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Recensione: "Beth is Dead" di Katie Bernet

Titolo: Beth is Dead
Autore: Katie Bernet
Editore: Sperling & Kupfer
Data di pubblicazione: 27 Gennaio 2026
Pagine: 352
Prezzo: 19,90€
Goodreads  |  Amazon
Trama:
La mattina di Capodanno, Beth March viene trovata senza vita. È distesa sulla neve, immobile e circondata dal suo stesso sangue. Le sue sorelle Jo, Meg e Amy sono sconvolte, ma non possono permettersi di crollare. Perché a Concord tutti sembrano sapere qualcosa, e nessuno è davvero innocente. E se la verità non verrà fuori, qualcuno potrebbe farla franca. Jo è un'aspirante scrittrice con migliaia di follower, pronta a tutto per un'idea che lasci il segno. Amy sogna di entrare in una prestigiosa scuola d'arte in Europa, ma il denaro per realizzare il suo obiettivo non è mai stato destinato a lei. E Meg è disposta a tutto pur di proteggere il fidanzato con più di un lato oscuro e un passato misterioso. A rendere tutto più complicato, c'è il romanzo più discusso dell'anno, che scatena una tempesta mediatica dalle conseguenze drammatiche. Scritto dal loro stesso padre, ha trasformato le sorelle March in protagoniste di una storia raccontata al mondo, e Beth in un personaggio destinato a morire. Ma se non fosse stata solo una coincidenza?


RECENSIONE
Beth is Dead di Katie Bernet è un retelling moderno di Piccole donne, ma dimenticate l’atmosfera dolce e familiare del classico: qui tutto parte da una tragedia.
Beth, la sorella minore delle March, viene trovata morta dopo una festa di Capodanno. Da quel momento la storia non racconta solo un lutto, ma scava nelle crepe della famiglia, nei segreti, nelle gelosie e nei silenzi che nessuno aveva affrontato fino in fondo.
La cosa che ho apprezzato di più è come la trama sia costruita. L’autrice ti porta a dubitare di ogni singolo personaggio. Jo voleva solo materiale per scrivere il suo libro? Amy aveva davvero litigato con Beth poco prima che tutto precipitasse? Meg è rimasta davvero ad Harvard come dice? E anche i ragazzi che ruotano attorno alle sorelle non sono semplici comparse: ognuno sembra avere un possibile movente, un dettaglio che lo rende sospetto.
Per il 90% del libro non hai idea di cosa sia successo davvero a Beth. Ogni capitolo aggiunge un pezzo, ma allo stesso tempo mette in discussione quello che pensavi di aver capito. Quando finalmente la verità arriva, ti investe in pieno. Il finale è super commovente e lascia sicuramente il segno.
Ho adorato la scelta dei POV alternati: passiamo continuamente dal punto di vista delle sorelle March e tra passato e presente. Questo ritmo rende la lettura dinamica, crea tensione e ci permette di scoprire poco alla volta le loro dinamiche familiari, fatte di amore ma anche di rivalità e incomprensioni.
Ho accompagnato la lettura con l’audiolibro e l’ho trovato davvero ben fatto. Essendo multivoci, ogni personaggio aveva una propria identità anche nell’ascolto, e questo ha reso l’esperienza ancora più coinvolgente e intensa.
È un retelling più cupo e moderno, che prende i personaggi che conosciamo e li mette sotto una luce completamente diversa. E fino all’ultima pagina ti fa chiedere: quanto conosciamo davvero le persone che amiamo?
2/23/2026

Recensione: "Cold Hearted" di Leia Stone e Julie Hall

Titolo: Cold Hearted (Cursed Fae, #1)
Autore: Leia Stone e Julie Hall
Editore: Leggereditore
Data di pubblicazione: 26 Gennaio 2026
Pagine: 320
Prezzo: 16.90€
Goodreads  |  Amazon
Trama:
Per salvare il mio regno, qualcuno deve morire.
Ogni cento anni, una maledizione si abbatte su Faerie, distruggendo la terra e uccidendo la sua gente. Negli ultimi due millenni, è sempre stato compito della principessa della Corte Estiva fermarla. E in quanto tale, ora è arrivato il mio turno.
È da tutta la vita che mi preparo a diventare l’assassina perfetta. La mia missione è entrare nel mondo speculare, trovare un lord di Ethereum e fare ritorno a Faerie con il suo cuore magico. Ma nel momento esatto in cui attraverso il portale vengo fatta prigioniera da Zander, un’affascinante guardia reale.
Se voglio portare a termine la mia impresa e salvare il mio popolo, non posso che giocare secondo le sue regole. Eppure sembra che Zander nasconda qualcosa, segreti che potrebbero mettere in discussione tutto ciò che ho sempre creduto di sapere...


RECENSIONE
Dawn è la prescelta destinata a salvare Fairie dalla maledizione che, puntuale ogni cento anni, torna a colpire il suo mondo. Per spezzarla deve viaggiare attraverso uno specchio e approdare nel regno di Ethereum, uccidere uno dei Lord e riportarne a casa il cuore intriso di magia. Solo così la maledizione verrà fermata per un altro secolo. È stata addestrata fin da bambina per questo momento, pronta a non esitare e a mettere il dovere sopra ogni cosa. Ma fin dall’inizio qualcosa va storto. A differenza delle principesse che l’hanno preceduta, Dawn non si ritrova direttamente davanti al Lord: il suo cammino incrocia invece quello di Zander, il Comandante delle Terre del Nord. Con uno stratagemma riesce a convincerlo a farsi condurre al cospetto del Lord, ma durante il viaggio la situazione si complica rapidamente.
Il ritmo è serrato dall’inizio alla fine: non ci sono momenti di noia o descrizioni eccessive che rallentano la lettura. Succede sempre qualcosa e la storia scorre così velocemente che è impossibile non farsi trascinare.
I personaggi mi sono piaciuti davvero tanto. Dawn, la protagonista femminile, parte determinata a portare a termine il suo compito, convinta di dover sacrificare tutto per il suo popolo, ma piano piano si rende conto di non voler essere solo uno strumento. Il suo conflitto interiore è costante e la accompagna per tutta la storia, rendendola più umana e vulnerabile. E poi c’è Zander. Lui ti arriva dritto al cuore fin dalla prima apparizione. È enigmatico, affascinante e pieno di sfumature, uno di quei personaggi che ti fanno venire voglia di sapere tutto, ma proprio tutto, sul suo passato. Le scene tra lui e Dawn sono senza dubbio le mie preferite: si stuzzicano, si provocano, si respingono ma allo stesso tempo si attraggono in modo inevitabile. La loro chimica funziona benissimo e io ho adorato la coppia.
La trama è ben strutturata e non mancano i colpi di scena. Alcune rivelazioni le avevo già sospettate — probabilmente ho letto troppi libri del genere — ma questo non ha tolto il piacere della scoperta. Ho apprezzato anche la scelta di alternare principalmente il POV di Dawn con qualche capitolo dal punto di vista di Zander, che aggiunge profondità alla storia.
La serie seguirà la struttura già vista in Kings of Avalier della Stone: quattro libri, quattro protagoniste diverse. Ammetto che questa cosa mi ha lasciata un po’ combattuta, perché Zander è Zander… però sono anche curiosa di conoscere meglio gli altri Lord di Ethereum, quindi resto fiduciosa.
In conclusione, libro super approvato. L’ho letto in appena due giorni e non riuscivo a posarlo — e non mi succedeva da un bel po’. Sono decisamente ansiosa di continuare la serie.
2/19/2026

Recensione: "Il Trono dei Caduti" di Kerri Maniscalco

Titolo: Il Trono dei Caduti (Prince of Sins, #1)
Autore: Kerri Maniscalco
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 22 Ottobre 2024
Pagine: 600
Prezzo: 24,00€
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Trama:
Invidia è un principe malvagio, spietato, e vuole che tutti lo sappiano. Quando viene coinvolto in un gioco mortale, è deciso a tutto pur di vincere e nulla - enigmi, oggetti maledetti, rivali anonimi - riuscirà a fermarlo. Ma nessuno dei diabolici piani che ha studiato per giungere al successo ha previsto l'arrivo di Camilla Antonius. Pittrice di grande talento, Camilla è finita nella trappola di Lord Phillip Vexley che ora la ricatta senza pietà. Per evitare uno scandalo, la donna è stata costretta a stringere un patto con Invidia, senza immaginare che quell'accordo farà emergere segreti sepolti e accenderà le più peccaminose passioni. Li aspetta un viaggio nel mondo sotterraneo, tra la scintillante corte dei demoni e il lussureggiante impero dei vampiri, cercando di evitare l'insidia più pericolosa di tutte: innamorarsi. Ambientato nello stesso universo della serie "Kingdom of the Wicked", Throne of the Fallen è un romanzo standalone che segna il debutto di Kerri Maniscalco nella letteratura adult, perfetto per chi ama mescolare fantasy, romanticismo e mistero.


RECENSIONE
Invidia, uno dei sette Principi dell’Inferno, si ritrova coinvolto in un gioco pericoloso in cui la posta in palio è qualcosa di essenziale per la sua corte. Per vincere deve muoversi tra inganni, alleanze instabili e avversari pronti a tutto. Camilla entra nella sua vita quasi per caso: inizialmente è solo uno degli indizi che Invidia deve seguire, un tassello di un puzzle più grande. Ma il loro incontro cambia presto le carte in tavola. Quella che doveva essere una semplice mossa strategica si trasforma in una collaborazione carica di tensione, segreti e attrazione.
Il world building creato nella trilogia Il Regno dei Malvagi mi ha sempre affascinata: i sette principi, i sette vizi, il loro rapporto complicato, il passato doloroso che li lega. È un universo oscuro, seducente e pieno di sfumature morali, e sapevo che prima o poi avrei letto anche questo spin-off. Eppure sono rimasta bloccata a lungo. Il cambio di genere mi frenava: chi mi segue sa che preferisco gli Young Adult – al massimo i New Adult – e quando la componente spicy diventa troppo centrale faccio fatica a godermi la storia. L’idea di trovare troppe scene spinte mi ha fatto rimandare la lettura per mesi.
Questo libro per quanto mi riguarda andrebbe “diviso” in due giudizi distinti. Se parliamo di trama, intrighi, misteri e tensione narrativa, il voto arriva tranquillamente al massimo. Se invece devo considerare quante pagine sono dedicate allo spicy, allora il mio entusiasmo si ridimensiona un po’. Probabilmente l’aver alternato la lettura con l’audiolibro non ha aiutato: leggendo solo su carta avrei potuto sorvolare più facilmente su alcune parti. Detto questo, la storia mi ha davvero coinvolta.
Per quanto riguarda i personaggi, mi sono piaciuti davvero tanto. Invidia è misterioso al punto giusto: affascinante, ironico, sempre un passo avanti agli altri. Si diverte a provocare, a stuzzicare, a far ingelosire chi ha intorno. È strategico, intelligente e raramente lascia intravedere le sue vere emozioni. Forse mi sarebbe piaciuto vedere un po’ di più il suo “potere per natura”, quella manifestazione concreta del vizio che rappresenta, ma nel complesso l’ho trovato coerente e carismatico. Camilla mi ha conquistata sin dalle prime pagine. È una protagonista che non si lascia intimidire, ma che allo stesso tempo custodisce un segreto importante. Ha una forza incredibile, una determinazione che emerge poco alla volta, e riesce a tenerci sulle spine fino alla fine.
La coppia insieme fa scintille. Il loro rapporto è fatto di battibecchi, tensione, attrazione e diffidenza. Si studiano, si sfidano, si provocano. Ma soprattutto si completano. Formano una squadra incredibile, anche quando cercano di convincersi del contrario.
In definitiva, Il trono dei caduti mi ha ritrasportato in quel universo narrativo che tanto mi aveva appassionata. Avrei preferito una componente spicy un po’ più contenuta e maggior spazio all’azione e ai poteri dei Principi, ma non posso negare che la storia mi abbia intrattenuta e coinvolta fino all’ultima pagina.
2/17/2026

Recensione: "Umane Bugie" di Romy Hausmann

Titolo: Umane Bugie
Autore: Romy Hausmann
Editore: Giunti
Data di pubblicazione: 15 Ottobre 2025
Pagine: 432
Prezzo: €
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Trama:
Julie Novak è scomparsa il 7 settembre 2003. Da allora la sua famiglia è distrutta. Solo il padre, Theo, non smette di cercarla e quando, dopo vent'anni, viene contattato da una giornalista che tiene un podcast di true crime capisce che questa è la sua ultima opportunità.
Liv Keller sostiene di essersi imbattuta in una nuova pista e Theo sa di non avere molto tempo davanti. Ha 74 anni, è un rinomato ex cardiochirurgo, ma deve sbrigarsi perché l'avanzare della demenza senile sta cancellando i suoi ricordi, rendendo difficili anche le più banali attività quotidiane. A volte la memoria gli gioca brutti scherzi, come ben sa l'altra figlia, Sophia, che cerca in tutti i modi di prendersi cura di lui. Ma non c'è niente di più crudele che non conoscere il destino dei propri cari e Theo è pronto a fare qualsiasi cosa pur di scoprire la verità.


