Recensione: "Umane Bugie" di Romy Hausmann

Titolo: Umane Bugie
Autore: Romy Hausmann
Editore: Giunti
Data di pubblicazione: 15 Ottobre 2025
Pagine: 432
Prezzo:
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Trama:
Julie Novak è scomparsa il 7 settembre 2003. Da allora la sua famiglia è distrutta. Solo il padre, Theo, non smette di cercarla e quando, dopo vent'anni, viene contattato da una giornalista che tiene un podcast di true crime capisce che questa è la sua ultima opportunità.
Liv Keller sostiene di essersi imbattuta in una nuova pista e Theo sa di non avere molto tempo davanti. Ha 74 anni, è un rinomato ex cardiochirurgo, ma deve sbrigarsi perché l'avanzare della demenza senile sta cancellando i suoi ricordi, rendendo difficili anche le più banali attività quotidiane. A volte la memoria gli gioca brutti scherzi, come ben sa l'altra figlia, Sophia, che cerca in tutti i modi di prendersi cura di lui. Ma non c'è niente di più crudele che non conoscere il destino dei propri cari e Theo è pronto a fare qualsiasi cosa pur di scoprire la verità.


RECENSIONE
Quando ho iniziato Umane bugie ero convinta di trovarmi davanti a un thriller psicologico capace di tenermi incollata alle pagine. La scomparsa di Julie, avvenuta vent’anni prima, prometteva misteri irrisolti, segreti e verità nascoste pronte a riemergere. Le aspettative erano alte… ma la lettura ha preso una direzione diversa da quella che immaginavo.
Sono combattuta sul giudizio di questo libro. Ci ho messo davvero tanto tempo a portarlo a termine perché, nonostante la curiosità di scoprire cosa fosse accaduto a Julie, la trama non è mai riuscita a conquistarmi pienamente. Sentivo che mancava qualcosa, non è mai scattata quella scintilla capace di coinvolgermi al punto da non voler smettere di leggere.
Fin da subito mi ha infastidita la struttura del romanzo in sé: più che in capitoli è diviso in parti lunghissime, anche se i punti di vista si alternano con una certa frequenza - sappiamo quanto odio personalmente i capitoli lunghi! Questo cambio di POV ha aiutato un pochettino, ma non ha salvato la situazione.
La scrittura, invece, è l’aspetto che ho apprezzato di più. Theo, che soffre di demenza, è caratterizzato in maniera straordinaria: si percepisce nitidamente il momento in cui la sua mente vacilla, quando non è del tutto presente. Le parole sbagliate, i nomi distorti, le minuscole e maiuscole fuori posto, la punteggiatura mancante… tutti dettagli che contribuiscono a rendere tangibile la sua confusione. In questo Romy Hausmann ha fatto un lavoro davvero notevole. Anche gli altri personaggi sono ben costruiti, ognuno con un passato che giustifica e spiega il loro comportamento nel presente.
In contrasto alla scrittura così buona, c'è la trama che mi è sembrata priva di quel carattere deciso che mi aspettavo. Ero curiosa, sì, ma non emotivamente coinvolta. Lo svelamento del mistero l’ho percepito un po’ sottotono: speravo in qualcosa di più particolare, più incisivo, e in parte avevo già intuito dove si sarebbe andati a parare.
Un altro elemento che mi aveva attirata molto durante la scelta del romanzo era la presenza del podcast. Pensavo avesse un ruolo centrale nella narrazione, invece si è rivelato quasi marginale. Liv e Phil lo portano avanti da anni, ma assistiamo soltanto a un episodio che, per di più, non è nemmeno collegato alla vicenda principale. Il podcast diventa più che altro un pretesto narrativo: Liv indaga su ciò che è successo a Julie per trasformarlo in contenuto, ma nulla di più.
In conclusione, non mi sento di bocciare questa lettura, ma nemmeno di promuoverla con entusiasmo. Ho la sensazione che sarà uno di quei libri che si dimenticano in fretta, perché, nonostante alcuni elementi ben costruiti, non mi ha lasciato molto una volta chiusa l’ultima pagina.
2/12/2026

