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Recensione: "Gideon La Nona" di Tamsyn Muir

Titolo: Gideon la Nona (The Locked Tomb, #1)
Autore: Tamsyn Muir
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 17 Novembre 2020
Pagine: 456
Prezzo: €22,00
Goodreads  |  Amazon
Trama:
Allevata da ostili monache calcificate, valletti vetusti e un’infinità di scheletri, Gideon è pronta ad abbandonare una vita di schiavitù – nell’aldiquà – e una da cadavere rianimato – nell’aldilà. Prenderà la sua spada, le sue scarpe e le sue riviste zozze e si preparerà a un’audace fuga. Ma la nemesi della sua infanzia non la lascerà di certo andare senza chiederle qualcosa in cambio.
Harrowhark Nonagesimus, Reverenda Figlia della Nona Casa e prodigio della magia ossea, è stata convocata. L’Imperatore ha invitato tutti gli eredi delle sue fedeli Case a prendere parte a un torneo all’ultimo sangue fatto di astuzia e abilità. Se Harrowhark avrà successo, diventerà un’onnipotente servitrice immortale della Resurrezione; ma nessun necromante può ambire all’ascensione senza un paladino. Senza la spada di Gideon, Harrow fallirà e la Nona Casa morirà.
Chiaro, ci sono sempre cose che è meglio se restano defunte.


RECENSIONE
Gideon la Nona non è un libro alla portata di chiunque, non può essere letto in un qualsiasi momento e non può piacere a tutti quanti. Io sono ancora molto titubante riguardo ciò che ho letto. È un libro complesso, con parole talvolta complicate che non ho ben capito, con tantissime descrizioni la maggior parte delle volte inutili, messe lì solo per allungare e appesantire la storia.
Gideon appartiene alla Nona Casa, ma non si sente integrata e il suo sogno nel cassetto è quello di scappare e crearsi una nuova vita. Dopo innumerevoli tentativi ha programmato tutto per la sua riuscita, ma qualcosa va nuovamente storto e Harrow - l'erede della Nona Casa - trova il modo di trattenerla e incastrarla ancora per un lungo periodo. Harrow è stata convocata dall'Imperatore della Prima Casa per cercare di conquistare l'ambito ruolo di Littrice, un ruolo che la renderà immortale, e per far sì che ciò avvenga deve portare il suo paladino. Sfortuna vuole che il designato è scappato sulla navetta di Gideon, e sarà proprio lei a dover subentrare.
L'idea del libro non è male, a tratti è molto interessante, ma ci sono tante cose che non mi hanno convinta. È davvero tutto molto confuso, veniamo catapultati in questa strana realtà talmente in fretta e senza spiegazioni o introduzioni che mi sentivo quasi un'estranea, quasi non fossi realmente la benvenuta. L'idea delle diverse Casate - nove in totale - poteva essere l'elemento chiave del libro, soprattutto perché ogni Casata possiede abilità necromantiche differenti - ad esempio Harrow è in grado di manipolare la struttura ossea - però non è stato approfondito come avrebbe meritato, quasi come se per l'autrice questo sia un fattore secondario.
L'ambientazione per il momento è un grande NO. L'ho trovata confusa e troppo complessa, come ho già detto talvolta ci si ritrova davanti a pagine talmente fitte di descrizioni inutili che ti passa la voglia di conoscere in che posto ci troviamo. Sappiamo che il libro è ambientato in un futuro lontano, in un impero galattico formato da nove pianeti, ognuno di essi governato da una nobile casata e che rispondono a un Imperatore che li guida verso nuove guerre. Ma quali guerre? C'è altro all'infuori di questi pianeti? Chi sono esattamente questi nemici? Persone che non c'entrano niente con la necromanzia? Insomma, ogni tanto le cose sono un po' campate per aria e ci si ritrova con mille domande in testa.
I personaggi sono quelli che hanno risollevato la situazione. Mi sono piaciute sia Gideon che Harrow, ma anche alcuni personaggi secondari sono stati una piacevole scoperta. Gideon è una protagonista abbastanza singolare, sicuramente ha diverse particolarità che la differenziano da tutti gli altri: ha una personalità spiccata, non si preoccupa di dare conto a nessuno, utilizza un linguaggio volgare che è la sua firma, è testarda e sarcastica, ma anche protettiva anche se non lo dà a vedere facilmente. Harrow, nonostante sia qualche passo indietro a Gideon, mi è piaciuta ugualmente. È più riservata, non sempre esterna i suoi pensieri per questo ci accontentiamo di sporadici segni di umanità. Non ha avuto un passato semplice e si sente ancora in colpa per eventi purtroppo accaduti e questo influenza il suo carattere e il suo modo di fidarsi del prossimo.
Nonostante il libro non mi abbia fatta impazzire non voglio bocciarlo a prescindere, non voglio fermarmi a questo volume. Il finale mi ha lasciata un po' basita e con la voglia di sapere cosa succederà dopo. Sono anche curiosa di scoprire se gli elementi che io reputo possibilmente interessanti verranno approfonditi.
7/05/2021

Recensione: "Blood & Honey. La Strega e il Cacciatore 2" di Shelby Mahurin

Titolo: Blood & Honey. La Strega e il Cacciatore (Serpent & Dove, #2)
Autore: Shelby Mahurin
Editore: HarperCollins Italia
Data di pubblicazione: 04 Marzo 2021
Pagine: 528
Prezzo: €17,90
Goodreads  |  Acquista
Trama:
Dopo il finale mozzafiato di Serpent & Dove non potevamo attendere oltre per farvi scoprire il destino di Lou e Reid, la strega e il suo cacciatore.
Dopo aver evitato per un soffio la morte per mano delle Dames Blanches, Lou, Reid, Coco e Ansel sono in fuga. Il più lontano possibile dalla congrega, dal regno e dalla Chiesa. Però non c'è luogo in cui possano nascondersi. Per sottrarsi alle decine di streghe e folle di cacciatori alle loro calcagna, ora Lou e Reid hanno bisogno di alleati. Alleati potenti. Ma la protezione ha un prezzo e il gruppo deve dividersi per cercare rinforzi. E mentre Lou e Reid provano a colmare la distanza che si allarga tra di loro, l'astuta Morgane li costringe a un letale gioco al gatto e topo che minaccia di distruggere qualcosa che vale più di qualsiasi congrega.