RECENSIONE
Quando ho iniziato Umane bugie ero convinta di trovarmi davanti a un thriller psicologico capace di tenermi incollata alle pagine. La scomparsa di Julie, avvenuta vent’anni prima, prometteva misteri irrisolti, segreti e verità nascoste pronte a riemergere. Le aspettative erano alte… ma la lettura ha preso una direzione diversa da quella che immaginavo.
Sono combattuta sul giudizio di questo libro. Ci ho messo davvero tanto tempo a portarlo a termine perché, nonostante la curiosità di scoprire cosa fosse accaduto a Julie, la trama non è mai riuscita a conquistarmi pienamente. Sentivo che mancava qualcosa, non è mai scattata quella scintilla capace di coinvolgermi al punto da non voler smettere di leggere.
Fin da subito mi ha infastidita la struttura del romanzo in sé: più che in capitoli è diviso in parti lunghissime, anche se i punti di vista si alternano con una certa frequenza - sappiamo quanto odio personalmente i capitoli lunghi! Questo cambio di POV ha aiutato un pochettino, ma non ha salvato la situazione.
La scrittura, invece, è l’aspetto che ho apprezzato di più. Theo, che soffre di demenza, è caratterizzato in maniera straordinaria: si percepisce nitidamente il momento in cui la sua mente vacilla, quando non è del tutto presente. Le parole sbagliate, i nomi distorti, le minuscole e maiuscole fuori posto, la punteggiatura mancante… tutti dettagli che contribuiscono a rendere tangibile la sua confusione. In questo Romy Hausmann ha fatto un lavoro davvero notevole. Anche gli altri personaggi sono ben costruiti, ognuno con un passato che giustifica e spiega il loro comportamento nel presente.
In contrasto alla scrittura così buona, c'è la trama che mi è sembrata priva di quel carattere deciso che mi aspettavo. Ero curiosa, sì, ma non emotivamente coinvolta. Lo svelamento del mistero l’ho percepito un po’ sottotono: speravo in qualcosa di più particolare, più incisivo, e in parte avevo già intuito dove si sarebbe andati a parare.
Un altro elemento che mi aveva attirata molto durante la scelta del romanzo era la presenza del podcast. Pensavo avesse un ruolo centrale nella narrazione, invece si è rivelato quasi marginale. Liv e Phil lo portano avanti da anni, ma assistiamo soltanto a un episodio che, per di più, non è nemmeno collegato alla vicenda principale. Il podcast diventa più che altro un pretesto narrativo: Liv indaga su ciò che è successo a Julie per trasformarlo in contenuto, ma nulla di più.
In conclusione, non mi sento di bocciare questa lettura, ma nemmeno di promuoverla con entusiasmo. Ho la sensazione che sarà uno di quei libri che si dimenticano in fretta, perché, nonostante alcuni elementi ben costruiti, non mi ha lasciato molto una volta chiusa l’ultima pagina.
2/12/2026

Recensione: "Wisteria" di Adalyn Grace

Titolo: Wisteria (Belladonna, #3)
Autore: Adalyn Grace
Editore: Rizzoli
Data di pubblicazione: 13 Maggio 2025
Pagine: 432
Prezzo: €18,00
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Trama:
A differenza del glicine, Blythe ha le spine. E ha tutta l'intenzione di usarle con Aris Dryden. Blythe Hawthorne non ha permesso mai a nessuno di dirle cosa fare, né alle convenzioni, né a suo padre iperprotettivo. E di certo non potrà farlo l'uomo scortese e insopportabile a cui è legata. Anzi, Blythe è determinata a essere una spina nel suo fianco, dato che anche lui sta facendo di tutto per renderle la vita tutt'altro che una favola. Ma quando scopre un nuovo lato di se stessa legato al passato del suo enigmatico marito, dovrà capire se è disposta a lasciare che questa inaspettata scintilla divampi... e scoprire così chi è davvero. L'ultimo capitolo della saga di "Belladonna".


RECENSIONE
Wisteria è il terzo e ultimo capitolo della serie iniziata con Belladonna e proseguita con Foxglove, e questa volta ci porta nel cuore della storia di Blythe e Aris. Un cambio di prospettiva che ho trovato molto interessante, anche se ammetto che avrei voluto vedere un po’ di più anche Signa e Morte.
Blythe e Aris sono sposati, ma il loro matrimonio nasce da un sacrificio: Blythe ha accettato di unirsi ad Aris per proteggere la felicità della cugina, Signa. Il loro rapporto è teso, freddo, basato su una reciproca diffidenza. Aris non fa nulla per nascondere il suo disprezzo e Blythe si sente intrappolata, in un luogo che non sente suo e con un uomo che sembra non volerla conoscere. Eppure, qualcosa inizia lentamente a cambiare.
Aris è in realtà Fato, non il principe per cui si spacciava, ma l’essere che governa i destini delle anime. I suoi poteri sono incredibili: può creare luoghi, manipolare persone, influenzare eventi. Ma ogni azione ha un prezzo, e anche lui deve fare i conti con le conseguenze delle proprie scelte. È un personaggio affascinante, tormentato, che mi ha sorpresa soprattutto nel finale.
Blythe è invece molto determinata: dopo aver rischiato la vita, vuole vivere intensamente e scoprire tutto ciò che può. Anche se inizialmente si sente bloccata da questa nuova vita accanto ad Aris, segue con tenacia una serie di indizi che la conducono verso verità inaspettate. La sua crescita nel corso del libro è una delle cose che ho apprezzato di più.
Signa e Morte non sono protagonisti in questo volume, ma fanno comunque sentire la loro presenza. Mi sarebbe piaciuto vederli di più, sapere di più sul loro legame, ma mi è piaciuto molto come restano sempre vicini a Blythe nei momenti importanti. E finalmente scopriamo anche perché tra Morte e Aris non corre buon sangue.
Una sorpresa assoluta è stata l’introduzione di Caos, un nuovo personaggio che non mi aspettavo. All’inizio ero un po’ confusa – pensavo che Morte e Fato fossero gli unici esseri magici – ma trovo che questa aggiunta abbia reso il mondo di Adalyn Grace ancora più ricco e interessante.
L’unico vero difetto, per me, è stato il ritmo. In alcuni punti ho trovato il testo un po’ troppo lento, con descrizioni che appesantivano la narrazione. A volte meno è meglio, e una scrittura più essenziale avrebbe mantenuto alta la tensione.
Il finale mi ha lasciato emozionata, ma anche un po’ perplessa. C’è una scelta di Aris che ho davvero apprezzato, mi ha colpita nel profondo, ma avrei preferito leggere qualche capitolo dal suo punto di vista invece del classico “tot anni dopo”. Penso avrebbe dato più forza al finale.
In generale, Wisteria è stata una bellissima lettura. Una conclusione intensa per una serie che mi ha conquistata dal primo libro. Sono felice che stia per uscire una novella natalizia, perché questi personaggi mi mancheranno moltissimo. È una di quelle storie che vorresti non finissero mai.
5/26/2025

Recensione: "A Thousand Heartbeats" di Kiera Cass

Titolo: A Thousand Heartbeats
Autore: Kiera Cass
Editore: Sperling & Kupfer
Data di pubblicazione: 29 Aprile 2025
Pagine: 544
Prezzo: €18,90
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Trama:
Annika, principessa del Kadier, ha sempre vissuto nel lusso, ma nessuna ricchezza può compensare la perdita della libertà. Dopo la morte della madre, il re - un tempo padre amorevole - si è fatto freddo e distante, e ora è pronto a sacrificarla costringendola a un matrimonio politico. A chilometri di distanza, Lennox ha conosciuto solo privazioni. Il suo popolo è stato esiliato, suo padre è scomparso e l'unica certezza che gli resta è combattere. Addestrato come guerriero, ha un solo scopo: riconquistare il trono che gli è stato sottratto, a ogni costo. Annika e Lennox vivono in due mondi opposti ma rispecchiano due destini già scritti. E quando l'amore li trova, contro ogni logica, è impossibile ignorarlo. Anche se stare insieme significa sfidare tutto ciò in cui credono, il battito dei loro cuori suona all'unisono ed è un richiamo impossibile da ignorare.


RECENSIONE
A Thousand Heartbeats è uno di quei libri che mi ha catturata sin dal primo capitolo e che ho finito con quel senso di soddisfazione che solo certe storie riescono a lasciarti. Ho letto tutti i libri di Kiera Cass, e ogni volta riesce a emozionarmi, a rapirmi completamente. Questa volta è stato come tornare a casa e al tempo stesso partire per un posto nuovo, sconosciuto, ma che avevo il bisogno di scoprire.
La storia segue due protagonisti molto diversi, ma entrambi indimenticabili: Annika, una principessa promessa in sposa per dovere del regno, e Lennox, un giovane guerriero cresciuto nell’ombra della guerra e della vendetta. Le loro vite sembrano destinate a scontrarsi, e invece finiscono per intrecciarsi in un modo che non è mai forzato, anzi: tutto si sviluppa con naturalezza, con un ritmo che tiene incollati alla pagina. È una storia di conflitto, di scelta, ma soprattutto d’amore. Non un amore facile, non immediato, ma uno di quelli dolcissimi che crescono piano, attraverso lo scontro, il rispetto e poi il legame profondo.
Mi sono affezionata tanto a entrambi i protagonisti. Annika ha un’evoluzione bellissima: parte come una ragazza imprigionata nei suoi doveri da principessa, ma dentro di sé ha una forza che piano piano esplode. Non urla, non si impone, ma si fa valere. Lennox invece è più chiuso, più duro, segnato da un passato pesante, ma è impossibile non amarlo. Quando comincia a lasciarsi andare, a fidarsi, a cambiare… è uno di quei personaggi che ti restano dentro. Anche i personaggi secondari sono ben costruiti, nessuno è buttato lì tanto per riempire, ognuno ha il suo senso e il suo spazio.
Lo stile di Kiera Cass mi è sempre piaciuto, ma qui l’ho trovato ancora più maturo, più profondo rispetto ai primi. È semplice da leggere, ma non banale. Ti trasporta facilmente nei pensieri dei personaggi, nei paesaggi, nelle emozioni. Non ci sono descrizioni pesanti o lentezze inutili, ogni scena serve a qualcosa. E le parti romantiche… dolci, ma mai smielate. Ti fanno sospirare, ti fanno sperare.
La trama, anche se si muove su temi già visti (la principessa promessa sposa, il nemico che si rivela altro), riesce comunque a sembrare nuova, diversa. Perché non è la classica favola. È più intensa, più ricca. E soprattutto non è scontata: ci sono momenti in cui davvero non sai cosa aspettarti. Si percepisce una cura dietro ogni scelta, ogni svolta. E il finale… bellissimo. Chiude tutto nel modo giusto, senza fretta, senza forzature. Mi ha lasciata col cuore pieno.
In definitiva, A Thousand Heartbeats è un libro che consiglierei senza pensarci due volte. Non solo agli amanti del romance, ma a chi cerca una storia coinvolgente, emozionante e scritta bene. È uno di quei romanzi che ti fanno venire voglia di rileggerlo già mentre stai leggendo l’ultima pagina. Kiera Cass, per me, qui ha fatto ancora più centro.
5/20/2025