Recensione: "Wisteria" di Adalyn Grace

Titolo: Wisteria (Belladonna, #3)
Autore: Adalyn Grace
Editore: Rizzoli
Data di pubblicazione: 13 Maggio 2025
Pagine: 432
Prezzo: €18,00
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Trama:
A differenza del glicine, Blythe ha le spine. E ha tutta l'intenzione di usarle con Aris Dryden. Blythe Hawthorne non ha permesso mai a nessuno di dirle cosa fare, né alle convenzioni, né a suo padre iperprotettivo. E di certo non potrà farlo l'uomo scortese e insopportabile a cui è legata. Anzi, Blythe è determinata a essere una spina nel suo fianco, dato che anche lui sta facendo di tutto per renderle la vita tutt'altro che una favola. Ma quando scopre un nuovo lato di se stessa legato al passato del suo enigmatico marito, dovrà capire se è disposta a lasciare che questa inaspettata scintilla divampi... e scoprire così chi è davvero. L'ultimo capitolo della saga di "Belladonna".


RECENSIONE
Wisteria è il terzo e ultimo capitolo della serie iniziata con Belladonna e proseguita con Foxglove, e questa volta ci porta nel cuore della storia di Blythe e Aris. Un cambio di prospettiva che ho trovato molto interessante, anche se ammetto che avrei voluto vedere un po’ di più anche Signa e Morte.
Blythe e Aris sono sposati, ma il loro matrimonio nasce da un sacrificio: Blythe ha accettato di unirsi ad Aris per proteggere la felicità della cugina, Signa. Il loro rapporto è teso, freddo, basato su una reciproca diffidenza. Aris non fa nulla per nascondere il suo disprezzo e Blythe si sente intrappolata, in un luogo che non sente suo e con un uomo che sembra non volerla conoscere. Eppure, qualcosa inizia lentamente a cambiare.
Aris è in realtà Fato, non il principe per cui si spacciava, ma l’essere che governa i destini delle anime. I suoi poteri sono incredibili: può creare luoghi, manipolare persone, influenzare eventi. Ma ogni azione ha un prezzo, e anche lui deve fare i conti con le conseguenze delle proprie scelte. È un personaggio affascinante, tormentato, che mi ha sorpresa soprattutto nel finale.
Blythe è invece molto determinata: dopo aver rischiato la vita, vuole vivere intensamente e scoprire tutto ciò che può. Anche se inizialmente si sente bloccata da questa nuova vita accanto ad Aris, segue con tenacia una serie di indizi che la conducono verso verità inaspettate. La sua crescita nel corso del libro è una delle cose che ho apprezzato di più.
Signa e Morte non sono protagonisti in questo volume, ma fanno comunque sentire la loro presenza. Mi sarebbe piaciuto vederli di più, sapere di più sul loro legame, ma mi è piaciuto molto come restano sempre vicini a Blythe nei momenti importanti. E finalmente scopriamo anche perché tra Morte e Aris non corre buon sangue.
Una sorpresa assoluta è stata l’introduzione di Caos, un nuovo personaggio che non mi aspettavo. All’inizio ero un po’ confusa – pensavo che Morte e Fato fossero gli unici esseri magici – ma trovo che questa aggiunta abbia reso il mondo di Adalyn Grace ancora più ricco e interessante.
L’unico vero difetto, per me, è stato il ritmo. In alcuni punti ho trovato il testo un po’ troppo lento, con descrizioni che appesantivano la narrazione. A volte meno è meglio, e una scrittura più essenziale avrebbe mantenuto alta la tensione.
Il finale mi ha lasciato emozionata, ma anche un po’ perplessa. C’è una scelta di Aris che ho davvero apprezzato, mi ha colpita nel profondo, ma avrei preferito leggere qualche capitolo dal suo punto di vista invece del classico “tot anni dopo”. Penso avrebbe dato più forza al finale.
In generale, Wisteria è stata una bellissima lettura. Una conclusione intensa per una serie che mi ha conquistata dal primo libro. Sono felice che stia per uscire una novella natalizia, perché questi personaggi mi mancheranno moltissimo. È una di quelle storie che vorresti non finissero mai.
5/26/2025