RECENSIONE
Avevo apprezzato moltissimo il primo libro di questa serie, mi hanno colpita moltissime cose ed ero ansiosa di poter leggere il seguito. Avevo già sentito numerose persone che si lamentavano del secondo libro, che era meglio se non esistesse o era meglio se veniva conclusa la storia subito, ma da testarda quale sono ho iniziato ugualmente il seguito con tante aspettative. Ovviamente avevano ragione tutte quelle persone, per cui sono mooolto delusa.
In Serpent & Dove avevo apprezzato due cose principalmente: l'ambientazione e lo stile di scrittura. In questo caso l'ambientazione è leggermente cambiata, ci troviamo sempre a Cesarine per un buon momento, ma ci ritroviamo anche nei dintorni e in posti nuovi, però la sensazione che ho avuto è stato di non muovermi, ho avuto un senso di staticità quando invece avrei dovuto viaggiare in lungo e in largo con la mente. Cesarine è descritta bene come sempre, ma tutto il resto non aveva molto che lo differenziava. L'unica cosa che si è salvata è l'aria Francese che riuscivo comunque a respirare nel corso della lettura.
Se nel primo avevo trovato divertente Lou e le sue battutine e avevo apprezzato l'amore nato tra lei e Reid... Qui non ho sopportato niente! I due hanno iniziato a battibeccare per quasi tutta la durata della storia, tranne rari momenti in cui uno o l'altro si sentiva in colpa e tornava a piagnucolare dall'altro che puntualmente prometteva di non comportarsi male, ma poi se lo dimenticava! Reid super noioso che non accetta la magia e si ferma numerose volte a rimarcare questa cosa, Lou che è molto insistente e a tratti pare fuori di testa. Non lo so, non mi sono proprio piaciuti!
La trama di tutta la storia poteva concludersi in questo capitolo. Per tutta la durata del libro mi è sembrato di non fare progressi con la storia, ho sempre avuto il presentimento di trovarmi all'inizio della storia e che non succedesse niente di rilevante. Questo per i 3/4 della storia almeno, per cui con scelte differenti questa poteva essere una stupenda duologia, ma hanno voluto allungare troppo il brodo.
Vi starete chiedendo se qualcosa mi è piaciuto in tutto il libro, ebbene sì, qualcosa è riuscito a colpirmi! La parte finale, quando finalmente le cose si smuovevano un po', quando si gridava all'azione, quella parte mi è piaciuta molto, mi ha ricordato molto le sensazioni trovate all'interno del primo libro. Mi sono anche piaciuti i personaggi nuovi introdotti, specialmente Claud che sicuramente ha ancora tanto da dire su sé stesso!
Comunque leggerò anche il terzo libro, anche dovessi leggere pareri negativi. Ormai sono curiosa di sapere come si conclude, spero che il terzo sarà sulla stessa onda del primo libro, perché non ho voglia di perdere un altro mese dietro ad un libro!
5/03/2021

Review Party: "Il Regno Capovolto" di Marie Lu

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Titolo: Il Regno Capovolto
Autore: Marie Lu
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 26 Gennaio 2021
Pagine: 348
Prezzo: €17,00
Goodreads  |  Acquista  |  Pagina Ufficiale
Trama:
NATA CON UNO STRAORDINARIO DONO musicale, la piccola Nannerl Mozart ha un solo desiderio: essere ricordata per sempre. Ma, anche se incanta le platee con le sue straordinarie interpretazioni, ha poche speranze di diventare una celebre compositrice. È una ragazza nell’Europa del Diciottesimo secolo, e ciò significa che comporre per lei è proibito. Suonerà fino a quando avrà raggiunto l’età da marito: su questo il suo tirannico padre è stato ben chiaro.
Ogni anno che passa le speranze di Nannerl si fanno più sottili, mentre il talento del suo amato fratellino Wolfgang diventa sempre più brillante, e finisce per oscurarla. Ma un giorno giunge un misterioso straniero da una terra magica, con un’offerta irresistibile: può far diventare il sogno di Nannerl realtà. Ma il prezzo da pagare potrebbe essere altissimo.
Nel suo primo romanzo storico, l’autrice bestseller del “New York Times” Marie Lu intesse una storia rigogliosa e poetica che parla di musica, magia e dell’indissolubile legame tra un fratello e una sorella.


RECENSIONE
Mi spiace sempre quando un libro non mi piace come avrei voluto, mi sento in colpa nei confronti di chi lo ha scritto, perché sicuramente ci ha messo tanto amore, impegno e tempo. Ho sempre apprezzato i lavori di Marie Lu: ho letto la trilogia "Legend" che mi è piaciuta molto e avevo iniziato "Warcross" - ma per un mio problema non sono riuscito a terminarlo - e li ho sempre adorati tutti, per il modo di scrittura, per il fatto che mi ritrovavo sempre coinvolta e con il fiato sospeso. Ho pensato di addentrarmi in questa storia ad occhi chiusa, convinta che mi sarebbe piaciuta quanto le altre, ma purtroppo qualcosa è andato storto. Ho trovato la storia più lenta rispetto ai suoi lavori precedenti, ci ho messo parecchio ad addentrarmi in questa Austria del 1759 e probabilmente non ci sono nemmeno riuscita a pieno come avrei voluto.
Le uniche parti che mi sono piaciute davvero sono quelle ambientate nel fantastico Regno Capovolto, l'ambientazione mi ha fatta sognare, mi è parso di ritrovarmi in questo grande mondo con due lune gemelle e gli alberi che crescono al contrario. Tutto quanto sembra essere frutto delle giovani menti di Nannerl e Woferl, loro le immaginano o le sognano e queste magicamente compaiono la volta successiva che si recano nel luogo. Anche l'ambientazione 'reale' è ben costruita, è come fare un salto indietro nel tempo. Si sente la pressione dell'essere nata donna all'epoca: nate per sposarsi e avere figli, essere dedite alla casa e alla cura del marito. Si può avere la dote maggiore del mondo, ma in quanto donna non puoi vedere i tuoi sogni realizzati, almeno non al massimo delle tue ambizioni. In quanto donna mi sono sentita un po' schiacciata da quanto era reale all'interno del libro, non oso immaginare com'era vivere realmente a quell'epoca.
I personaggi non mi hanno rapita per niente. Nannerl è una ragazza con molte ambizioni e molte paure. Vuole essere ricordata nella storia anche a costo di stringere un patto con uno sconosciuto: quando Hyacinthus le si presenta le promette di esaudire il suo desiderio in cambio del suo aiuto nel Regno Capovolto. Si ritrova parecchie volte oppressa dal futuro che vede davanti a lei, i genitori le dicono più volte che presto avrà un marito, ma lei non è pronta a lasciare la sua vita per servire qualcun altro. La cosa più bella è il rapporto che ha con il fratello, sono molto affiatati e affidano la propria vita all'altro, si aiutano a vicenda e coprono i loro segreti con molta lealtà. Woferl è un bambino all'inizio della storia, ma per tutta la storia non ho percepito grandi cambiamenti. La maggior parte delle volte si ribella e fa un po' i capricci, mi è sembrato che per lui tutto gli sia dovuto essendo maschio e il preferito del padre. Hyacinthus è l'unico interrogativo del libro, l'unica cosa che mi ha fatta andare avanti. E' un personaggio misterioso che capitolo dopo capitolo si dimostra per quello che è. Non voglio dirvi nulla, solo che l'apparenza molte volte inganna. Leopold Mozart, il padre dei ragazzi, l'ho odiato per tutto il tempo. Vuole arricchirsi utilizzando il talento dei suoi figli, ma anche a costo di farli soffrire. Ha fatto una cosa che non mi è affatto piaciuta, ha voltato le spalle a sua figlia con una semplicità incredibile.
  • Ciò che mi ha infastidita sin dall'inizio sono i soprannomi dei due protagonisti: a lettura terminata ancora non ho capito come vanno letti e per me diventavano automaticamente 'lei' e 'lui'. So' che principalmente questo è un problema mio, i nomi reali non potevano essere cambiati sennò la veridicità della storia ne avrebbe risentito, ma questo ha rallentato la mia lettura tantissimo.
  • Altra cosa che mi ha un po' annoiata sono stati i pezzi in cui la Musica era protagonista. Mi sta bene che, essendo un retelling su Mozart è una parte fondamentale, ma secondo me le sono state dedicate troppe pagine e in maniera approfondita, mi sono ritrovata a saltare diversi paragrafi per questo motivo.
  • Anche la linea temporale mi ha un po' incasinato la mente, i mesi e gli anni passavano in maniera velocissima e non c'era uno stacco ben chiaro: mi sarebbe piaciuto, magari, l'anno scritto sotto il capitolo per aiutarmi a capire realmente quanto tempo era passato tra un capitolo e l'altro.