Recensione: "This Book Kills" di Ravena Guron

Titolo: This Book Kills
Autore: Ravena Guron
Editore: Rizzoli
Data di pubblicazione: 14 Aprile 2025
Pagine: 369
Prezzo: €18.00
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Trama:
Hugh Henry Van Boren, uno degli studenti più popolari e ricchi di un'elitaria high school, viene trovato morto. L'intero collegio è sotto shock e si interroga sull'identità del colpevole. Jess Choudhary è una studentessa borsista del penultimo una sola amica, buoni voti, profilo basso. Come tutti, Jess non ha idea di chi possa essere l'assassino, ma capisce in fretta che, chiunque sia, si aggira tra i corridoi della scuola. Il giorno dopo l'omicidio, Jess riceve un messaggio anonimo che la ringrazia per l'ispirazione, e quando si viene a sapere che Hugh è morto esattamente nello stesso modo di uno dei personaggi di un suo racconto, la ragazza capisce di essere finita suo malgrado al centro delle indagini, non esattamente una posizione di basso profilo. E non è quella la cosa più Jess sa che se non risolve il mistero della morte di Hugh, rischia di ritrovarsi ad avere alla fine qualcosa in comune con lui...


RECENSIONE
Ammetto che non mi aspettavo di rimanere così coinvolta da This Book Kills, e invece eccomi qui, ancora a pensarci a distanza di giorni dalla fine. È uno di quei libri che ti entra sotto pelle, che ti fa fare mille congetture, e che poi ti lascia a bocca aperta quando finalmente tutti i pezzi del puzzle vanno al loro posto.
This Book Kills è ambientato alla prestigiosa Honeybuck School, un’istituzione d’élite in cui regnano competizione, segreti e dinamiche sociali spesso spietate. La protagonista, Jess, è una studentessa brillante e introversa, entrata nella scuola grazie a una borsa di studio. Quando uno degli studenti più popolari e influenti, Hugh, viene trovato morto in circostanze misteriose, tutto cambia. Jess si ritrova coinvolta suo malgrado nell’indagine, anche perché un suo racconto — che sembrava solo frutto della fantasia — sembra avere inquietanti somiglianze con l’omicidio. Da quel momento in poi, la scuola si trasforma in un labirinto di segreti, sospetti e verità pericolose.
Il mistero è costruito in modo magistrale. Ogni pagina aggiunge qualcosa, ti fa sospettare di un personaggio, poi subito dopo ti fa dubitare di quello dopo. Ci ho provato, davvero, a capire chi fosse il colpevole. Ho cercato indizi ovunque, ho fatto ipotesi, mi sono fissata su alcune frasi... ma niente. L’autrice è riuscita a sviare l’attenzione fino alla fine, e quando finalmente viene svelata la verità, sono rimasta incredula. Non ci avrei mai potuto credere, eppure tutto torna alla perfezione. Ogni dettaglio, ogni comportamento, ogni segreto... tutto ha un senso. È evidente che dietro la storia ci sia un lavoro enorme, preciso, attento.
Lo stile di scrittura è uno degli aspetti che ho apprezzato di più. È semplice, diretto, senza fronzoli inutili. Non ci sono descrizioni pesanti che ti fanno perdere il filo, e ogni scena ha il suo peso, il suo perché. È uno di quei libri che leggi in pochissimo tempo, ma che allo stesso tempo cerchi di far durare più a lungo possibile perché non vuoi lasciarlo andare. E quando finisce, vorresti poterlo rileggere con occhi nuovi solo per riscoprire tutti quei dettagli che ti erano sfuggiti.
Ho adorato Jess. All’inizio è un personaggio quasi invisibile, la classica borsista snobbata da tutti, con una sola amica e un mondo interiore ricco, ma nascosto. E poi la vedi cambiare. Pagina dopo pagina diventa più forte, più sicura, più determinata. La sua curiosità la spinge oltre i suoi limiti, e la sua crescita è forse l’aspetto più bello del libro. Non diventa mai arrogante, resta sempre se stessa, ma riesce a conquistare il suo spazio. Le nuove relazioni che costruisce lungo il percorso la fanno sbocciare, e diventa impossibile non fare il tifo per lei.
Oltre a Jess, ho apprezzato molto anche gli altri personaggi. Tommy, in particolare, mi ha colpita. Inizialmente è solo "l’amico di Hugh", ma poi diventa un alleato prezioso per Jess, uno di quelli silenziosi ma fondamentali. Summer è la classica ragazza perfettina che non convince subito, ma alla fine riesce a farsi voler bene. E poi c’è Clem, l’unica amica di Jess all’inizio, che pur non essendo sempre presente, riesce comunque a lasciare il segno. Ogni personaggio ha una sua evoluzione, un suo ruolo preciso all’interno della storia. Nessuno è lì per caso.
Un altro elemento che ho trovato affascinante è quello dell’associazione segreta che esiste da secoli all’interno della scuola. Volevo assolutamente scoprirne i segreti, capire chi ne facesse parte, e devo dire che anche in questo caso l’autrice ha saputo giocare benissimo le sue carte. Non ho amato particolarmente le prove crudeli o gli scherzi imposti agli studenti: alcune scene mi hanno fatto stringere i denti, ma è anche vero che gli adolescenti sanno essere spietati, e questo dettaglio rende la storia ancora più realistica.
Il finale… wow. Mi ha completamente spiazzata. Non ci volevo credere, e ancora adesso faccio fatica a pensarci. Ma ogni cosa torna, ogni evento ha una spiegazione, e capisci che nulla è stato lasciato al caso. L’autrice ha costruito un castello perfetto, con fondamenta solidissime, e ci ha guidati in questo mistero con maestria e intelligenza.
In conclusione, approvo tutto di questo libro. Il mistero da risolvere, i segreti che emergono lentamente, i personaggi che crescono e sorprendono. This Book Kills è una lettura che consiglio davvero a chi ama i gialli con un tocco di psicologia e introspezione, ambientati in contesti scolastici dove niente è come sembra. Preparatevi a sospettare di tutti, a non fidarvi di nessuno… e a rimanere a bocca aperta.
5/16/2025

Recensione: "Fidati di Me" di Sophie Stava

Titolo: Fidati di Me
Autore: Sophie Stava
Editore: Piemme
Data di pubblicazione: 08 Aprile 2025
Pagine: 339
Prezzo: €22.00
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Trama:
Sloane Caraway è una bugiarda. Bugie innocue, per lo più. Piccole invenzioni per rendere la sua vita un po' più interessante. Quando un pomeriggio al parco vede una bambina in lacrime e il suo affascinante papà disperato, Sloane non si finge un'infermiera e lo aiuta a rimuovere il pungiglione di un'ape dal piede della piccola. E così, grazie a una menzogna, si ritrova catapultata nello scintillante mondo della famiglia Lockhart. Jay e Violet Lockhart sono la coppia perfetta di New una casa elegante in città, la figlia che frequenta una prestigiosa scuola privata e le estati a Block Island, tra spiagge dorate e panorami mozzafiato. Un sogno in cui Sloane riesce a insinuarsi, un ruolo da tata che sembra troppo bello per essere vero. Ma i segreti non appartengono solo a Sloane. E dietro la perfezione dei Lockhart si nasconde qualcosa di molto più oscuro. Perché le bugie si sommano, diventano una nuova realtà... e una prigione da cui potrebbe non esserci via d'uscita.


RECENSIONE
Fidati di me è un romanzo che mi ha incuriosita fin dalle prime pagine, soprattutto per la protagonista: una ragazza che mente in continuazione, che cambia identità a seconda di chi ha davanti, che si costruisce maschere su maschere per nascondere la verità. Un’idea davvero originale, diversa dal solito, che mi ha fatto subito pensare: “ok, questa storia potrebbe sorprendermi”. E in effetti lo fa, ma non sempre in modo positivo.
La protagonista, Sloane, è una bugiarda patologica. Mente in automatico, senza pensarci, anche quando non ce n’è bisogno. E se da una parte capisco che si tratti di una condizione reale, che c’è gente che vive davvero così, dall’altra a volte l’ho trovata davvero esasperante. Alcune bugie erano inutili, gratuite, e mi hanno fatto perdere la pazienza. Mi veniva da dirle “ma perché?!”. In certi momenti faticavo a seguirla, proprio perché tutto diventava troppo contorto.
La svolta, per me, è arrivata a metà libro, quando cambia il punto di vista e iniziamo a leggere dal POV di Violet. Qui mi si è riaccesa l’attenzione. Sentivo che finalmente qualcosa si stava muovendo, che sarebbero venute fuori nuove verità e forse anche qualche sorpresa. E così è stato: quel cambio ha dato nuova energia alla storia, l’ha resa più interessante e mi ha spinta a voler capire cosa fosse successo davvero. Lì ho ricominciato a leggere con più curiosità.
Una cosa che ho apprezzato molto è l’atmosfera di mistero che si respira fin dall’inizio. Si capisce che Sloane sta scappando da qualcosa, ma non si sa bene da cosa. Ci sono domande che ti restano in testa per buona parte della lettura: cosa ha fatto di così grave da dover cambiare lavoro e vita? E dall'altra parte cosa nasconde davvero la famiglia di Violet, che a prima vista sembra perfetta? Questo lato misterioso, quasi da thriller psicologico, è stato sicuramente uno dei punti forti del romanzo.
Purtroppo però il finale mi ha lasciata perplessa. Senza fare spoiler, dico solo che ci sono scelte poco realistiche, come la totale assenza di un test alla polvere da sparo in una situazione dove sarebbe stato d’obbligo. È un dettaglio che mi ha fatto storcere il naso, perché avrebbe potuto cambiare tutto. Non parliamo di un piccolo errore, ma di qualcosa che rende il finale debole e poco credibile. Inoltre, non riesco a immaginare come la storia possa proseguire dopo quel finale. Mi ha dato l’idea di qualcosa buttato lì, senza una vera progettazione a lungo termine.
In sintesi, Fidati di me ha una trama originale e un bel mistero di fondo, ma è un libro che lascia un po’ l’amaro in bocca. Ci sono spunti interessanti e momenti che funzionano bene, ma anche tante cose che mi hanno fatto storcere il naso. È stata una lettura altalenante: a tratti coinvolgente, a tratti frustrante. Non lo boccio, ma nemmeno lo promuovo a pieni voti.
5/12/2025

Recensione: "House of War and Bone. La Casa della Guerra e delle Ossa" di Leia Stone

Titolo: La Casa della Guerra e delle Ossa (Gilded City, #2)
Autore: Leia Stone
Editore: Leggereditore
Data di pubblicazione: 28 Marzo 2025
Pagine: 324
Prezzo: €16.90
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Trama:
Fallon Bane credeva davvero che la sua maledizione – il tocco di un’altra persona le provoca un dolore insopportabile – fosse la cosa peggiore al mondo. Si sbagliava. Perché questo era stato prima d’innamorarsi di Ariyon, l’unico nel regno in grado di toccarla senza farle del male. Ma poi lo ha intrappolato accidentalmente nella terra delle anime scambiando i loro poteri. Ora è costretta a svolgere il ruolo di guaritrice per la regina Solana, mentre cerca di capire come intrufolarsi nel Regno dell’Eternità e salvare l’amore della sua vita. Ariyon Madden aveva già abbastanza problemi: erede al trono, orfano a causa di Marissa Bane che ha assassinato i suoi genitori, e con poteri da guaritore che lo avrebbero condannato a una morte precoce. Ma poi è arrivata Fallon, la figlia di Marissa, e se n’è innamorato, stravolgendo così tutto ciò che pensava di sapere. Ora è costretto a combattere per la sua vita – e forse anche per la sua esistenza nell’aldilà – contro i non morti. E, come se non bastasse, la profetizzata guerra dei Nightling è sempre più vicina. Il secondo volume della trilogia Gilded City di Leia Stone, seguito di "House of Ash and Shadow: La Casa di Cenere e Ombra", è una tormentata storia d’amore con creature fatate e magia ovunque, una lettura perfetta per chi ama Holly Black e Sarah J. Maas.