Recensione: "A Thousand Heartbeats" di Kiera Cass

Titolo: A Thousand Heartbeats
Autore: Kiera Cass
Editore: Sperling & Kupfer
Data di pubblicazione: 29 Aprile 2025
Pagine: 544
Prezzo: €18,90
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Trama:
Annika, principessa del Kadier, ha sempre vissuto nel lusso, ma nessuna ricchezza può compensare la perdita della libertà. Dopo la morte della madre, il re - un tempo padre amorevole - si è fatto freddo e distante, e ora è pronto a sacrificarla costringendola a un matrimonio politico. A chilometri di distanza, Lennox ha conosciuto solo privazioni. Il suo popolo è stato esiliato, suo padre è scomparso e l'unica certezza che gli resta è combattere. Addestrato come guerriero, ha un solo scopo: riconquistare il trono che gli è stato sottratto, a ogni costo. Annika e Lennox vivono in due mondi opposti ma rispecchiano due destini già scritti. E quando l'amore li trova, contro ogni logica, è impossibile ignorarlo. Anche se stare insieme significa sfidare tutto ciò in cui credono, il battito dei loro cuori suona all'unisono ed è un richiamo impossibile da ignorare.


RECENSIONE
A Thousand Heartbeats è uno di quei libri che mi ha catturata sin dal primo capitolo e che ho finito con quel senso di soddisfazione che solo certe storie riescono a lasciarti. Ho letto tutti i libri di Kiera Cass, e ogni volta riesce a emozionarmi, a rapirmi completamente. Questa volta è stato come tornare a casa e al tempo stesso partire per un posto nuovo, sconosciuto, ma che avevo il bisogno di scoprire.
La storia segue due protagonisti molto diversi, ma entrambi indimenticabili: Annika, una principessa promessa in sposa per dovere del regno, e Lennox, un giovane guerriero cresciuto nell’ombra della guerra e della vendetta. Le loro vite sembrano destinate a scontrarsi, e invece finiscono per intrecciarsi in un modo che non è mai forzato, anzi: tutto si sviluppa con naturalezza, con un ritmo che tiene incollati alla pagina. È una storia di conflitto, di scelta, ma soprattutto d’amore. Non un amore facile, non immediato, ma uno di quelli dolcissimi che crescono piano, attraverso lo scontro, il rispetto e poi il legame profondo.
Mi sono affezionata tanto a entrambi i protagonisti. Annika ha un’evoluzione bellissima: parte come una ragazza imprigionata nei suoi doveri da principessa, ma dentro di sé ha una forza che piano piano esplode. Non urla, non si impone, ma si fa valere. Lennox invece è più chiuso, più duro, segnato da un passato pesante, ma è impossibile non amarlo. Quando comincia a lasciarsi andare, a fidarsi, a cambiare… è uno di quei personaggi che ti restano dentro. Anche i personaggi secondari sono ben costruiti, nessuno è buttato lì tanto per riempire, ognuno ha il suo senso e il suo spazio.
Lo stile di Kiera Cass mi è sempre piaciuto, ma qui l’ho trovato ancora più maturo, più profondo rispetto ai primi. È semplice da leggere, ma non banale. Ti trasporta facilmente nei pensieri dei personaggi, nei paesaggi, nelle emozioni. Non ci sono descrizioni pesanti o lentezze inutili, ogni scena serve a qualcosa. E le parti romantiche… dolci, ma mai smielate. Ti fanno sospirare, ti fanno sperare.
La trama, anche se si muove su temi già visti (la principessa promessa sposa, il nemico che si rivela altro), riesce comunque a sembrare nuova, diversa. Perché non è la classica favola. È più intensa, più ricca. E soprattutto non è scontata: ci sono momenti in cui davvero non sai cosa aspettarti. Si percepisce una cura dietro ogni scelta, ogni svolta. E il finale… bellissimo. Chiude tutto nel modo giusto, senza fretta, senza forzature. Mi ha lasciata col cuore pieno.
In definitiva, A Thousand Heartbeats è un libro che consiglierei senza pensarci due volte. Non solo agli amanti del romance, ma a chi cerca una storia coinvolgente, emozionante e scritta bene. È uno di quei romanzi che ti fanno venire voglia di rileggerlo già mentre stai leggendo l’ultima pagina. Kiera Cass, per me, qui ha fatto ancora più centro.
5/20/2025