Mi è piaciuto, invece, il fatto che sia stata rispettata l'epoca in cui ci si trova, ci ritroviamo in mezzo a tante veridicità di allora. A parte il modo in cui vengono considerate le donne, c'è un altro elemento fondamentale allora, ovvero la malattia. Si percepisce la tristezza di un popolo che ha perso un'aristocratica e la paura di una madre che teme di perdere i propri figli. Ho apprezzato il fatto che la vita di Mozart sia stata il più fedele possibile alla vera storia, ma non l'ho trovato abbastanza. Mi sarei aspettata più peso al mondo immaginario, avrei voluto che fosse il punto chiave della storia, il luogo principale dei fatti e invece occupa solo 1/3 del libro. Non mi è piaciuto nemmeno il finale, troppo affrettato secondo me, troppo semplice il modo in cui si risolve. E' un libro privo di colpi di scena, o di qualsiasi forma di azione. Non lo so, la storia nel complesso non è malissimo, se presa senza aspettative, ma non mi ha convinta affatto. C'era tanto potenziale in questa trama, ma non è stata sfruttata a pieno.
2/02/2021

Recensione: "RoseBlood" di A.G. Howard

Titolo: RoseBlood
Autore: A.G. Howard
Editore: Newton Compton
Data di pubblicazione: 22 Febbraio 2017
Pagine: 448
Prezzo: €12,90
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Trama:
Rune Germaine ha una splendida voce, paragonabile a quella di un angelo, ma è afflitta da una terribile maledizione: ogni volta che si esibisce, infatti, si sente malata e stanca, come se la bellezza del suo canto le rubasse ogni volta un po’ di vita. Sua madre, nel tentativo di aiutarla, decide di iscriverla a un conservatorio poco fuori Parigi, convinta che l’arte potrà curare la strana spossatezza di Rune. Poco dopo il suo arrivo nel collegio di Roseblood, la ragazza comincia a rendersi conto che c’è qualcosa di soprannaturale nell’aria. Il misterioso ragazzo che vede spesso in cortile, infatti, non frequenta nessuna delle classi a scuola, e scompare rapidamente come è apparso, non appena Rune distoglie lo sguardo. Non ci vuole molto perché tra i due nasca un’amicizia segreta. Thorne, è questo il nome del ragazzo, indossa abiti che sembrano provenire da un altro secolo e in sua presenza Rune comincia a sentirsi meglio, quasi cominciasse davvero a guarire. Ma tra i corridoi di Roseblood c’è una terribile minaccia in agguato, e l’amore tra Rune e Thorne, che comincia a sbocciare, verrà messo a dura prova. Dalla scelta di Thorne, infatti, potrebbe dipendere la salvezza di Rune o la sua completa distruzione.


RECENSIONE
Ero elettrizzata all'idea di iniziare questo libro, avevo sentito dire che è un Retelling sul Fantasma dell'Opera, e quella storia non ha mai guadagnato un posto nel mio cuore, non mi ha mai appassionato granché e speravo di potermi ricredere con questo libro. La Howard è un'autrice molto amata, personalmente non ho letto nessuno dei suoi libri - anche se li ho tutti - ma le cover che vengono create appositamente per lei sono talmente belle che sicuramente li leggerò tutti!
Sin dall'inizio del libro mi sono sentita dentro una bolla, spaesata a dir poco, mi sono ritrovata catapultata nella storia senza nemmeno una spiegazione e tante notizie in un colpo solo mi hanno lasciata un po' perplessa, per di più le informazioni necessarie per capire tutto bene vengono dette un po' per volta e ho odiato la sensazione di essere tenuta all'oscuro di così tante cose. Solitamente il fatto che un libro si svela a poco a poco mi intriga molto e mi impedisce di staccare gli occhi dalle pagine, ma questa volta è stato diverso e non so spiegare bene il perché.
La storia ha due punti di vista, quello di Rune - la protagonista femminile - e quello di Thorn - il 'figlio' del Fantasma dell'Opera. Le parti di quest'ultimo sono quelle che mi sono piaciute maggiormente da un lato, le ho trovate più dinamiche e coinvolgenti, ma allo stesso tempo più sottotono. Se da una parte gli aneddoti più belli e curiosi sono raccontati proprio da Thorn, dall'altra in alcuni punti mi sono proprio annoiata a morte per i troppi pensieri. Questo è un punto che hanno in comune sia il ragazzo che Rune, ho trovato tante descrizioni, tanti pensieri e tanti ricordi che sono secondari alla storia e mi hanno seccata da morire. La Howard scrive bene, ma si dilunga davvero troppo delle descrizioni, ho trovato pagine e pagine che si potevano tranquillamente eliminare.
Come ho detto, la Howard scrive davvero benissimo, però ho trovato lo stile un po' confusionario, a volte sono tornata indietro a rileggere attentamente cos'era accaduto prima, a volte ho trovato il suo stile un po' criptico, come se volesse darci certe informazioni, ma all'ultimo ce le sfila di mano, la cosa mi ha un po' snervata, ma nel momento in cui ho ricevuto le risposte che volevo mi sono sentita davvero soddisfatta.
Mi rendo conto di non aver detto molte cose positive al momento, ma le cose negative sembrano ingigantire il tutto! Ho apprezzato moltissimo il bilinguismo, essendo Rune andata in una scuola a Parigi, gli insegnanti utilizzano dei termini o espressioni in francese e questo mi è sembrato davvero un'ottima cosa, ha dato un valore aggiuntivo al romanzo.
Per quanto riguarda i personaggi, Rune mi è piaciuta e non, all'inizio è stata davvero molto paranoica, troppe seghe mentali, troppi sensi di colpa e troppa nostalgia. Prima ancora di partire dall'America si è documentata sul Fantasma e ne aveva una paura folle, poi dopo un po' ha iniziato a cercarlo, a volerlo conoscere e a definirlo il suo maestro, e la paura che provavi? Svanita così di punto in bianco, la cosa mi è parsa un po' strana, speravo ci fosse un'evoluzione graduale di questo timore così grande da non dormirci la notte! Per quanto riguarda Thorn ha un passato tormentato e questo mi è piaciuto molto, aveva tantissime cose da raccontare ed è dovuto diventare coraggioso da un giorno all'altro per sopravvivere. Gli sono state tolte le due cose più importanti della sua vita: sua madre e la sua voce angelica, ma non si è lasciato scoraggiare!
Il lato fantasioso del romanzo mi è piaciuto molto anche se all'inizio non ci ho davvero capito niente! Rune ha questo bisogno sfrenato di cantare, ma quando canta perde tutte le forze che possiede, come se il canto la riempisse, ma la svuotasse allo stesso tempo. Un'altra cosa strana in Rune è che si sente affamata quando sente che le persone hanno paura, e vede delle strane aure attorno alle persone che variano di colore a seconda delle loro emozioni. Ho trovato il tutto molto originale, anche le varie spiegazioni a questi effetti, sicuramente non lo avrei mai immaginato.
Per concludere, fino alla metà del libro mi sono sentita poco voluta all'interno della storia, ma a mano a mano che proseguivo la storia migliorava e si faceva sempre più intrigante, però non mi ha conquistata come avrei voluto. Mi volevo sentire più coinvolta, avrei voluto più approfondimenti sugli elementi fantastici e invece ho trovato le descrizioni un po' superficiali - l'unico momento in cui dovevano essere approfondite! Sono contenta per il finale, però la Howard ha lasciato alcuni spunti aperti che avrei proprio voluto conoscere!
Tempo di lettura: 5 giorni
3/02/2018

Recensione: "La Rivincita. Gathering Blue" di Lois Lowry

Titolo: La Rivincita. Gathering Blue (The Giver, #2)
Autore: Lois Lowry
Editore: Giunti
Data di pubblicazione: 23 Febbraio 2011
Pagine: 272
Prezzo: €9,90
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Trama:
Ambientato in una comunità del prossimo futuro al pari di The Giver, in un villaggio dove ognuno pensa solo a se stesso e le persone con malattie o problemi fisici sono considerate inutili per la comunità e vengono lasciate morire, una ragazzina zoppa lotterà per conquistarsi il diritto di vivere. Ma, riuscendo a ricavarsi un posto all’interno di quella società, si renderà poi conto di come sia profondamente sbagliata e di quanto sia necessario cambiarla. Rifiuterà quindi l’occasione che a un certo punto le verrà offerta di scappare, e deciderà di fermarsi per iniziare a cambiare le cose dall’interno.