RECENSIONE
Il secondo volume della serie ci riporta immediatamente nel vivo dell’azione, riprendendo esattamente da dove ci eravamo interrotti – e per fortuna! Fallon è determinata fin dalla prima pagina a rimediare ai suoi errori e a riportare Ariyon a Gilded City, dopo che la sua abilità di scambio di poteri lo ha spedito erroneamente nel Regno della Rinascita. Spaventata ma anche entusiasta di possedere il potere della guarigione di Ariyon dovrà giostrarsi tra l'imparare a usarlo al meglio e cercare di riportare le cose alla normalità.
In questo secondo capitolo, il ritmo resta alto e la storia non si concentra più solo su Fallon, ma si apre anche al punto di vista di Ariyon. Fallon, a Gilded City, cerca disperatamente un modo per salvarlo, ma dovrà anche vedersela con i pregiudizi che continuano a vederla al centro dell'attenzione; Ariyon, imprigionato nel Regno della Rinascita, è costretto letteralmente a combattere ogni giorno per rimanere in vita, nella speranza che Fallon riesca a riportarlo indietro. L’alternanza dei punti di vista tra Fallon e Aaryion è una scelta azzeccata: ti fa affezionare ancora di più a entrambi e ti fa capire bene cosa stanno passando, sia a livello emotivo che magico.
Fallon è più fragile ma anche più determinata. Si sente responsabile di quanto accaduto e teme che l’Oscurità che alberga dentro di lei possa prendere il sopravvento da un momento all'altro. Questo timore è palpabile in molte scene, ma l'amore che prova per Aaryion è più forte della paura di poter fallire. Ayden ed Eden restano due personaggi deliziosi, fondamentali. Sono il tipo di amici che tutti vorremmo al nostro fianco: non giudicano, non si tirano indietro, e aiutano Fallon in ogni modo possibile. Sono un trio affiatato, complementare, migliori quando sono insieme. In questo contesto, la regina Solana gioca un ruolo cruciale. Viene svelata in modo molto più completo in questo volume: finalmente capiamo perché è così dura e spietata. La vita non è stata clemente con lei, e la figura di Marissa ha lasciato cicatrici profonde: questo spiega perché fatichi tanto a fidarsi di Fallon, in lei rivede troppo del suo passato, delle sue ferite. Il mio cuore però va tutto a Yanrik, il famiglio di Fallon. È coraggioso, spiritoso, leale. In più di un’occasione è riuscito a farmi sorridere anche nei momenti più drammatici. È il classico personaggio secondario che ruba la scena e che vorresti vedere ancora di più. È una presenza costante, una spalla su cui contare, una luce accesa anche nei momenti più bui.
Uno degli aspetti più affascinanti di questo libro è l’approfondimento del mondo magico. Scopriamo nuovi dettagli sulle varie case, su come si sono formate, su come alcune – in particolare quella di cenere e ombra – siano diventate malvagie, ma anche su come le altre abbiano le loro colpe. Nulla è bianco o nero, e questo rende tutto più realistico e interessante. Il passato torna continuamente a bussare alla porta, e ogni nuova rivelazione aggiunge complessità alla storia.
Rispetto al primo libro, ho trovato questo volume meno potente dal punto di vista emotivo, ma comunque molto coinvolgente. La tensione è costante, la posta in gioco si alza pagina dopo pagina, e l’autrice riesce ancora una volta a trascinarti dentro la storia senza lasciarti via di fuga. L’ho letto in pochissimo tempo, completamente immersa, e mi sono ritrovata con gli occhi lucidi più di una volta. Il finale… be’, non è un vero colpo di scena, ma arriva proprio quando tutto si stava facendo davvero interessante. Si chiude sul più bello, con quella sensazione dolceamara di chi sa che dovrà aspettare per scoprire cosa succederà, proprio adesso che le cose stavano davvero prendendo fuoco - letteralmente direi. E sì, nonostante tutto, avrei voluto avere subito il prossimo volume tra le mani!
5/08/2025

Recensione: "Omicidio in Versi" di Kate Carlisle

Titolo: Omicidio in Versi (Bibliophile Mystery , #1)
Autore: Kate Carlisle
Editore: Leggereditore
Data di pubblicazione: 21 Marzo 2025
Pagine: 264
Prezzo: €14.90
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Trama:
Brooklyn Wainwright è un chirurgo esperto. Certo, i suoi pazienti possono puzzare di muffa e avere il dorso in cuoio, ma nessun libro malmesso morirà tra le sue mani scrupolose. Non si può dire lo stesso di Abraham Karastovsky, suo amico ed ex datore di lavoro. Alla vigilia di una festa per il restauro di un libro, Brooklyn trova il suo mentore disteso in una pozza di sangue. Con un ultimo respiro Abraham le lascia un messaggio criptico, “Ricorda il diavolo”, e le consegna, affinché la custodisca, una copia inestimabile – e presumibilmente maledetta – del Faust di Goethe. Quando Derek Stone, l’agente di sicurezza fastidiosamente attraente e dall’accento rigorosamente british ma privo di senso dell’umorismo, la sorprende inginocchiata accanto al corpo della vittima, Brooklyn si ritrova di colpo sospettata di omicidio e furto. Toccherà a lei ricostruire il puzzle di indizi lasciati dal suo mentore, trovare il colpevole e scagionarsi una volta per tutte. Un’intrigante storia di amicizia, segreti e misteri da risolvere, dove una restauratrice divenuta detective deve dimostrare la propria innocenza.


RECENSIONE
Se siete alla ricerca di una lettura leggera ma coinvolgente, che vi tenga compagnia per qualche ora senza appesantirvi, Omicidio in versi di Kate Carlisle potrebbe fare al caso vostro. Primo volume della serie Bibliophile Mysteries, il romanzo mescola mistero, fascino per i libri antichi e una protagonista fuori dal comune, il tutto con uno stile scorrevole e un ritmo piacevole.
Brooklyn Wainwright è una restauratrice di libri rari, un lavoro affascinante che rappresenta la vera particolarità del romanzo. Quando il suo adorato mentore Abraham Karastovsky viene trovato morto poche ore dopo il loro ricongiungimento, Brooklyn si ritrova coinvolta in un’indagine che la tocca molto da vicino. Nonostante le minacce, non si lascia piegare e decide di andare fino in fondo, sia per scoprire la verità sia per onorare la memoria di Abraham, terminando il restauro di un manoscritto preziosissimo: il Faust.
Il mistero in sé non brilla per complessità, ma si difende bene. È un buon caso introduttivo, che serve soprattutto a delineare i personaggi e l’ambientazione della serie. La narrazione funziona, non cerca il colpo di scena a tutti i costi, ma mantiene alta la curiosità. Il tutto si svolge in un’atmosfera da cozy mystery, con ambienti familiari, relazioni affettuose e una protagonista che, pur non essendo un’investigatrice, dimostra grande intuito e coraggio.
Uno dei personaggi che spiccano maggiormente è Derek Stone, inizialmente un po’ burbero e sfuggente, ma destinato a conquistare il cuore di tutti. Il suo fascino si insinua piano piano nella storia, rendendolo una figura interessante, di quelle che speri di ritrovare nei prossimi volumi. Molto ben riusciti anche i personaggi più secondari: Robin, la migliore amica di Brooklyn, sempre pronta ad aiutarla anche per le piccole cose, e le vicine di appartamento, eccentriche ma leali, contribuiscono a creare un piccolo mondo accogliente intorno alla protagonista.
Un elemento curioso e che lascia il segno è il passato di Brooklyn: cresciuta in una comune, con genitori ancora immersi in un universo fatto di chakra, canti purificatori e vibrazioni spirituali. Questo lato della storia ha un tono quasi surreale e alternativo, che può far sorridere o lasciare perplessi, ma sicuramente colpisce per originalità.
In definitiva, Omicidio in versi è un giallo dal tono leggero, che sa intrattenere senza cercare eccessive forzature. Più che l’indagine, colpiscono i personaggi e l’atmosfera. La passione per i libri antichi, il legame tra Brooklyn e Abraham, e l’intreccio di relazioni che la circondano rendono la lettura scorrevole e piacevole. Un buon inizio di serie che promette bene, e che lascia con la voglia di scoprire quale nuovo omicidio la nostra restauratrice di libri dovrà affrontare nel prossimo capitolo. E' una lettura ideale per chi ama i misteri delicati, le protagoniste forti e i libri... soprattutto quelli da restaurare!
5/04/2025

Recensione: "The Blood Traitor. La Traditrice della Stirpe" di Lynette Noni

Titolo: La Traditrice della Stirpe (The Prison Healer, #3)
Autore: Lynette Noni
Editore: Sperling & Lupfer
Data di pubblicazione: 08 Aprile 2025
Pagine: 432
Prezzo: €17,90
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Trama:
Dopo gli eventi a palazzo, Kiva è tormentata dal bisogno di sapere se la sua famiglia e i suoi amici sono al sicuro, e se coloro a cui ha fatto del male potranno mai perdonarla. I regni di Wenderall sono sull'orlo della guerra e lei si trova lontana dal cuore del conflitto. Ma, stavolta, in gioco c'è molto più del suo cuore spezzato. Un nuovo inizio la porterà a intraprendere una missione pericolosa, una corsa contro il tempo che costringerà nemici mortali e alleati improbabili a lottare fianco a fianco per salvare non solo il regno di Evalon, ma l'intero continente. Ora, Kiva non può più limitarsi a sopravvivere: deve combattere per ciò in cui crede. Per chi ama. Ma con il pericolo che incombe da ogni lato e la vita dei suoi cari in bilico, sarà abbastanza forte da resistere... o questa sarà la sua ultima battaglia?


