio 2026
Pagine: 320
Prezzo: 16.90€
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Trama:
Per salvare il mio regno, qualcuno deve morire.
Ogni cento anni, una maledizione si abbatte su Faerie, distruggendo la terra e uccidendo la sua gente. Negli ultimi due millenni, è sempre stato compito della principessa della Corte Estiva fermarla. E in quanto tale, ora è arrivato il mio turno.
È da tutta la vita che mi preparo a diventare l’assassina perfetta. La mia missione è entrare nel mondo speculare, trovare un lord di Ethereum e fare ritorno a Faerie con il suo cuore magico. Ma nel momento esatto in cui attraverso il portale vengo fatta prigioniera da Zander, un’affascinante guardia reale.
Se voglio portare a termine la mia impresa e salvare il mio popolo, non posso che giocare secondo le sue regole. Eppure sembra che Zander nasconda qualcosa, segreti che potrebbero mettere in discussione tutto ciò che ho sempre creduto di sapere...


RECENSIONE
Dawn è la prescelta destinata a salvare Fairie dalla maledizione che, puntuale ogni cento anni, torna a colpire il suo mondo. Per spezzarla deve viaggiare attraverso uno specchio e approdare nel regno di Ethereum, uccidere uno dei Lord e riportarne a casa il cuore intriso di magia. Solo così la maledizione verrà fermata per un altro secolo. È stata addestrata fin da bambina per questo momento, pronta a non esitare e a mettere il dovere sopra ogni cosa. Ma fin dall’inizio qualcosa va storto. A differenza delle principesse che l’hanno preceduta, Dawn non si ritrova direttamente davanti al Lord: il suo cammino incrocia invece quello di Zander, il Comandante delle Terre del Nord. Con uno stratagemma riesce a convincerlo a farsi condurre al cospetto del Lord, ma durante il viaggio la situazione si complica rapidamente.
Il ritmo è serrato dall’inizio alla fine: non ci sono momenti di noia o descrizioni eccessive che rallentano la lettura. Succede sempre qualcosa e la storia scorre così velocemente che è impossibile non farsi trascinare.
I personaggi mi sono piaciuti davvero tanto. Dawn, la protagonista femminile, parte determinata a portare a termine il suo compito, convinta di dover sacrificare tutto per il suo popolo, ma piano piano si rende conto di non voler essere solo uno strumento. Il suo conflitto interiore è costante e la accompagna per tutta la storia, rendendola più umana e vulnerabile. E poi c’è Zander. Lui ti arriva dritto al cuore fin dalla prima apparizione. È enigmatico, affascinante e pieno di sfumature, uno di quei personaggi che ti fanno venire voglia di sapere tutto, ma proprio tutto, sul suo passato. Le scene tra lui e Dawn sono senza dubbio le mie preferite: si stuzzicano, si provocano, si respingono ma allo stesso tempo si attraggono in modo inevitabile. La loro chimica funziona benissimo e io ho adorato la coppia.
La trama è ben strutturata e non mancano i colpi di scena. Alcune rivelazioni le avevo già sospettate — probabilmente ho letto troppi libri del genere — ma questo non ha tolto il piacere della scoperta. Ho apprezzato anche la scelta di alternare principalmente il POV di Dawn con qualche capitolo dal punto di vista di Zander, che aggiunge profondità alla storia.
La serie seguirà la struttura già vista in Kings of Avalier della Stone: quattro libri, quattro protagoniste diverse. Ammetto che questa cosa mi ha lasciata un po’ combattuta, perché Zander è Zander… però sono anche curiosa di conoscere meglio gli altri Lord di Ethereum, quindi resto fiduciosa.
In conclusione, libro super approvato. L’ho letto in appena due giorni e non riuscivo a posarlo — e non mi succedeva da un bel po’. Sono decisamente ansiosa di continuare la serie.
2/19/2026