RECENSIONE
Nonostante sapessi che questo secondo libro della serie The Giver non proseguisse le avventure di Jonas, sono rimasta molto delusa di non ritrovarlo nemmeno citato. Pensavo che almeno minimamente fosse collegato con il primo, invece non potevo che avere più torto.
Il libro parla sempre del mondo in una versione futuristica, questa volta non ci sono edifici 'futuristici' - non mi viene in mente un altro termine - bensì siamo tornati quasi allo stato brado. Le persone devono pensare al proprio sostentamento andando a caccia e coltivando nei propri giardini, vivono in in capanne costruite con fango e legno e per lavarsi o bere bisogna recarsi al fiume. A causa di guerre, incendi e distruzione il mondo che conosciamo adesso non esiste più, solo una costruzione è sopravvissuta e ci abitano i membri del consiglio cittadino e altri pochi eletti. Gli abitanti del villaggio hanno una specie di orologio che scandisce la propria vita, al primo rintocco si inizia a lavorare, al secondo rintocco pausa pranzo, al terzo si riprende a lavorare e il quarto rintocco segna la fine del giorno lavorativo. All'infuori del villaggio si dice che ci siano delle bestie spaventose che attaccano le persone che escono dai sentieri o stanno troppo tempo nella Landa, ed è proprio lì che vengono portate le persone con difetti fisici che non possono aiutare la comunità come dovrebbero.
La protagonista è Kira, una bambina che è appena rimasta orfana e a causa della sua malformazione alla gamba rischia di essere lasciata nella Landa. Per sua fortuna ha un dono naturale, il ricamo le viene naturale e il Consiglio ha deciso che lei sarà la futura ricamatrice. Incontrerà altre persone che sembrano avere un dono naturale quanto il suo e diventeranno grandi amici, c'è però qualcosa che non le quadra e nonostante abbia la possibilità di andare ad una vita migliore, decide di rimanere per far luce sulla questione.
Il libro è molto corto e come storia non è granché avvincente, rimane dai toni lenti per quasi tutta la durata della storia, e per metà del romanzo non succede niente di eclatante. Le descrizioni e le caratterizzazioni dei personaggi sono pressoché inesistenti. Ho elementi solo per giudicare la storia narrata che sì, è stata carina, ma sì non ha cambiato niente dentro di me. L'unico insegnamento che ho letto tra le pagine è che anche se non si è perfetti fisicamente, si è unici e si è in grado di fare cose che non tutti riescono.
Appena terminato il libro ho pensato che è stata una storiella carina, ma a vedere i miei pensieri post-lettura, avrei potuto farne a meno. Lo so che è brutto da dire, ma sono convinta che è uno di quei libri che tra una settimana avrò già dimenticato.
Tempo di lettura: 1 giorno
11/20/2017

Recensione: "Yesterday's Gone. Stagione Uno" di Sean Platt & David Wright

Buongiorno lettori!
per oggi un'altra recensione negativa. Per quest'anno avevo trovato solo libri che mi erano piaciuti e adesso è già il secondo libro in un mese che non mi piace. Cosa c'è di sbagliato in me?
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Titolo: Yesterday's Gone. Prima Stagione (Yesterday's Gone, #1-2)
Autore: Sean Platt & David Wright
Editore: Fanucci
Data di pubblicazione: 23 Febbraio 2017
Pagine: 180
Prezzo: €12,90
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Trama:
È alle 02:15, in piena notte, che accade. Ma solo al risveglio l’umanità – o quel che ne resta – se ne rende conto. Il mondo è deserto, gli uomini che lo popolavano dissolti nel nulla. Familiari, amici, conoscenti, vicini di casa... sono tutti scomparsi, come non fossero mai esistiti. Non rimane che una manciata di sopravvissuti. Confusi, vagano aggrappandosi alle ultime tracce lasciate da un passato ormai cancellato: un giornalista perduto tra le vie di una New York spettrale, alla ricerca della moglie e del figlio; un serial killer improvvisamente a corto di vittime; una madre che cerca di proteggere tutto ciò che le è rimasto, la propria figlia, e pochi altri disperati condannati a quella sorte. Eppure, tra loro c’è anche chi ha sognato quel giorno per anni, un mondo disabitato come premessa di una nuova età dell’oro. Ma in quella landa desolata e sterile, qualcuno – o qualcosa – li osserva, e attende il momento propizio per entrare in scena...


RECENSIONE
Ero alla ricerca di un libro corto, da leggere in pochissimo tempo, qualcosa che stuzzicasse la mia attenzione e dalla trama e dalla cover questo sembrava i libro adatto. Purtroppo sin dall'inizio l'ho trovato molto confuso, molto impegnativo e le parecchie descrizioni molto noiose.
La prima cosa che non mi è piaciuta sono i diversi punti di vista, mi sta bene quando ce ne sono due, ma Sei mi sembrano davvero parecchio eccessivi, tanto che non facevo tempo a capire chi era uno che era già cambiato e lo avevo già scordato. In 180 pagine, 12 capitoli, circa due capitoli per ogni personaggio, alcuni mi hanno intrigata, altri un po' meno, ma il vero problema - a parer mio - sono le troppe descrizioni delle situazioni passate, i ricordi e i pensieri, davvero parecchio sproloquii.
Il libro parla di un mondo apocalittico, da un giorno all'altro sono sparite quasi tutte le persone che abitavano il mondo e anche strutture e oggetti stanno sparendo, senza lasciare traccia. Vediamo i punti di vista di sei persone differenti intente a cercare una soluzione, in cerca di risposte. L'unica cosa certa è che non sono soli nel mondo, sono rimasti in pochi, ma ci sono altre creature tra di loro non proprio benevoli che aiutano la diminuzione della popolazione umana.
Non sappiamo ancora granché di queste creature, ma un po' mi incuriosiscono, sono curiosa di saperne di più, anche se non sono sicura di voler continuare questa serie. Da una parte vorrei sapere cosa succede in seguito, ma l'ho trovato talmente noioso questo primo capitolo che sono indecisa sul da farsi. Sicuramente saprei cosa dovrei affrontare, salterei le parti noiose come ho già fatto con questo primo libro e magari verrò a conoscenza di più dettagli.
I personaggi sono curiosi, non posso dire che non sono caratterizzati, ognuno di loro è diverso dagli altri, ma in così poche pagine non mi sembra di conoscere nessuno di loro. Ho le mie preferenze, ci sono personaggi che hanno una storia più interessante di altri, ma ancora non posso giudicare nessuno.
Non c'è un motivo vero e proprio per il quale il libro non mi è piaciuto, la trama è senza dubbio originale, ci sono spunti interessanti, ma dovrebbe essere sviluppato in maniera differente. A causa dei diversi PoV il libro è rallentato e questo pesa moltissimo sul ritmo che avrebbe potuto avere un libro come questo.
Per terminare, non mi sento di non consigliarvi questa lettura, a me non è piaciuto il modo in cui è stato scritto, ma magari qualcuno di voi potrebbe pensarla diversamente. Credo darò una chance anche al secondo libro, ma non subito e non avrò grandissime aspettative.
Tempo di lettura: 4 giorni
7/25/2017