RECENSIONE
Quando ho iniziato The Blood Traitor, ero completamente al buio. Non ricordavo quasi nulla di quello che era successo nel secondo volume, a parte il fatto che mi era piaciuto moltissimo. È stata una sensazione strana ma familiare: come rientrare in una storia amata senza sapere esattamente da dove ricominciare. Dopo un breve periodo di assestamento, ho iniziato a ricordare tutto: i personaggi, le dinamiche, le emozioni lasciate in sospeso e da quel momento non vedevo l’ora di scoprire come Lynette avrebbe concluso questa trilogia.
Il libro si apre con Kiva di nuovo a Zalindov, la prigione da cui tutto ha avuto inizio. Ma questa volta, il pericolo non è solo fisico: Kiva deve affrontare una dipendenza dalla polvere d’angelo, che la sta consumando dall’interno. Per fortuna, c’è Cresta ad aiutarla, e anche se il percorso è duro e lento, riesce pian piano a risalire. Dopo alcune settimane, Kiva viene prelevata dalle guardie per essere portata a corte, apparentemente per assistere al matrimonio tra Re Navok e sua sorella Zuleeka. In realtà, la sorpresa è amara: la sposa designata è proprio lei. Questa rivelazione dà inizio a una nuova fuga, resa possibile da Ashlyn e da una figura che tutti credevano morta. La tensione è altissima, ma la parte più difficile arriva subito dopo: affrontare le conseguenze delle proprie scelte.
Ritrovarsi davanti Jaren, Caldon, Tipp e Naari, gli amici a cui ha voltato le spalle, è devastante per Kiva. Il rimorso è un tema centrale in questo libro, trattato con grande delicatezza. Kiva è tormentata, distrutta dal senso di colpa, e più volte si interroga su cosa avrebbe potuto fare di diverso. Vuole farsi perdonare, ma sa che non sarà facile, né scontato. E proprio in questi momenti il romanzo tocca corde profonde: ci sono scene in cui l’emozione prende il sopravvento, e devo ammettere che più di una volta mi sono commossa. Le dinamiche relazionali sono forti e realistiche, e regalano al romanzo un’intensità emotiva sorprendente.
La narrazione è estremamente dinamica: succedono tante cose, spesso inaspettate. Il ritmo è incalzante e tiene incollati alle pagine, con continui colpi di scena e situazioni che si ribaltano in un attimo. Lynette Noni riesce a dosare bene azione e introspezione, senza mai appesantire il racconto.
Rispetto ai volumi precedenti, la componente magica in questo capitolo è molto più presente, e l’ho adorata. In particolare, ho amato vedere la magia guaritrice di Kiva entrare più spesso in azione, e notare quanto sia cresciuta nel saperla controllare e usare con consapevolezza.
In questo seguito esploriamo anche nuove città del regno, ciascuna con caratteristiche proprie, atmosfere diverse, usanze peculiari. Questo ampliamento dell’universo narrativo ha reso l’intero viaggio ancora più coinvolgente e ha dato maggiore profondità al mondo creato dalla Noni, dimostrandoci ancora di più che il conflitto non è confinato a Evalon, ma coinvolge l’intero regno.
La battaglia finale, seppur carica di tensione e ben scritta, è forse l’unico punto che mi ha lasciato un pizzico di insoddisfazione: l’ho trovata un po’ troppo veloce, meno articolata di quanto mi aspettassi. Avrei voluto una conclusione più complessa, con strategie e svolte inaspettate. Ma al di là di questo, il finale in sé è stato emozionante, coerente e appagante.
Chiudere questa trilogia è stato difficile: mi sono affezionata ai personaggi, alla loro evoluzione, ai legami che li uniscono. Ma sono felice di come si è conclusa. The Blood Traitor. La Traditrice della Stirpe è un finale degno della serie, capace di emozionare, sorprendere e lasciare un segno.
4/14/2025

Recensione: "La Casa dei Cadaveri" di Jeneva Rose

Titolo: La Casa dei Cadaveri
Autore: Janeva Rose
Editore: Newton Compton
Data di pubblicazione: 11 Marzo 2025
Pagine: 288
Prezzo: €12.90
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Trama:
Alla morte della madre, Beth, Nicole e Michael sono costretti a rivedersi dopo tanto tempo per discutere dell’eredità. Beth, la più grande, non è mai riuscita ad accettare l’abbandono del padre, tanto da farne un’ossessione che ha distrutto il suo matrimonio e il rapporto con sua figlia. Nicole, la sorella di mezzo, a causa di una grave dipendenza dalle droghe è stata sempre tenuta a distanza dalla famiglia. Infine, Michael, il più giovane, si è trasferito lontano e non ha mai più messo piede nella piccola città del Wisconsin da quando il padre è fuggito. Mentre esaminano le cose dei genitori, i tre fratelli si imbattono in una raccolta di video amatoriali e decidono di rivivere quei ricordi felici. Tuttavia, l’operazione nostalgia viene interrotta quando uno dei nastri VHS mostra una notte del 1999 di cui nessuno di loro ha memoria. Sullo schermo, il padre appare coperto di sangue. Poi, il cadavere di una ragazzina e un patto tra i genitori per sbarazzarsene, prima che il video si interrompa bruscamente. Beth, Nicole e Michael devono ora decidere se lasciarsi il passato definitivamente alle spalle o scoprire l’oscuro segreto che la madre ha portato con sé nella tomba.


RECENSIONE
"La casa dei cadaveri" di Jeneva Rose è un thriller psicologico a sfondo familiare che parte da una premessa molto interessante: tre fratelli, dopo la morte della madre, si ritrovano nella loro casa d’infanzia per sistemare il suo lascito. Un ritorno fisico e simbolico, che li costringe a confrontarsi con un passato irrisolto, con segreti mai svelati e con dinamiche familiari ancora cariche di tensione. L’atmosfera si fa inquietante quando scoprono una vecchia videocassetta che non contiene solo i loro ricordi, ma al suo interno ci sono anche le immagini scioccanti del cadavere di una ragazzina scomparsa anni prima. Da quel momento, i sospetti si insinuano tra i tre fratelli, che iniziano a pensare che il padre — scomparso da anni — possa essere coinvolto in qualcosa di terribile, e che la madre lo abbia aiutato a nascondere il tutto.
La storia si costruisce attraverso capitoli a punti di vista alternati, che ci permettono di entrare nella testa di ciascuno dei fratelli — Nicole, Michael e Beth — oltre ai flashback della madre, ambientati nel passato. Questo stile di scrittura è uno degli aspetti che ho apprezzato di più: rende la lettura fluida, mantiene alto l’interesse e offre una visione sfaccettata dei rapporti familiari, delle loro ombre e fragilità. Jeneva Rose ha uno stile chiaro, scorrevole, molto adatto a questo tipo di narrazione. La tensione cresce gradualmente, e anche se non tocca mai punte davvero adrenaliniche, si respira comunque un senso costante di inquietudine e segreti nell'aria.
Complessivamente, il romanzo mi è piaciuto, ma devo dire che mi aspettavo qualcosa di più. Più mistero, più suspense, più colpi di scena che lasciassero il segno. La trama è interessante e ha un buon potenziale, ma procede su binari piuttosto prevedibili, senza mai davvero stupire fino in fondo. Anche nei momenti di massima rivelazione, non ho sentito quel brivido che cerco nei thriller: mi è sembrato tutto un po’ troppo lineare, come se mancasse quel “qualcosa in più” che rende una storia memorabile.
Un’altra nota dolente riguarda i personaggi. I tre fratelli alternano momenti di empatia e connessione ad altri di pura tensione e rabbia, ma i loro cambi d’umore risultano spesso bruschi e poco coerenti. Prima sono comprensivi l’uno con l’altro, poi si scazzano per un nonnulla, poi fanno pace senza reali evoluzioni emotive. Questa instabilità emotiva, seppur comprensibile in una situazione carica di stress, rende però i personaggi a tratti fastidiosi. L’unica persona che mi ha davvero colpita è Nicole, la sorella che combatte con la dipendenza da droghe. Il suo dolore, le sue difficoltà, la sua voglia di redenzione, ma la voglia di una ricaduta sono trattati con autenticità. È il personaggio più umano, il più fragile e forse proprio per questo il più vero. Non cerca di essere perfetta, non ha risposte per tutto, ma cerca di dare il meglio di se stessa.
Nonostante tutto, la lettura è piacevole e scorre veloce. Lo stile dell’autrice e la struttura narrativa aiutano a tenere alta l’attenzione, anche nei momenti in cui la trama si muove più lentamente. È un libro che si legge in pochi giorni, adatto a chi cerca un thriller familiare non troppo cupo, ma non è di quelli che ti restano dentro. Ho l’impressione che sarà una storia che dimenticherò presto: carina, ben scritta, ma priva di quel dettaglio, quell’intuizione, quella scena che la renda unica e memorabile.
In sintesi, La casa dei cadaveri è un buon thriller soft, con un intreccio intrigante, ma poco sorprendente, personaggi altalenanti e una scrittura efficace. Perfetto se cercate una lettura coinvolgente ma non troppo impegnativa, meno indicato per chi, come me, ama i thriller carichi di tensione, mistero e colpi di scena che spiazzano.
4/10/2025

Recensione: "Omicidi su Invito" di Ande Pliego

Titolo: Omicidi su Invito
Autore: Ande Pliego
Editore: Nord Editrice
Data di pubblicazione: 18 Febbraio 2025
Pagine: 435
Prezzo: €20,00
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Trama:
J.R. Alastor è il principe indiscusso del thriller e della suspense, da decenni colleziona bestseller, eppure la sua vera identità è tuttora avvolta nel mistero. L'invito a un ritiro letterario che si terrà sulla sua isola privata è quindi un’occasione imperdibile per sei scrittori di successo, a loro volta maestri del giallo, che avranno finalmente l’occasione di conoscerlo e carpirne i segreti. E lo è anche per Mila del Angél, cui Alastor ha affidato l'organizzazione della settimana, che prevede cene a tema, indovinelli ed enigmi da risolvere. Perché, per Mila, quella è la copertura perfetta per portare a compimento una vendetta che cova da anni contro uno degli invitati… Ma già la prima sera la situazione le sfugge di mano e, a morire, non è il suo obiettivo, bensì un altro ospite. Mentre il padrone di casa ancora non si fa vedere, e una tempesta taglia ogni via di fuga, Mila e gli invitati capiscono di essere diventati i protagonisti di una trama ingegnosa e imprevedibile che, in una spirale di minacce, tranelli e sotterfugi, li porta a sospettare l’uno dell’altro. E quando un secondo ospite scomparirà, e poi un terzo, ognuno di loro sarà costretto a fare i conti con le macchie inconfessabili del proprio passato e ad affrontare una corsa contro il tempo per smascherare l’autore di quel gioco mortale…
Seguendo le vie tortuose della colpa e della vendetta, questo romanzo è un diabolico omaggio ai classici del giallo e una sfida ai lettori, tra enigmi, misteri e indizi nascosti.