Recensione: "Il Trono dei Caduti" di Kerri Maniscalco

Titolo: Il Trono dei Caduti (Prince of Sins, #1)
Autore: Kerri Maniscalco
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 22 Ottobre 2024
Pagine: 600
Prezzo: 24,00€
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Trama:
Invidia è un principe malvagio, spietato, e vuole che tutti lo sappiano. Quando viene coinvolto in un gioco mortale, è deciso a tutto pur di vincere e nulla - enigmi, oggetti maledetti, rivali anonimi - riuscirà a fermarlo. Ma nessuno dei diabolici piani che ha studiato per giungere al successo ha previsto l'arrivo di Camilla Antonius. Pittrice di grande talento, Camilla è finita nella trappola di Lord Phillip Vexley che ora la ricatta senza pietà. Per evitare uno scandalo, la donna è stata costretta a stringere un patto con Invidia, senza immaginare che quell'accordo farà emergere segreti sepolti e accenderà le più peccaminose passioni. Li aspetta un viaggio nel mondo sotterraneo, tra la scintillante corte dei demoni e il lussureggiante impero dei vampiri, cercando di evitare l'insidia più pericolosa di tutte: innamorarsi. Ambientato nello stesso universo della serie "Kingdom of the Wicked", Throne of the Fallen è un romanzo standalone che segna il debutto di Kerri Maniscalco nella letteratura adult, perfetto per chi ama mescolare fantasy, romanticismo e mistero.


RECENSIONE
Invidia, uno dei sette Principi dell’Inferno, si ritrova coinvolto in un gioco pericoloso in cui la posta in palio è qualcosa di essenziale per la sua corte. Per vincere deve muoversi tra inganni, alleanze instabili e avversari pronti a tutto. Camilla entra nella sua vita quasi per caso: inizialmente è solo uno degli indizi che Invidia deve seguire, un tassello di un puzzle più grande. Ma il loro incontro cambia presto le carte in tavola. Quella che doveva essere una semplice mossa strategica si trasforma in una collaborazione carica di tensione, segreti e attrazione.
Il world building creato nella trilogia Il Regno dei Malvagi mi ha sempre affascinata: i sette principi, i sette vizi, il loro rapporto complicato, il passato doloroso che li lega. È un universo oscuro, seducente e pieno di sfumature morali, e sapevo che prima o poi avrei letto anche questo spin-off. Eppure sono rimasta bloccata a lungo. Il cambio di genere mi frenava: chi mi segue sa che preferisco gli Young Adult – al massimo i New Adult – e quando la componente spicy diventa troppo centrale faccio fatica a godermi la storia. L’idea di trovare troppe scene spinte mi ha fatto rimandare la lettura per mesi.
Questo libro per quanto mi riguarda andrebbe “diviso” in due giudizi distinti. Se parliamo di trama, intrighi, misteri e tensione narrativa, il voto arriva tranquillamente al massimo. Se invece devo considerare quante pagine sono dedicate allo spicy, allora il mio entusiasmo si ridimensiona un po’. Probabilmente l’aver alternato la lettura con l’audiolibro non ha aiutato: leggendo solo su carta avrei potuto sorvolare più facilmente su alcune parti. Detto questo, la storia mi ha davvero coinvolta.
Per quanto riguarda i personaggi, mi sono piaciuti davvero tanto. Invidia è misterioso al punto giusto: affascinante, ironico, sempre un passo avanti agli altri. Si diverte a provocare, a stuzzicare, a far ingelosire chi ha intorno. È strategico, intelligente e raramente lascia intravedere le sue vere emozioni. Forse mi sarebbe piaciuto vedere un po’ di più il suo “potere per natura”, quella manifestazione concreta del vizio che rappresenta, ma nel complesso l’ho trovato coerente e carismatico. Camilla mi ha conquistata sin dalle prime pagine. È una protagonista che non si lascia intimidire, ma che allo stesso tempo custodisce un segreto importante. Ha una forza incredibile, una determinazione che emerge poco alla volta, e riesce a tenerci sulle spine fino alla fine.
La coppia insieme fa scintille. Il loro rapporto è fatto di battibecchi, tensione, attrazione e diffidenza. Si studiano, si sfidano, si provocano. Ma soprattutto si completano. Formano una squadra incredibile, anche quando cercano di convincersi del contrario.
In definitiva, Il trono dei caduti mi ha ritrasportato in quel universo narrativo che tanto mi aveva appassionata. Avrei preferito una componente spicy un po’ più contenuta e maggior spazio all’azione e ai poteri dei Principi, ma non posso negare che la storia mi abbia intrattenuta e coinvolta fino all’ultima pagina.
2/17/2026