Review Party | 'Absence' di Chiara Panzuti

Buongiorno lettori!
oggi vi lascio la mia recensione di un libro che ero davvero molto fiduciosa mi sarebbe piaciuto, l'ho atteso con ansia, l'ho abbracciato nel momento in cui mi è stato consegnato al SalTo17, ho atteso con impazienza che arrivasse il suo momento di essere letto, ma non l'ho trovato all'altezza delle mie aspettative. Odio quando non mi piace un libro, soprattutto quando l'autrice è italiana, ma voglio essere sincera con chi mi legge e dire davvero quello che penso. Spero di essere abbastanza chiara nell'esporvi quali sono i difetti del romanzo, spero non mi odiate.
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Titolo: Absence. Il Gioco dei Quattro (Absence, #1)
Autore: Chiara Panzuti
Editore: Fazi lainya
Data di pubblicazione: 01 Giugno 2017
Pagine: 336
Prezzo: €15,00
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Trama:
Viviamo anche attraverso i ricordi degli altri. Lo sa bene Faith, che a sedici anni deve affrontare l’ennesimo trasloco insieme alla madre, in dolce attesa della sorellina. Ecco un ricordo che la ragazza custodirà per sempre. Ma cosa accadrebbe se, da un giorno all’altro, quel ricordo non esistesse più? E cosa accadrebbe se fosse Faith a sparire dai ricordi della madre?
La sua vita si trasforma in un incubo quando, all’improvviso, si rende conto di essere diventata invisibile. Nessuno riesce più a vederla, né si ricorda di lei. Non c’è spiegazione a quello che le è accaduto, solo totale smarrimento.
Eppure Faith non è invisibile a tutti. Un uomo vestito di nero detta le regole di un gioco insidioso, dove l’unico indizio che conta è nascosto all’interno di un biglietto: 0°13’07’’S 78° 30’35’’W, le coordinate per tornare a vedere.
Insieme a Jared, Scott e Christabel – come lei scomparsi dal mondo – la ragazza verrà coinvolta in un viaggio alla ricerca della propria identità, dove altri partecipanti faranno le loro mosse per sbarrarle la strada. Una corsa contro il tempo che da Londra passerà per San Francisco de Quito, in Ecuador, per poi toccare la punta più estrema del Cile, e ancora oltre, verso i confini del mondo.


RECENSIONE
Avevo grandi aspettative su questo romanzo, tanta pubblicità, tante interviste, tante recensioni e le mie aspettative sono salite alle stelle. Purtroppo sono rimasta un po' delusa da questa lettura, sin dall'inizio ho iniziato a non essere totalmente presa dalla lettura, trovandola un po' sotto tono e ripetitiva.
La storia parla di quattro ragazzi che da un momento all'altro, senza apparente ragione, sono diventati invisibili per il mondo intero - nessuno può vederli, o sentirli e ogni oggetto che tentano di prendere si dissolve nel nulla per poi ricadere per terra -, come se non bastasse nessuno sente la loro mancanza, perché sono stati cancellati anche dalle menti delle persone che li conoscevano. I quattro si incontreranno a seguito di aver ricevuto degli strani oggetti dall'uomo in nero - auricolari, lenti a contatto, un biglietto e guanti, con i quali finalmente possono toccare oggetti ed essere visti e sentiti dai loro simili. Purtroppo non sono ben accetti tra gli 'invisibili' e cercheranno più volte di fargli del male, per cui si ritrovano a scappare da loro e a seguire gli indizi del biglietto che li porta dall'altra parte del mondo alla ricerca di risposte.
La trama sembra davvero sensazionale, mi aspettavo di essere coinvolta in una storia alla ricerca di risposte e piena di mistero, invece sin dall'inizio mi sono ritrovata in una situazione lagnosa che si è protratta per troppe pagine! Come la protagonista - Feith - si accorge di non essere più vista ne sentita ne tanto meno ricordata dalla madre, ha iniziato a piangere e lamentarsi tutto il tempo, anche quando incontra Jared non vuole andare subito alla ricerca di risposte, ma vuole stare vicino alla madre a lamentarsi e rimpiangere il tempo passato. Superato quest'ostacolo pensavo iniziasse la parte interessante e senza intoppi, invece ho trovato delle parti troppo ripetitive, come se l'autrice dovesse essere sicura di ciò che aveva in mente e dovesse scriverlo ripetutamente per capire il concetto.
Purtroppo le ripetizioni si sono protratte per quasi tutta la durata della narrazione, sotto forma di pensieri, ma sono sempre presenti. Talvolta ho saltato qualche pagina perché proprio non riuscivo ad andare avanti, volevo più azione e mistero e meno seghe mentali, mi aspettavo di essere travolta dalla voglia di scoprire cosa è successo a questi ragazzi, una corsa contro il tempo per cercare di vincere l'antidoto, invece proprio nel momento in cui ho detto 'ecco, adesso iniziamo a ragionare, finalmente sta per succede qualcosa, si sono svegliati' mi sono ritrovata all'epilogo che ho trovato di una noiosità assoluta.
Per quanto riguarda i personaggi, nessuno mi è piaciuto più dell'altro, ognuno di loro ha un difetto: Feith si piange addosso, Christabel è di un pessimismo assoluto, Scott non sempre è d'accordo con il gruppo, Jared è l'unico che cerca di acquietare gli animi degli altri e sa' sempre cosa fare in ogni situazione, l'unico che ha preso abbastanza bene la situazione e vuole far qualcosa per capovolgerla. Ognuno di loro ha una storia tormentata, sappiamo qualcosa del passato di ognuno, ma la caratterizzazione l'ho trovata un po' povera, solo i loro difetti erano messi sotto i riflettori.
Per terminare, mi spiace davvero moltissimo che non mi sia piaciuto questo primo capitolo, il potenziale lo ha, la trama potrebbe davvero essere qualcosa di nuovo e mai visto, ma volevo qualcosa di più coinvolgente, qualcosa che mi tenesse incollata alle pagine, una storia piena di azione e mistero. Mi sento un po' la voce fuori dal coro perché questo libro è piaciuto davvero a tutti, tranne che a me. Spero che con il secondo romanzo possa trovare ciò che mi aspettavo, continuerò la serie sì, sono curiosa di sapere come si risolverà la situazione - sempre che si risolva. La mia valutazione è confusa, volevo davvero arrivare a mettere tre stelline, ma proprio non ci riesco, voglio essere sincera come sono sempre stata nelle mie recensioni. Dopo una giornata a pensare ad un verdetto, do' due stelline e mezza, proprio perché sono fiduciosa che la trama ha da offrirci qualcosa di nuovo e interessante nei prossimi libri.
Tempo di lettura: troppi giorni
7/11/2017

Recensione: 'Paper Magician' di Charlie N. Holmberg

Buongiorno lettori!
finalmente torno con una nuova recensione, dopo non so nemmeno quanti giorni di pausa ._. il fatto è che ho delle recensioni in arretrato, ma non trovo la forza di scriverle :S Spero di riuscire un giorno a mettermi con la testa e recuperarle tutte quante! Oggi vi lascio la recensione di un libro che speravo davvero mi piacesse, ma purtroppo non l'ho proprio apprezzato, ma proprio per niente :( Purtroppo non sono riuscita ad esprimere del tutto i miei pensieri su questo libro, ma ci ho provato.
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Titolo: Paper Magician (The Paper Magician, #1)
Autore: Charlie N. Holmberg
Editore: Fanucci
Data di pubblicazione: 17 Settembre 2015
Pagine: 218
Prezzo: €14,90
Goodreads  |  Amazon
Trama:
Ceony Twill, giovane e talentuosa allieva dell’accademia di magia Tagis Praff, sta finalmente per cominciare l’apprendistato che la legherà per tutta la vita all’elemento magico che ha sempre desiderato. Eppure, contrariamente a quanto sognava, il suo destino non sarà scritto nel metallo ma sulla carta. Tra fogli che si animano dando vita a personaggi incredibili e storie fantastiche che la lasceranno a bocca aperta, toccherà allo stravagante mago Emery Thane convincerla delle qualità straordinarie di un elemento così delicato e allo stesso tempo prodigioso. Così, quando Lira, malvagia praticante di arti magiche proibite, priverà il maestro del suo cuore, Ceony per tenerlo in vita gliene confezionerà uno di carta, per poi volare sulle ali di un enorme aeroplanino all’inseguimento della perfida maga, verso un’avventura che porterà alla luce i ricordi più lontani e i segreti più taciuti, nascosti nell’angolo più remoto dell’anima.