RECENSIONE
Omicidi su Invito è un giallo che parte lentamente, ma come riesce a prenderti non ti molla più. La storia è raccontata attraverso capitoli brevi, con il punto di vista alternato tra i vari personaggi, proprio come piace a me!
La storia segue un gruppo di scrittori di gialli che vengono invitati su un’isola per un evento esclusivo. Quello che sembra un semplice incontro tra colleghi si trasforma presto in un incubo quando uno di loro viene assassinato. Mentre la tensione cresce e i sospetti si moltiplicano, ogni personaggio si ritrova a fare i conti con i propri segreti. Il mistero si infittisce quando emergono collegamenti tra i crimini e i romanzi scritti dagli stessi ospiti, portando a una serie di colpi di scena ben orchestrati.
Inizialmente ho trovato il ritmo un po’ lento: l’arrivo sull’isola e i dialoghi tra gli scrittori sembravano non aggiungere niente alla trama, un'introduzione troppo lunga insomma, che rallentava l'ingresso nel vivo della storia. Ma una volta che avviene il primo omicidio, tutto cambia. Da quel punto in poi, il libro scorre che è una meraviglia e diventa impossibile smettere di leggere. La tensione aumenta a ogni pagina e il mistero si infittisce, tenendo alta l’attenzione fino alla fine.
Uno degli aspetti più interessanti del libro è il modo in cui gli omicidi sono costruiti: ogni crimine è ben pensato ed è ricollegato ai romanzi scritti dai protagonisti. Questo elemento aggiunge un livello di profondità alla trama e rende la storia ancora più intrigante per chi ama i dettagli ben studiati. Inoltre, il colpevole non è facile da individuare, ma con un po’ di attenzione si potevano cogliere alcuni indizi nascosti. Questo rende la soluzione finale ancora più soddisfacente: non arriva dal nulla, ma è ben studiata e costruita nel corso della storia, tutto prende senso. Un altro punto di forza del romanzo è che alla fine tutto torna: non ci sono domande lasciate in sospeso e ogni pezzo del puzzle trova il suo posto.
In conclusione, "Omicidi su Invito" è un bel giallo che parte un po’ in sordina, ma poi si fa sempre più avvincente. La costruzione della storia è ben fatta, i personaggi sono credibili e ognuno ha un proprio ruolo nel mistero, con segreti che vengono svelati nel corso della narrazione. Se vi piacciono i misteri con una trama ben studiata, colpi di scena e una tensione crescente, questo libro è sicuramente un libro che fa per voi!
4/04/2025

Recensione: "House of Ash and Shadow. La Casa di Cenere e Ombra" di Leia Stone

Titolo: La Casa di Cenere e Ombra (Gilded City, #1)
Autore: Leia Stone
Editore: Fanucci
Data di pubblicazione: 24 Gennaio 2025
Pagine: 324
Prezzo: €16.90
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Trama:
Fallon Bane è afflitta da una terribile maledizione: un solo tocco da parte di un’altra persona le provoca un dolore atroce; pertanto ha accettato di vivere senza mai provare la sensazione di un abbraccio o di un bacio. Il giorno in cui suo padre si ammala, Fallon si intrufola nella magica Gilded City alla ricerca di un guaritore. Quando l’attraente Ariyon Madden decide di aiutarla, tutte le sue certezze si sgretolano, perché durante il rito di guarigione il ragazzo la sfiora... e l’agonia che avrebbe dovuto colpirla non si manifesta. Per la prima volta nella sua vita, riesce a immaginare un futuro diverso, ma Ariyon non solo la abbandona dopo aver saputo della maledizione, rivela anche la sua esistenza a un gruppo di potenti Fae disposti a tutto per farle del male. Fallon viene quindi mandata all’Accademia di magia, in cui scoprirà la verità sulla sua famiglia e sul potere oscuro che alberga in lei. La sua vita e il futuro di ogni Fae sono appesi a un filo, eppure la sola cosa a cui Fallon riesce a pensare è il tocco di Ariyon e se riuscirà mai a risentirlo sulla pelle. Dall’autrice bestseller della serie Kings of Avalier, Leia Stone torna con House of Ash and Shadow: La Casa di Cenere e Ombra, il primo libro della serie Gilded City, la storia di una ragazza che deve combattere contro maledizioni, poteri oscuri e i desideri del suo stesso cuore.


RECENSIONE
Posso dire di amare profondamente Leia Stone? Se cercate un libro capace di farvi compagnia, di liberarvi la mente e trasportarvi in un altro universo, allora lei è l'autrice perfetta per voi. Mi aveva già stregata con la tetralogia Kings of Avalier, ma con questo primo volume della sua nuova trilogia mi ha completamente conquistata.
La Casa di Cenere e Ombra è un romanzo dolcissimo, che celebra le prime volte: il primo tocco, il primo abbraccio, le prime emozioni travolgenti. Ti fa sentire di nuovo adolescente, con il cuore che batte all’impazzata per un piccolo gesto, per un’emozione appena nata. Ti prende per mano e ti avvolge in un calore che sa di casa, di amore puro. Ma proprio quando pensi di aver raggiunto il culmine della felicità, a poche pagine dalla fine… il colpo di scena. Il cuore va in frantumi, e l’unico desiderio che resta è avere subito tra le mani il seguito.
Fallon Brookshire è nata con una maledizione: esiliata da Gilded City, vive nella cittadina di Isariah tra coloro che non possiedono poteri magici. Il contatto fisico per lei è un tormento: un semplice sfioramento le provoca dolori insopportabili, talvolta fino a farla svenire. Convinta di essere destinata alla solitudine, senza un compagno, senza un abbraccio o un bacio, dedica la sua vita alla comunità e a suo padre. Ma quando suo padre si ammala gravemente, Fallon non esita a rischiare tutto: si avventura fino a Gilded City alla ricerca di un Guaritore, pur sapendo che l’ingresso le è proibito e che potrebbe non uscirne viva. Supera cancelli e guardie, trova alleati inaspettati e, in un solo giorno, la sua esistenza cambia per sempre. Perché il Guaritore che salva suo padre… è anche l’unico in grado di toccarla senza causarle dolore. E, come se non bastasse, scopre che dentro di lei la magia scorre eccome.
Fallon è una protagonista tosta, una vera combattente. Non si lascia intimidire dagli sguardi carichi di paura né dalle voci che circolano sul suo conto—ci convive da sempre e ha imparato a farci i conti. Affronta con coraggio ogni ostacolo e, quando i suoi nuovi poteri si manifestano, non si lascia sopraffare: li domina con determinazione, decisa più che mai a dimostrare a tutti che si sbagliano su di lei. Ayden e Ariyon sono l’uno l’opposto dell’altro, ma condividono un cuore enorme e una lealtà incrollabile. Sono pronti a tutto per proteggere chi amano—e non solo. Eden, invece, è l’unica che, fin dal primo istante, ha guardato Fallon senza pregiudizi. Non si è lasciata condizionare dalle dicerie e, senza esitazione, le ha offerto la sua amicizia.
Ho amato ogni singola pagina di questo libro. Me lo sono gustato lentamente, poche pagine al giorno, perché non volevo che finisse troppo in fretta. Volevo immergermi completamente nella storia, assaporare ogni dettaglio, ogni emozione. Fin dalle prime pagine mi ha catturata: l’ambientazione è affascinante, la struttura politica e magica è ben costruita, e i personaggi sono semplicemente irresistibili. È un romanzo pensato per un pubblico giovane, quindi, se cercate qualcosa di più rispetto a un bacio, questo potrebbe non essere il libro adatto a voi. Qui l’attenzione non è rivolta alla fisicità, ma alle emozioni più pure, ai sentimenti che sbocciano lentamente, ai legami che si costruiscono con delicatezza. Ed è proprio questo che lo rende così speciale.
3/29/2025

Recensione: "Chiedi di Andrea" di Noelle W. Ihli

Titolo: Chiedi di Andrea
Autore: Noelle W. Ihli
Editore: TimeCrime Fanucci
Data di pubblicazione: 21 Febbraio 2025
Pagine: 271
Prezzo: 16.90€
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Trama:
Giovani donne di bell’aspetto e dal grande potenziale, Meghan, Brecia e Skye vengono da contesti molto diversi fra loro. Eppure, c’è qualcosa che le accomuna: tutte e tre sono state uccise dallo stesso uomo. James Carson le ha raggirate mascherandosi da scapolo d’oro su un’app di incontri, si è presentato sul loro posto di lavoro con sorrisi smaglianti e carisma da vendere, le ha convinte a bere un drink di troppo e a salire sulla sua auto. Single, attraente, premuroso: troppo bello per essere vero. E infatti, le tre ragazze hanno presto scoperto gli impulsi agghiaccianti nascosti dietro alla facciata da perfetto gentiluomo. L’ha fatta franca per tre volte. Chi gli impedirà di continuare a uccidere indisturbato? Dopo essersi incontrate nel limbo oltre la vita terrena, le ragazze mettono alla prova i propri poteri da fantasmi e decidono di unire le forze per consegnare James alla giustizia. Sono determinate e non si arrenderanno finché non avranno trovato un modo per fermarlo. Che la sfida abbia inizio.


RECENSIONE
Quando ho letto la trama di Chiedi di Andrea, mi si è subito accesa una lampadina: ho pensato che fosse il libro perfetto per me, amante dei thriller con un debole per i fantasmi. L’idea di un romanzo che unisse il soprannaturale alla suspense di un mistero irrisolto mi ha subito conquistata.
La narrazione è molto interessante, con capitoli che si alternano tra passato e presente e ambientazioni che spaziano tra Idaho, Utah e Colorado. Le protagoniste, Skye, Brecia e Meghan, si ritrovano a fare i conti con la loro nuova condizione di fantasmi e con il desiderio di ottenere giustizia per il loro omicidio. Ognuna di loro reagisce in modo diverso: Meghan resta vicino al proprio corpo, sperando che qualcuno lo trovi; Brecia si attacca al suo assassino, cercando di impedirgli di fare ad altre ciò che ha fatto a lei; Skye, invece, abbandona il suo corpo e torna a casa dalla sua famiglia distrutta. Questo contrasto tra le loro scelte rende la lettura ancora più coinvolgente, mostrando diverse sfaccettature del dolore e dell’accettazione della morte.
Le parti di Brecia e Skye mi sono piaciute molto perché erano dinamiche e ricche di tensione, mentre quella di Meghan l'ho trovata un po' troppo statica, almeno fino a quando, dopo parecchio tempo, il suo corpo non è stato finalmente scoperto.
Il libro mi è piaciuto, ma probabilmente mi aspettavo qualcosa di diverso. Gli spettri delle ragazze non potevano realmente interagire con il mondo esterno: a parte qualche calo di energia o una lampadina che scoppiava, non avevano un vero modo di contribuire alle indagini. Pensavo potessero essere più attive, invece si sono ritrovate a fare da semplici spettatrici, senza poter far altro che sperare che qualcuno arrivasse alla verità. L’unico vero aiuto che hanno dato è stato ad April, la moglie dell’assassino, parlandole mentre dormiva. Grazie a questo, lei ha capito che qualcosa non andava e ha deciso di mettere in salvo se stessa e le sue due figlie. Tuttavia, mi aspettavo qualcosa di più, magari un maggiore coinvolgimento delle protagoniste nel risolvere il mistero.
Ad ogni modo, l'autrice è riuscita a far leva sull'empatia del lettore. Mi sono sentita travolta dalla storia delle ragazze: percepivo la loro tristezza, la loro incredulità, il dolore di una vita spezzata che aveva ancora così tanto da offrire, così come la disperazione delle loro famiglie in cerca della verità. Alcuni capitoli mi hanno lasciato con gli occhi lucidi e una profonda sensazione di vuoto. Ho anche adorato il modo in cui le protagoniste riescono a passare oltre la loro vita terrena: l'ho trovato innovativo ed estremamente commovente, un dettaglio che ha aggiunto un tocco di originalità alla storia.
In conclusione, Chiedi di Andrea è un'ottima scelta per chi cerca una lettura coinvolgente da divorare in poche ore, per chi desidera una storia toccante o per chi ama immaginare cosa ci sia dopo la morte. Pur con qualche dettaglio che avrei preferito diverso, è un romanzo che lascia il segno e che sicuramente consiglio agli amanti del genere.
3/25/2025

Recensione: "Gilded Wings. Ali dorate" di Jaymin Eve

Titolo: Gilded Wings. Ali dorate (Fallen Fae Gods, #1)
Autore: Jaymin Eve
Editore: Leggereditore Fanucci
Data di pubblicazione: 05 Marzo2025
Pagine: 312
Prezzo: 16.90€
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Trama:
È bastata una telefonata a cambiare per sempre la sua vita. Morgan lavora presso la biblioteca di Dragerfield, e una sera riceve una chiamata inaspettata che la avverte della scomparsa di un volume prezioso. Nel panico, si precipita sul luogo infrangendo una regola fondamentale: ai dipendenti non è permesso entrare nell’edificio durante le ore notturne. Ma cos’altro può fare? Se non ritrova quel libro, verrà sicuramente licenziata. Troppo tardi per tornare indietro: al suo arrivo capisce subito il motivo dell’esistenza di quel divieto. Dragerfield è un portale tra due mondi. Nello specifico verso Risest, il regno dei Fae a cui si accede durante la notte, e Morgan è la stupida umana che si è presentata fra loro senza invito. I Fae usano gli esseri umani essenzialmente per due ragioni: innocente divertimento e... be’, non è difficile da immaginare. La cosa peggiore è che la persona all’altro capo del telefono era Drager, uno dei loro dèi. Uno dei cinque Caduti, ora il suo carceriere. Un libro scomparso è decisamente l’ultima delle sue preoccupazioni. Aveva pensato che l’incubo di quella notte sarebbe stato perdere il lavoro, invece si ritrova diretta verso il magico mondo dei Fae. E potrebbe rivelarsi un viaggio di sola andata.