Recensione: "Umane Bugie" di Romy Hausmann

Titolo: Umane Bugie
Autore: Romy Hausmann
Editore: Giunti
Data di pubblicazione: 15 Ottobre 2025
Pagine: 432
Prezzo:
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Trama:
Julie Novak è scomparsa il 7 settembre 2003. Da allora la sua famiglia è distrutta. Solo il padre, Theo, non smette di cercarla e quando, dopo vent'anni, viene contattato da una giornalista che tiene un podcast di true crime capisce che questa è la sua ultima opportunità.
Liv Keller sostiene di essersi imbattuta in una nuova pista e Theo sa di non avere molto tempo davanti. Ha 74 anni, è un rinomato ex cardiochirurgo, ma deve sbrigarsi perché l'avanzare della demenza senile sta cancellando i suoi ricordi, rendendo difficili anche le più banali attività quotidiane. A volte la memoria gli gioca brutti scherzi, come ben sa l'altra figlia, Sophia, che cerca in tutti i modi di prendersi cura di lui. Ma non c'è niente di più crudele che non conoscere il destino dei propri cari e Theo è pronto a fare qualsiasi cosa pur di scoprire la verità.


RECENSIONE
Quando ho iniziato Umane bugie ero convinta di trovarmi davanti a un thriller psicologico capace di tenermi incollata alle pagine. La scomparsa di Julie, avvenuta vent’anni prima, prometteva misteri irrisolti, segreti e verità nascoste pronte a riemergere. Le aspettative erano alte… ma la lettura ha preso una direzione diversa da quella che immaginavo.
Sono combattuta sul giudizio di questo libro. Ci ho messo davvero tanto tempo a portarlo a termine perché, nonostante la curiosità di scoprire cosa fosse accaduto a Julie, la trama non è mai riuscita a conquistarmi pienamente. Sentivo che mancava qualcosa, non è mai scattata quella scintilla capace di coinvolgermi al punto da non voler smettere di leggere.
Fin da subito mi ha infastidita la struttura del romanzo in sé: più che in capitoli è diviso in parti lunghissime, anche se i punti di vista si alternano con una certa frequenza - sappiamo quanto odio personalmente i capitoli lunghi! Questo cambio di POV ha aiutato un pochettino, ma non ha salvato la situazione.
La scrittura, invece, è l’aspetto che ho apprezzato di più. Theo, che soffre di demenza, è caratterizzato in maniera straordinaria: si percepisce nitidamente il momento in cui la sua mente vacilla, quando non è del tutto presente. Le parole sbagliate, i nomi distorti, le minuscole e maiuscole fuori posto, la punteggiatura mancante… tutti dettagli che contribuiscono a rendere tangibile la sua confusione. In questo Romy Hausmann ha fatto un lavoro davvero notevole. Anche gli altri personaggi sono ben costruiti, ognuno con un passato che giustifica e spiega il loro comportamento nel presente.
In contrasto alla scrittura così buona, c'è la trama che mi è sembrata priva di quel carattere deciso che mi aspettavo. Ero curiosa, sì, ma non emotivamente coinvolta. Lo svelamento del mistero l’ho percepito un po’ sottotono: speravo in qualcosa di più particolare, più incisivo, e in parte avevo già intuito dove si sarebbe andati a parare.
Un altro elemento che mi aveva attirata molto durante la scelta del romanzo era la presenza del podcast. Pensavo avesse un ruolo centrale nella narrazione, invece si è rivelato quasi marginale. Liv e Phil lo portano avanti da anni, ma assistiamo soltanto a un episodio che, per di più, non è nemmeno collegato alla vicenda principale. Il podcast diventa più che altro un pretesto narrativo: Liv indaga su ciò che è successo a Julie per trasformarlo in contenuto, ma nulla di più.
In conclusione, non mi sento di bocciare questa lettura, ma nemmeno di promuoverla con entusiasmo. Ho la sensazione che sarà uno di quei libri che si dimenticano in fretta, perché, nonostante alcuni elementi ben costruiti, non mi ha lasciato molto una volta chiusa l’ultima pagina.
2/12/2026