RECENSIONE
Ceony Twill ha desiderato essere una maga per tutta la vita, e grazie ad una borsa di studio anonima è riuscita a frequentare l'accademia di magia Tagis Praff ed è vicinissima a coronare il suo sogno: essere una maga del metallo. Purtroppo per lei, a differenza degli altri maghi, non ha diritto di scegliere a quale materiale essere vincolata: nessuno si è proposto come mago della carta e da migliore studentessa è stata scelta lei. Il suo apprendistato inizia subito a casa del suo maestro Emery Thane che all'inizio pare essere un tipo strano e non molto simpatico, ma che con il passare del tempo si scopre essere una persona d'oro. Nonostante i molti segreti del mago, Ceony inizia a sentirsi a casa, ma ben presto la sua vita si stravolge. Lira, un'escissionista - la quale pratica la magia proibita, legatasi ad un vincolo di sangue - fa irruzione a casa di Thane e gli strappa il cuore. Ceony non può lasciare morire il suo maestro e grazie ai suoi insegnamenti gli costruisce un cuore di carta per mantenerlo in vita mentre lei cerca di riappropriarsi del suo vero cuore, ma per tentare in quest'impresa si ritroverà prigioniera proprio dentro il cuore di Emery e difficile sarà trovarne la via d'uscita.
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Questo libro mi ha incuriosita dal momento in cui l'ho visto, soprattutto per la copertina così carina che non potevo lasciarmela scappare, e la trama non sembrava affatto male, per questo appena è uscita l'edizione cartacea mi sono fiondata in libreria a prenderlo. Appena l'ho iniziato, però, ho subito capito che.. come si dice? "L'abito non fa il monaco"? Questa copertina così bella, cela dietro di sè un romanzo non degno di una veste così perfetta. Sin dalle prime pagine il libro si è fatto confuso e un po' noioso. Mi sono dovuta soffermare più volte su una stessa frase per capire il tutto e l'abbreviazione Mg per mago o maga, mi ha mandata in confusione, non riuscivo più a capire il sesso del mago\a o chi stesse parlando e questo mi ha scombussolata molto e mi ha scoraggiata.
Ero curiosa di incontrare dei maghi della carta, ma allo stesso tempo non riuscivo a capire come avesse fatto l'autore a rendere questo materiale interessante, ma poi ho capito che non l'aveva fatto: non ha reso la carta interessante. Le descrizioni sulle 'piegature' le ho trovate inutili e fastidiose, anche perché non riuscivo ad immaginarmi niente di ciò che veniva descritto - solo alla fine ho trovato 'interessante' qualche incantesimo. Un'altra cosa che mi ha fatto storcere il naso - ma forse questo non è colpa dello scrittore, ma di chi si è occupato della traduzione - sono la presenza di termini che non avevo mai sentito nominare, termini antiquati ai quali non riuscivo a dare un significato, ma essendo che la storia non mi stava appassionando non mi sono nemmeno curata di andare a cercare cosa significasse.
Sin dal primo capitolo le descrizioni sono state trooooppo sproliquee, mi piace riuscire ad immaginare tutto alla perfezione, ma così è stato davvero troppo! Per quanto io mi sforzassi di leggere tutto mi sono ritrovata a saltare un mucchio di parti perché inutili, sembravano messe lì tanto per allungare il libro e per infastidire il lettore: a me piace andare dritto al sodo, non amo girare intorno a ciò che deve succedere e questo libro mi ha davvero dato sui nervi, l'ho detestato con tutta me stessa!
Siccome non mi piace parlare sempre male passiamo a ciò che ho apprezzato: quella poca storia sui vincoli e le ultime 20 pagine del libro. Ho apprezzato che un mago dovesse scegliere un materiale a cui legarsi, ho apprezzato che questa scelta non dev'essere fatta con leggerezza perché non si può tornare indietro ad un vincolo, una volta che ci si lega ad un materiale lo si fa per tutta la vita.
Il mio voto fino a pagina 180 era un 2, forse anche di meno, ma le ultime 20 pagine sono riuscite a farmi alzare il voto di mezzo punto. Sono curiosa di sapere cos'è successo, ma non so' se leggere o no il seguito, non so se sono disposta a perdere un altro mese di letture, non so se sono disposta a leggere nuovamente lo stile dell'autore così lento e noioso. Ci penserò quando la Fanucci annuncerà la sua uscita, fino ad allora cercherò di scordarmi di aver letto questo libro.
Tempo di lettura: un mese circa
1/14/2016

Recensione: 'La Casa dei Fantasmi' di John Boyne

Buongiorno lettori!
ho aspettato tanto per iniziare questo libro, pensando che sarebbe stata una meraviglia che aveva bisogno del suo momento. Purtroppo non mi ha soddisfatta del tutto, è stata una lettura carina, ma ho l'impressione che non mi abbia lasciato niente dentro.
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Titolo: La Casa dei Fantasmi
Autore: John Boyne
Editore: Rizzoli
Data di pubblicazione: 26 Febbraio 2015
Pagine: 301
Prezzo: €18,00
Goodreads  |  Amazon
Trama:
“Se mio padre è morto la colpa è di Charles Dickens.” La vita cambia all’improvviso nell’arco di una settimana per Eliza Caine, giovane donna beneducata ma di carattere, amante dei buoni libri e di famiglia modesta ma rispettabile. Un’infreddatura le porta via il padre che, a dispetto di una brutta tosse, ha voluto ad ogni costo assistere a una lettura pubblica del grande scrittore inglese in una sera di pioggia londinese. Disperata per la morte del genitore, Eliza risponde d’impulso a un annuncio misterioso che la conduce nel Norfolk, a Gaudlin Hall, dove diventa l’istitutrice di Isabella ed Eustace, due bambini deliziosi ma elusivi.
Nella grande casa sembra che non ci siano adulti, i genitori dei piccoli Westerley sono di fatto assenti in seguito al terribile epilogo di una storia di abusi, ossessioni e gelosie. Ma contrariamente a quel che sembra, nei grandi ambienti della villa non è il silenzio a regnare: in quelle stanze vuote spadroneggia un’entità feroce e spietata, decisa a imporsi sulla donna per impedirle di occuparsi dei bambini.
Una ghost story dal crescendo mozzafiato, un pastiche all’inglese raccontato con gusto, un filo di divertimento e molti brividi da un autore che sa plasmare la materia letteraria.