RECENSIONE
Morgan è una ragazza semplice, amante dei libri, che si ritrova a lavorare nel luogo dei suoi sogni: la biblioteca di Dragerfield. Un edificio singolare, avvolto nel mistero, dove trascorre le giornate a riordinare i libri presi in prestito, senza mai vedere un solo cliente. Pare che i visitatori arrivino solo di notte, quando a lei non è permesso entrare. Nonostante ciò, Morgan adora il suo lavoro, soprattutto grazie alla compagnia della sua migliore amica e coinquilina, Lexie, con cui condivide le giornate. Tutto sembra scorrere tranquillamente, finché, un venerdì sera, non riceve una strana chiamata dalla biblioteca: le viene detto che ha smarrito un libro della sezione speciale. Eppure, è certa di averlo riposto al suo posto... e di aver perfino sentito una voce ringraziarla. Spinta dalla curiosità, decide di infrangere le regole e tornare di notte in biblioteca per indagare. Ma ciò che la attende va oltre ogni immaginazione: un mondo magico, popolato da creature che credeva esistessero solo tra le pagine dei suoi amati libri.
Ho letteralmente divorato questo libro in un paio di giorni, ma sapevo che sarebbe successo. Conoscevo già Jaymin Eve grazie alla serie Supernatural Academy e sapevo di poter andare sul sicuro con la sua scrittura. Il suo stile è esattamente come piace a me: coinvolgente, avvincente, capace di intrappolarti tra le pagine senza lasciarti andare. I capitoli sono brevi e incisivi, ogni dettaglio è essenziale per la storia, senza descrizioni superflue o scene inserite solo per allungare il testo.
La protagonista, Morgan, è semplicemente fantastica: spiritosa, grintosa e con un pizzico di insolenza che la rende irresistibile. Non si lascia mettere i piedi in testa da nessuno, nemmeno da un gigantesco Drago tutto muscoli. L'ho adorata fin dalla prima pagina e, arrivata alla fine, posso confermare che non è una di quelle protagoniste piatte e prevedibili. Anche Lexie mi è piaciuta moltissimo: è un personaggio pieno di sorprese, ma soprattutto incredibilmente leale: guai a chiunque osi anche solo pensare di fare del male alla sua migliore amica!
Il vero punto di forza del libro? Senza dubbio i famosi Déi Caduti! Cinque fratelli caduti dal cielo, in grado di trasformarsi in giganteschi draghi, che hanno riportato ordine e pace tra i Fea di Risest. Peccato che tra di loro non vadano proprio d'accordo, tanto che sono passati anni dall’ultima volta che si sono incontrati - almeno fino a ora. Ognuno ha una personalità distinta e regna su una diversa area di Risest, ma c’è una cosa che li accomuna tutti: sono incredibilmente affascinanti! In questo primo volume il focus è principalmente su Drager, e devo ammettere che mi ha lasciata combattuta. Il suo atteggiamento possessivo nei confronti di Morgan, a tratti, mi ha infastidita. D’altra parte, suo fratello Zahak – seppur apparso solo per poco – mi ha conquistata. Sono sicura che nel seguito ci farà sognare… lo sento!
In definitiva, ho adorato ogni aspetto di questo libro! Se amate le scene spicy, è sicuramente la lettura perfetta per voi. Per i miei gusti sono state un po’ troppe, ma la trama è così avvincente che non mi ha fatto soffermare troppo su di esse. Ho notato alcune somiglianze con Supernatural Academy – l’altra serie di Jaymin Eve – e con la saga Crave, ma d’altronde il genere è quello, ed è proprio ciò che i lettori amano. Ora non vedo l’ora di scoprire cosa succederà nel secondo volume… e spero che l’attesa non sia troppo lunga!
3/24/2025

Recensione: "La Casa sulla Scogliera" di Riley Sager

Titolo: La Casa sulla Scogliere
Autore: Riley Sager
Editore: Fanucci
Data di pubblicazione: 20 Settembre 2024
Pagine: 384
Prezzo: 16.90€
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Trama:
Gli omicidi della famiglia Hope sconvolsero la costa del Maine in una notte del 1929. Sebbene la maggior parte delle persone ritenesse responsabile la diciassettenne Lenora Hope, la polizia non è mai riuscita a dimostrarlo. A parte la sua smentita dopo gli omicidi, non ne ha mai più parlato pubblicamente, né è mai più uscita da Hope’s End, la casa sulla scogliera dove avvenne il massacro. È il 1983 e l’assistente domiciliare Kit McDeere arriva alla villa per occuparsi di Lenora, sulla settantina e costretta su una sedia a rotelle. Negli anni, è diventata muta in seguito a una serie di ictus e può comunicare solo attraverso una vecchia macchina da scrivere. Una notte, le fa una proposta: raccontarle ciò che è successo veramente. Mentre Kit l’aiuta a scrivere gli eventi che hanno portato al massacro della sua famiglia, diventa chiaro che c’è molto di più di quanto si sia mai scoperto. Quando vengono alla luce nuovi dettagli sulla precedente infermiera, Kit inizia a sospettare che Lenora non stia dicendo tutta la verità e che la donna, apparentemente innocua, possa essere molto più pericolosa di quanto pensasse.


RECENSIONE
Non mi stancherò mai di ripetervelo: Riley Sager è più che una garanzia. Quando prendi il mano un suo libro sai già che non riuscirai a metterlo giù e non vorresti mai arrivare alla fine. Non mi interessa nemmeno sapere di cosa parla il libro, ormai lo inizio completamente al buio, mi basta il nome dell'autore per sapere che leggerò un grande libro.
Kit di professione fa la caregiver e da sei mesi a questa parte è sospesa dal lavoro a seguito della morte di una donna che era sotto la sua supervisione. Quando viene ricontatta dal suo capo per tornare in servizio, l'unica persona disponibile che necessità delle sue attenzioni è Lenora Hope. Lenora è famosa per essere al centro di uno scandalo avvenuto cinquant'anni prima: si narra che abbia ucciso tutta la sua famiglia una notte e da allora non sia più uscita di casa. Kit si ritrova a doversi trasferire a Hope End's, una casa costruita sulla scogliera, e a badare a una donna che le fa paura, ma ormai non può più nuocere a nessuno: è a letto paralizzata, muove appena la mano sinistra. Non appena arriva scoprirà un modo per comunicare con la donna e Lenora vuole fare una cosa: raccontare la sua storia, cos'è accaduto realmente quella sera di cinquantaquattro anni prima.
Riley ha sempre uno stile di scrittura molto accattivante, ti appassioni alla storia dopo appena qualche pagina e ti diverti proprio a cogliere gli indizi che lascia sparsi tra i capitoli. Difficilmente si riesce a capire che direzione andrà a prendere: ti porta su una strada, ma a un certo punto vira bruscamente e ti lascia completamente esterrefatto. I capitoli sono brevi e intensi, proprio come piace a me, uno tira l'altro, fino ad arrivare al termine.
Ho apprezzato moltissimo la protagonista Kit, è avvolta da un aura di mistero per buona parte della storia. La morte della donna che stava accudendo la perseguita, in certi momenti pare sia stata lei la causa della dipartita, altre volta è convinta di non essere lei la causa. È una ragazza determinata e ingegnosa, estremamente paziente. Vuole sapere cos'è accaduto realmente a Hope End's, ma allo stesso tempo ha paura.
Mi è piaciuto anche il modo in cui la verità viene svelata: direttamente dalla penna di Lenora Hope, grazie a una macchina da scrivere, giorno dopo giorno, molto lentamente vista la sua disabilità, è riuscita a mettere per iscritto la sua VERA storia, il suo triste passato che la perseguita da anni.
Per concludere ho ADORATO questo libro e sono dispiaciuta di averlo terminato così in fretta. Mi sarebbe piaciuto sapere di più sul futuro dei personaggi, ma questo vale per ogni lettura!
10/08/2024

Recensione: "I Discepoli del Caos" di M.K. Lobb

Titolo: I Discepoli del Caos (Seven Faceless Saints, #2)
Autore: M.K. Lobb
Editore: Fanucci
Data di pubblicazione: 19 Luglio 2024
Pagine: 431
Prezzo: 16,90€
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Trama:
Damian Venturi ha assicurato un assassino alla giustizia, ma sospetta che ci sia un costo che non è pronto a pagare. Mentre si sforza di comportarsi da agente responsabile, è tormentato da ineluttabili pensieri oscuri che lo portano a chiedersi se abbia davvero il pieno controllo di sé stesso. Roz Lacertosa dovrebbe sentirsi vittoriosa. L’assassino di suo padre è morto e i ribelli hanno portato alla luce i vizi e la corruzione che dilagano a Palazzo. Tuttavia, la guerra con Brechaat continua e i discepoli della città sono decisi a mantenere lo status quo. Quando un nuovo potente generale arriva per ristabilire l’ordine, decine di persone vengono arrestate e spedite a nord, compresi gli amici di Roz e Damian. Determinati a liberarli, i due puntano su Brechaat. Ma il loro viaggio è segnato da una strana magia che spinge Damian ad alienarsi sempre di più. Ciò che si nasconde nelle terre del Nord cambierà i loro destini e quello di Ombrazia. In questo emozionante seguito di Seven Faceless Saints – Sette santi senza volto, Roz e Damian devono affrontare il destino che li attende mentre il mondo intorno a loro va in frantumi.


