Recensione: "Beth is Dead" di Katie Bernet
Titolo: Beth is Dead
Autore: Katie Bernet
Editore: Sperling & Kupfer
Data di pubblicazione: 27 Gennaio 2026
Pagine: 352
Prezzo: 19,90€
Goodreads | Amazon
Trama:
La mattina di Capodanno, Beth March viene trovata senza vita. È distesa sulla neve, immobile e circondata dal suo stesso sangue. Le sue sorelle Jo, Meg e Amy sono sconvolte, ma non possono permettersi di crollare. Perché a Concord tutti sembrano sapere qualcosa, e nessuno è davvero innocente. E se la verità non verrà fuori, qualcuno potrebbe farla franca. Jo è un'aspirante scrittrice con migliaia di follower, pronta a tutto per un'idea che lasci il segno. Amy sogna di entrare in una prestigiosa scuola d'arte in Europa, ma il denaro per realizzare il suo obiettivo non è mai stato destinato a lei. E Meg è disposta a tutto pur di proteggere il fidanzato con più di un lato oscuro e un passato misterioso. A rendere tutto più complicato, c'è il romanzo più discusso dell'anno, che scatena una tempesta mediatica dalle conseguenze drammatiche. Scritto dal loro stesso padre, ha trasformato le sorelle March in protagoniste di una storia raccontata al mondo, e Beth in un personaggio destinato a morire. Ma se non fosse stata solo una coincidenza?
RECENSIONE
Beth is Dead di Katie Bernet è un retelling moderno di Piccole donne, ma dimenticate l’atmosfera dolce e familiare del classico: qui tutto parte da una tragedia.
Beth, la sorella minore delle March, viene trovata morta dopo una festa di Capodanno. Da quel momento la storia non racconta solo un lutto, ma scava nelle crepe della famiglia, nei segreti, nelle gelosie e nei silenzi che nessuno aveva affrontato fino in fondo.
La cosa che ho apprezzato di più è come la trama sia costruita. L’autrice ti porta a dubitare di ogni singolo personaggio. Jo voleva solo materiale per scrivere il suo libro? Amy aveva davvero litigato con Beth poco prima che tutto precipitasse? Meg è rimasta davvero ad Harvard come dice? E anche i ragazzi che ruotano attorno alle sorelle non sono semplici comparse: ognuno sembra avere un possibile movente, un dettaglio che lo rende sospetto.
Per il 90% del libro non hai idea di cosa sia successo davvero a Beth. Ogni capitolo aggiunge un pezzo, ma allo stesso tempo mette in discussione quello che pensavi di aver capito. Quando finalmente la verità arriva, ti investe in pieno. Il finale è super commovente e lascia sicuramente il segno.
Ho adorato la scelta dei POV alternati: passiamo continuamente dal punto di vista delle sorelle March e tra passato e presente. Questo ritmo rende la lettura dinamica, crea tensione e ci permette di scoprire poco alla volta le loro dinamiche familiari, fatte di amore ma anche di rivalità e incomprensioni.
Ho accompagnato la lettura con l’audiolibro e l’ho trovato davvero ben fatto. Essendo multivoci, ogni personaggio aveva una propria identità anche nell’ascolto, e questo ha reso l’esperienza ancora più coinvolgente e intensa.
È un retelling più cupo e moderno, che prende i personaggi che conosciamo e li mette sotto una luce completamente diversa. E fino all’ultima pagina ti fa chiedere: quanto conosciamo davvero le persone che amiamo?
Beth, la sorella minore delle March, viene trovata morta dopo una festa di Capodanno. Da quel momento la storia non racconta solo un lutto, ma scava nelle crepe della famiglia, nei segreti, nelle gelosie e nei silenzi che nessuno aveva affrontato fino in fondo.
La cosa che ho apprezzato di più è come la trama sia costruita. L’autrice ti porta a dubitare di ogni singolo personaggio. Jo voleva solo materiale per scrivere il suo libro? Amy aveva davvero litigato con Beth poco prima che tutto precipitasse? Meg è rimasta davvero ad Harvard come dice? E anche i ragazzi che ruotano attorno alle sorelle non sono semplici comparse: ognuno sembra avere un possibile movente, un dettaglio che lo rende sospetto.
Per il 90% del libro non hai idea di cosa sia successo davvero a Beth. Ogni capitolo aggiunge un pezzo, ma allo stesso tempo mette in discussione quello che pensavi di aver capito. Quando finalmente la verità arriva, ti investe in pieno. Il finale è super commovente e lascia sicuramente il segno.
Ho adorato la scelta dei POV alternati: passiamo continuamente dal punto di vista delle sorelle March e tra passato e presente. Questo ritmo rende la lettura dinamica, crea tensione e ci permette di scoprire poco alla volta le loro dinamiche familiari, fatte di amore ma anche di rivalità e incomprensioni.
Ho accompagnato la lettura con l’audiolibro e l’ho trovato davvero ben fatto. Essendo multivoci, ogni personaggio aveva una propria identità anche nell’ascolto, e questo ha reso l’esperienza ancora più coinvolgente e intensa.
È un retelling più cupo e moderno, che prende i personaggi che conosciamo e li mette sotto una luce completamente diversa. E fino all’ultima pagina ti fa chiedere: quanto conosciamo davvero le persone che amiamo?






























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