RECENSIONE
Eliza Caine da bambina ha perso la madre e il padre l'ha cresciuta senza farle mancare mai niente. All'età di 21 anni, però, Eliza perde anche il padre a causa di 'Charles Dickens'; certo non è stata direttamente causa sua, ma se il padre non avesse visto la notizia sul giornale della sua lettura in pubblico non sarebbe uscito di casa e probabilmente non sarebbe morto. Eliza non aveva più nessun motivo di rimanere a Londra, soprattutto dopo aver scoperto che ha abitato per tutta la vita in una casa che non era sua, ma solo in affitto. Una mattina subito dopo aver visto un annuncio sul giornale dove si richiedeva un'istitutrice per dei bambini a Norfalk in modo abbastanza urgente decide di rispondere positivamente e lascia il suo lavoro. Il una giornata di sole lascia Londra per la cittadina, ma non appena mette piede fuori dal treno iniziano a succedere cose strane. Ancora più strano è il fatto che arrivata nella dimora ad accoglierla non sono stati i genitori dei bambini, ma i bambini stessi.
Sin dalla prima notte in quella casa ha percepito di non essere da sola, ma non per la presenza dei bambini, ma una presenza malefica aleggia in tutta la dimora; per di più sembra che nessuno voglia dirle dove siano i padroni della grande dimora di Gaudlin Hall. In una corsa quasi contro il tempo Eliza dovrà scoprire tutti i misteri sui proprietari della dimora e perché tutti non vogliono parlarne.
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Quando ho letto la trama ne sono rimasta folgorata, mi aspettavo di ritrovarmi davanti ad un libro che mi facesse rizzare i capelli, che mi impediva di dormire la notte per la paura di avere qualche presenza nella stanza o almeno un libro super misterioso, invece non mi ha messo un minimo di paura e c'era ben poco di misterioso. Quel poco mistero che aleggiava nelle pagine arrivava ad una soluzione banale che poteva benissimo essere scoperta da sé. Non lo so, sarà che mi aspettavo tanto dall'autore de 'Il Bambino dal Pigiama a Righe' e per questo sono rimasta profondamente delusa!
Ci sono tante cose che non mi sono piaciute di questo libro o che non mi hanno convinta pienamente, sin dalle prime pagine del libro.
Il libro si apre con la presentazione di Eliza Caine e del rapporto con il padre, dell'impiego e delle passioni del padre, cosa che non c'entra molto con lo svolgimento della storia vera e propria. Tutta la prima parte l'avrei tranquillamente eliminata, o per lo meno accorciata di un bel po' di pagine, mi ha rallentata moltissimo e mi ha fatto prendere in considerazione l'ipotesi di abbandonarne già la lettura.
Un'altra cosa che ho letteralmente odiato è stato il fatto che quando un capitolo terminava in maniera misteriosa e volevi subito sapere come procedeva, cosa si era trovata davanti Eliza, il capitolo successivo partiva già più avanti nella storia, per poi tornare a raccontare velocemente cos'era successo. Non so se mi sono spiegata, ma mi è sembrato di percipire che l'autore avesse voluto saltare le parti più interessanti apposta, per poi raccontarle in modo veloce successivamente.
Da un libro intitolato 'La Casa dei Fantasmi' mi aspettavo di avere almeno un po' di paura, ma ho avuto più paura quando leggevo i Piccoli Brividi. I fantasmi non popolano il libro per tutta la durata della storia, ma fanno la loro comparsa solo verso la metà del libro e anche lì non sono i protagonisti della storia. La parte misteriosa era presente, ma avrei voluto che le spiegazioni non fossero così reali, da una storia di fantasmi mi aspettavo qualcosa di più surreale.
Un punto di forza è senza dubbio lo stile dello scrittore: ho letto il libro in un giorno e mezzo e apparte all'inizio non mi sono annoiata anche se volevo sempre qualcosa in più che non è mai arrivato.
Anche i personaggi mi sono piaciuti, in particolare ELIZA CAINE e il piccolo EUSTACE, un bimbo tranquillo, ma per la sua età molto educato e maturo. La piccola ISABELLA l'ho trovata una bimba un po' strana, ma i miei sospetti si sono rivelati veri per fortuna. Ho apprezzato anche personaggi secondari come MR RAISIN e i signori TOXLEY che nonostante fossero molto restii nel aprirsi con la nuova governante di Gaudlin Hall, sono riusciti ad essere molto sinceri con lei.
Per concludere, se non si fosse già capito abbastanza, mi aspettavo molto di più da questa storia. Ho la sensazione che tra pochi giorni mi sarò già dimenticata di aver letto questo libro.

Lo consiglio a chi vuole una lettura veloce, ma niente che ti lasci il segno.
Tempo di lettura: 1 giorno e mezzo

Cosa ne pensate di questo libro? Lo leggerete o ne farete a meno?
5/12/2015

Recensione: 'Internet Apocalypse' di Wayne Gladstone

Buongiorno lettori,
avrei voluto scrivervi una bella recensione per questo libro che aveva davvero molto potenziale. Avrebbe potuto davvero essere una storia degna di nota, invece l'ironia e la piega presa l'hanno fatto cadere nel banale e nel no-sense.
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Titolo: Internet Apocalypse (Internet Apocalypse, #1)
Autore: Wayne Gladstone
Editore: Multiplayer.it
Data di pubblicazione: 17 Novembre 2014
Pagine: 199
Prezzo: €14,90
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Trama:
Il World Wide Web è scomparso. Nessuno, nemmeno il Presidente degli Stati Uniti, è in grado di trovare un segnale Wi-Fi e accedere alla Rete. La gente va nel panico, l'economia si paralizza e il mondo scivola lentamente nel caos. L'apocalisse di Internet ha avuto inizio. Per Gladstone, disilluso impiegato newyorchese, è un duro colpo: niente più Facebook, niente più Twitter, niente più Youtube, niente più pornografia online... ma la vita va avanti, e i cittadini di New York trovano presto nuovi, bizzarri metodi per passare il tempo offline e senza social network. Girano comunque voci che, da qualche parte, tra i grattacieli della Grande Mela, si nasconda Internet... ma chi l'ha rubato, e per quale motivo? Armato solo del suo borsalino, della sua fiaschetta di whisky e della sua ironia, Gladstone si imbarca in un'esilarante odissea in compagnia dell'immaturo blogger Tobey e della sensuale webcam girl Oz, per scoprire la verità e riportare il Web alla normalità. Ci vorrebbe un Messia per restituire Internet all'umanità... ma sarà Gladstone all'altezza del compito?



RECENSIONE
Avevo letto molte recensioni entusiaste su questo libro, e anche tante di persone molto deluse. Io purtoppo mi ritrovo in questa seconda categoria di persone.
Il libro, come da titolo, parla di un Apocalisse di Internet, quindi si parla di un mondo dove, da un giorno all'altro, la connessione ad Internet è sparita e vediamo le reazioni esagerate degli 'internet-dipendenti'. Il protagonista, Gladsotone - l'autore ha mantenuto il suo vero nome - dopo la caduta di Internet ha lasciato il lavoro e si è messo ad indagare sulla scomparsa del Web. Assieme a Tobey (un amico conosciuto su internet) e a Oz (una ragazza venuta nella Grande Mela alla ricerca di un uomo conosciuto online) gireranno quasi tutta New York alla ricerca di indizi su chi ha rubato internet o dove possa essere finito.
In poche parole la storia è questa, mi aspettavo un sacco di azione e tanto mistero invece quello che mi sono trovata davanti è stata dell'ironia che non ho minimamente capito, quindi se l'intento dell'autore era quello di far ridere il lettore, con me non c'è riuscito - sarà che non ho l'umorismo americano. Un altra cosa che ho odiato sono state le battutine sul sesso, messe a cavolo nel libro e per me senza senso. Da un autore che nella vita reale si definisce un umorista, mi sarei aspettata almeno qualche battutina simpatica che mi facesse strappare un sorriso, invece niente.
Se c'è una cosa che è riuscito a fare benissimo questo libro è stato annoiarmi. Non fosse che sono contro l'abbandono a metà di un libro, lo avrei gettato su una mensola e dimenticato :S Quest'idea mi è passata più di una volta in mente e mi sono dovuta trattenere come non ho mai fatto. A circa metà libro però mi sono ritrovata a leggere una riga si e dieci no ._. non ce la potevo fare.
Un'altra cosa che mi ha turbata è stato il gergo da Nerd ._. a volte c'erano le definizioni sotto, ma altre volte no, e ovviamente non ci capivo nulla.
Davvero non voglio dire altro, non so davvero come esprimere ancora la mia delusione D: Non mi sento né di consigliarlo, né di non farlo. A certi di voi magari può piacere, ma a me proprio non mi è piaciuto.
Tempo di lettura: 3 giorni