RECENSIONE
Quando ho letto Sette Santi senza Volto ero rimasta stregata dalla trama, l'idea di un fantasy, con un grande mistero da risolvere mi aveva conquistata e anche il modo in cui era stato costruito il world building, volevo sapere tutto su Ombrazia e i suoi Santi. Puntavo molto su questo secondo volume per un approfondimento, ma mi avrà soddisfatta? Sì e no.
Ci ritroviamo esattamente dove finisce il primo libro. Dopo ciò che si è rivelato il Gonfaloniere Forte, Ombrazia ha bisogno di profondi cambiamenti interni. Roz e Damian sono convinti che nella nuova assemblea anche i non Discepoli debbano poter esprimere le proprie opinioni e avere rappresentanti all'interno del consiglio. Purtroppo, tutto va subito a rotoli con l'arrivo di un generale ombraziano da Breechat che, in combutta con il futuro Gonfaloniere, decide di vendicarsi di Damian e dei Ribelli per gli eventi accaduti alla fine del primo libro. Damian e Roz, aiutati da una strana nebbia, riescono a fuggire dalle prigioni, ma alcuni dei loro amici sono già stati caricati sulle navi dirette a Breechat. Determinati a salvarli, nonostante i pericoli, si preparano ad affrontare una missione molto rischiosa.
Devo ammettere che in questo libro non c'è stato un personaggio che ho preferito; né Damian né Roz hanno spiccato particolarmente. Damian è tormentato da una nuova rabbia che cresce dentro di lui, si sente molto diverso e inizialmente è preoccupato, ma successivamente non vuole tornare a essere quello di prima, con le sue fragilità. Roz è molto preoccupata per lui, ma è ancora più preoccupata per gli amici che devono andare a salvare; è incredibilmente coraggiosa e non ha paura di quasi niente. Ciò che è venuto meno in questo capitolo è il loro rapporto: se nel primo libro li abbiamo visti molto affiatati dopo essersi ritrovati, in questo libro li vediamo distanti mentalmente, sempre un po' arrabbiati l'uno con l'altra. Un momento prima si amano e quello dopo si odiano. Non è necessariamente un male, dato che non amo particolarmente le parti romantiche, ma l'ho trovato un po' innaturale, nonostante la spiegazione finale a questo cambio.
Il world-building è l'aspetto che ho apprezzato maggiormente. Oltre a conoscere nuovi dettagli su Ombrazia, ci addentriamo anche nella famosa zona di guerra di Breechat, dove scopriamo l'esistenza di un nuovo gruppo: i Discepoli del Chaos. Nonostante gli sforzi di Ombrazia di eliminarli, molti di loro sono riusciti a sopravvivere e a formare un esercito. La nuova location che ho preferito è senza ombra di dubbio la Biblioteca, una struttura in mezzo al nulla, costruita negli scogli al centro dell'oceano. Questa Biblioteca contiene ogni singola conoscenza umana, ogni scritto mai esistito è lì in versione integrale, pronta per essere offerta su un piatto d'argento al richiedente. Tuttavia, attenzione a non essere troppo avidi di sapere, potrebbe diventare la vostra tomba!
Mi è piaciuto molto lo stile di scrittura, descrittivo quanto basta, come piace a me, con tanti colpi di scena e combattimenti, poco romance e poche parti noiose. Il finale mi è piaciuto molto, ma non nego che avrei gradito un approfondimento sulla storia dei Discepoli. Ci si concentra principalmente su Chaos e Pazienza, e avrei voluto che anche gli altri cinque avessero avuto più spazio.
8/05/2024

Recensione: "Il Cuculo di Cristallo" di Javier Castillo

Titolo: Il Cuculo di Cristallo
Autore: Javier Castillo
Editore: Salani
Data di pubblicazione: 30 Aprile 2024
Pagine: 352
Prezzo: 19.90€
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Trama:
New York, 2017. Cora Merlo è sul punto di raggiungere l'obiettivo per cui ha lavorato duramente – una specializzazione in medicina al prestigioso Mount Sinai Hospital – quando un attacco cardiaco la blocca. Il suo cuore sta per collassare e un trapianto d'urgenza è l'unica cosa che può permetterle di sopravvivere. Quella notte, a 2.600 chilometri di distanza, Charles Finley muore. Settimane dopo, ancora convalescente in seguito al trapianto, Cora riceve una visita inaspettata, e per lei tutto cambia una seconda volta. Decisa a conoscere il passato dell'uomo che le ha salvato la vita, Cora parte per Steelville, un paesino del Missouri, e si ritrova in una casa piena di segreti. Quello nel suo petto è un cuore di cristallo, fragile come chi lo ha donato, colmo di desideri nascosti. Un cuore messo alla prova da un mistero lungo vent'anni, in cui l'ombra di un serial killer avvolge le inquietanti sparizioni avvenute nella cittadina. Quello stesso cuore, però, sarà capace di darle un coraggio che Cora non aveva mai posseduto. Dopo "La ragazza di neve", Javier Castillo torna con un thriller perfettamente costruito, un rompicapo mozzafiato che trascina il lettore in una spirale di rivelazioni e segreti, dove niente è mai quello che sembra e il male si nasconde in ogni angolo, in attesa di rivelarsi.


RECENSIONE
Mi sono innamorata delle trame e dello stile di Javier Castillo in 'La Ragazza di Neve' e finora non mi ha mai delusa! Quando inizio un suo libro ho già la consapevolezza che la mia vita sociale subirà uno stop perché finché non lo finisco, non riesco - o meglio, non voglio - metterlo giù.
La storia parla di Cora, una ragazza che sta per iniziare la sua carriera in ospedale, ma al primo giorno succede qualcosa: ha un malore e scoprirà che o riesce a trovare un donatore di cuore, o la sua vita non sarebbe andata avanti. Proprio quando tutto inizia a farsi nero arriva la buona notizia di un cuore compatibile e appena dimessa dall'ospedale non riesce a seguire il consiglio della madre di riposarsi: lei sente il bisogno di scoprire e conoscere colui che le ha salvato la vita. Per questo prende un aereo per Steelville per passare qualche giorno con i familiari di Charles: vuole sapere che persona fosse, che passato abbia avuto, ma soprattutto scoprire come mai è morto così presto. Cora scoprirà che la cittadina in cui si trova nasconde parecchi segreti, e la famiglia di Charles è quella più presa di mira.
Sapete che AMO i punti di vista alternati e qui sono andata in visibilio. Capitoli corti, indizi sparsi in ognuno di essi, piano piano ci avviciniamo alla verità: prima nel presente dal punto di vista di Cora e poi nel 2000 dal punto di vista di Edwin. Ci troviamo davanti a un caso rimasto irrisolto, un caso sospeso nel tempo in attesa che qualcuno abbia la forza e la determinazione di riprenderlo in mano e portarlo alla luce. Il padre di Charles e Jack era sergente all'epoca e in un caso di incendio aveva trovato un baule con delle foto di ragazze in fin di vita nel migliore dei casi. Non appena riconosce il volto di una di loro capisce che deve risolvere il mistero, deve trovare il colpevole, ma non in veste ufficiale, perché è una questione molto personale. Quando è a un passo dallo sgrovigliare tutti i fili, scompare al limitare del bosco, senza lasciare traccia. E Jack, suo figlio, sergente anche lui, ha tutte le intenzioni di scoprire a cosa stava lavorando il padre e capire cosa gli è successo.
Javier Castillo è un fenomeno nella realizzazione delle trame thriller. Sicuramente c'è uno studio molto accurato dietro ai suoi libri. Il modo in cui semina tra i capitoli piccoli indizi che ci permettono di aggiungere un tassello del puzzle mi mette quasi i brividi. È tutto straordinariamente collegato, tutti i pezzi sono al posto giusto, tutto quadra alla perfezione. Il particolare che mi ha messo LETTERALMENTE i brividi è stato un piccolo accenno alla protagonista dell'altra sua serie: Miren Triggs. Giuro che sono rimasta piacevolmente sorpresa, come se stesse tessendo il proprio universo.
In conclusione: dovete leggere questo libro. Non riesco a trovare qualcosa di fuori posto, qualcosa che non quadrasse, era tutto semplicemente perfetto.
7/22/2024

Recensione: "Il Re dei Lupi" di Leia Stone

Titolo: Il Re dei Lupi (Kings of Avalier, #4)
Autore: Leia Stone
Editore: Leggereditore
Data di pubblicazione: 28 Giugno 2024
Pagine: 224
Prezzo: €12,90
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Trama:
Axil Moon mi ha spezzato il cuore quando avevo solo quindici anni e da allora ho sempre sognato di vendicarmi. Colgo l’occasione quando, una volta diventato re dei Lupi, dà inizio alla competizione per scegliere la sua futura regina. Non me lo faccio ripetere due volte: non desidero altro che vincere la sua mano per poi ignorarlo e spezzargli il cuore a mia volta una volta sposati. Ma l’uomo che mi ritrovo davanti è molto diverso dal ragazzino che ricordavo, e mi implora di credergli quando mi giura che non avrebbe mai voluto lasciarmi, che non è stata una sua scelta. Confusa e con il cuore straziato, devo fare il possibile per scoprire cosa potrebbe esserci di nuovo tra noi. Nel frattempo, ai confini del regno infuria una guerra che potrebbe distruggere il mondo così come lo conosciamo.


RECENSIONE
Dovessero chiedermi con quale serie di libri vorrei andare avanti all'infinito, sicuramente la mia risposta sarebbe "Kings of Avalier di Leia Stone". Sono rimasta molto disturbata quando ho scoperto nel secondo libro che non avrei potuto continuare a seguire le vicende dei Dragonidi, ma mi sono subito abituata a imparare a conoscere anche gli altri popoli sovrannaturali di Avalier. Per i tre romanzi precedenti abbiamo sentito parlare dei famigerati Lupi, del Re Axil Moon, di quanto fosse misterioso e pericoloso, e non vedevo l'ora di scoprire se effettivamente è così cattivo quanto lo hanno descritto.
La protagonista è Zara, una giovane lupa del branco di Mud Flat, invitata nella capitale 'Death Mountain' per cercare di conquistarsi il titolo di Regina dei Lupi e sposare il Re. Ovviamente non è la sola che è stata convocata, infatti solo la più forte, ovvero l'unica sopravvissuta a una serie di sfide sarà in grado di governare il regno. Zara è pronta a sconfiggere tutte le sue avversarie e diventare l'unica vincitrice, ma non perché effettivamente vuole diventare Regina, ma perché vuole farla pagare ad Axil Moon. I due si sono incontrati tempo addietro e si erano innamorati, lui le ha fatto tante promesse, ma l'ha poi abbandonata sola e con il cuore spezzato, facendola sentire non alla sua altezza.
Ho adorato il profilo di Zara, è davvero tosta, non si fa nessuno scrupolo a togliere la vita alle altre pretendenti al trono, ma è anche un'anima buona e fragile. È pronta a perdere tutto per salvare chi ama e se lo merita, anche se si conoscono da poco tempo. È estremamente premurosa e pronta a mettersi in secondo piano per qualcuno che ama. Axil Moon da lupo si è trasformato in agnellino. È vero: ha un carattere molto forte. Ha battuto suo fratello per rivendicare il trono, ma più per se stesso lo ha fatto per gli altri, perché sa cosa è giusto e cosa è sbagliato. Il suo passato è stato tutt'altro che roseo, ma per tanti anni ha portato nel cuore quel briciolo di speranza che gli ha permesso di non affondare.
Lo stile di Leia Stone mi piace sempre tantissimo, capitoli brevi, ma che ti catturano, i libri li leggi davvero in pochissimo tempo perché una pagina tira l'altra, come una scatola di pop corn, una volta che inizi non riesci a farne a meno. Potrebbe essere migliore la trama? Assolutamente sì, avrei allungato il brodo - chiamatelo come volete - perché di cose da inventare sui personaggi e sul Regno ce ne sarebbero state ancora tantissime. Ma per passare una giornata tranquilla sul divano, con la mente libera da tutti i problemi, è l'ideale.
La sotto trama che collega tutti e quattro i libri mi è piaciuta molto, era dal primo libro che mi chiedevo come sarebbe andata a finire e finalmente ho la mia risposta. Sono relativamente soddisfatta, ma anche qui avrei voluto qualche pagina in più, o addirittura un libro aggiuntivo dove la guerra poteva diventare qualcosa di memorabile. Ho comunque amato vedere tutti i Re e le Regine di Avalier collaborare con un unico obiettivo.
Per concludere: vale la pena leggere questa tetralogia? Assolutamente sì, se volete evadere dal mondo reale questa è esattamente la serie che fa per voi. Posso affermare di ritenere Leia Stone un porto sicuro e sono certa che rileggerò questi libri e se mai in Italia ne arrivassero altri suoi, aspetterei con ansia il giorno d'uscita per poter sfogliare la prima pagina.
7/15/2024