Avete letto il libro? Vi è piaciuto o la pensate come me?
2/15/2015

Recensione: "L'Inganno delle Pagine Segrete" di John Harding

Buongiorno lettori,
Dopo un sacco di tempo vi lascio una recensione. In questi giorni proprio non riesco a leggere, continuo a perdere concentrazione D: spero che da Novembre la cosa cambi, perché ho davvero un sacco di libri da leggere! D:
La recensione che vi lascio oggi non sarà lunghissima, perché non ho ancora le idee chiare su questo libro.
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Titolo: L'Inganno delle Pagine Segrete
Autore: John Harding
Editore: Garzanti
Data di pubblicazione: 02 Ottobre 2014
Pagine: 272
Prezzo: 16,40€
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Trama:
L'istituto con le sue antiche torri svetta solitario sull'isola sferzata dal vento. Quella è l'unica casa che Jane conosce. Perché Jane, bellissima e silenziosa, non ricorda chi è. Non ricorda la sua età né da dove proviene. Non sa più leggere né scrivere. Ma quello che non ha dimenticato è che i libri hanno tutte le risposte. Nel buio e tetro edificio la sua stanza preferita è la biblioteca. Sente come uno strano richiamo che la attira verso quel luogo. Quel luogo in cui non può entrare. È proibito. Fino al giorno in cui arriva qualcuno in grado di aiutarla: il dottor Shepherd. L'uomo non crede nei metodi di cura crudeli e violenti usati dagli altri medici. Crede che i libri abbiano il potere di arrivare nel profondo delle persone. Il potere di far ritrovare sé stessi. Giorno dopo giorno i versi di Shakespeare e i romanzi di Charles Dickens fanno riaffiorare piccoli frammenti nella memoria di Jane. Circondata dalle pagine che ha sempre amato, è forte la tentazione di riportare in superficie il passato. Quel passato che deve essere messo a tacere. Deve stare attenta perché mentire non è più così semplice. Per nessuno. Nemmeno per il dottor Shepherd. La sua attenzione per Jane nasconde qualcosa di più oscuro. Eppure proprio lui è la sua unica salvezza. E quando fra i corridoi dell'istituto cominciano a riecheggiare rumori sinistri e avvengono morti misteriose, non c'è più tempo. I loro destini sono legati. L'uno ha bisogno dell'altra. Ma non è semplice affidare la propria vita nella mani di qualcuno se non ci si può fidare nemmeno di sé stessi. Dopo lo strepitoso successo internazionale della Biblioteca dei libri proibiti, per mesi in classifica in Italia, John Harding torna alle ambientazioni affascinanti e oscure che l'hanno fatto amare dal suo pubblico. L'inganno delle pagine segrete rapisce il lettore che, pagina dopo pagina, non sa più cosa è vero e cosa non lo è. Una storia in cui il buio riesce a dare vita alle ombre e le bugie trovano infiniti modi per rimanere nascoste. Un romanzo che mostra come a volte i libri siano l'unica strada per la libertà.


RECENSIONE
     Quando il dottor Shepherd sbarca sull'isola non sa bene cosa aspettarsi; di sicuro non si sarebbe mai immaginato che le pazienti del manicomio venissero 'curate' con metodi così violenti.
      Un giorno a cena si accorge di una ragazza che è diversa dalle altre, ha una scintilla negli occhi che le altre non hanno. Insieme a questa ragazza, Jane Dove, intraprende un piccolo viaggio. Ottiene il permesso di cercare di curare la giovane donna con la cura Morale, quindi niente di crudele come le altre 'pazze', ma utilizzando metodi gentili e soprattutto permettendole di uscire a passeggiare, di andare in biblioteca a sfogliare i libri e di avere una stanza molto più accogliente. Un giorno però venne dato un ultimatum a Shepherd e la giovane donna è costretta a mentire e a tenere il segreto. Ma in quel posto, non è il solo segreto da mantenere, e Shepherd lo sa meglio degli altri.
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Non è stato facile elaborare l'accaduto di questo libro e ancora non ne sono totalmente sicura.
E' la prima volta che leggo qualcosa di questo autore e devo dire che lo stile di narrazione non è niente male. E' molto chiaro e lineare e soprattutto, non annoia. Ciò che mi affascina di più dello stile di Harding è il modo in cui riesce a tenere il lettore sulle spine, perché arrivati ad un certo punto il lettore è confuso e non sa più nulla del racconto, non sa cosa è vero e cosa non lo è. 
La storia però mi è parsa molto confusa. L'idea di base non era male, ma doveva essere sviluppata in maniera differente. Arrivata a metà libro, io personalmente, non avevo assolutamente capito cosa stesse succedendo nel libro. Mi sono ritrovata davanti false ideantità, segreti nascosti e non capivo bene dove voleva andare a parare l'autore.
La fine del libro devo dire, mi ha lasciata spiazzata, tanto che per una decina di minuti sono rimasta con gli occhi fissi a rileggere cosa mi ero persa. Mi è sembrato però che le ultime 50 pagine sono state un po' frettolose, tutti questi cambi di piani, ma hanno dato l'impressione che l'autore avesse fretta di terminare il libro.
Il libro non l'ho disprezzato, ma pensavo di meglio da questo autore che ho sentito tanto acclamare.
Consiglio questo libro a chi ha voglia di farsi un giretto in un manicomio misterioso!

Tempo di lettura: 4 giorni

Cosa ne pensate, lettori? Siete d'accordo? O dovete ancora leggere questo libro?! (:
10/30/2014

Recensione: ^So Dove Sei^ di Claire Kendal

Titolo: So Dove Sei
Autore: Claire Kendal
Editore: Garzanti
Data di pubblicazione: 18 Settembre 2014
Pagine: 322
Prezzo: 16,40€
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Trama:
E' lui. Ancora lui. Sempre lui. Clarissa lo sa. Non c'è bisogno di ascoltare la segreteria telefonica. Di leggere l'ennesimo messaggio che lampeggia sullo schermo del cellulare. Di scartare i regali che continuano ad arrivare, indesiderati. Il suo volto, i suoi occhi sono dappertutto: qualsiasi cosa lei faccia, lui la sta guardando. Nulla, dopo quella notte, è più come prima. Quando Clarissa ha accettato di uscire a cena con Rafe, un collega dell'università, l'ha fatto un po' per cortesia, un po' per svagarsi. Mai avrebbe immaginato che quelle poche ore potessero stravolgere la sua esistenza. Soprattutto perché lei, di quella notte, non ricorda più nulla. Ma da allora qualcosa nel comportamento dell'uomo è cambiato, è sempre più assillante. Lo spazio intorno si è come svuotato, lasciandoli pericolosamente soli. L'unica via d'uscita sembra venire dalla convocazione a far parte della giuria di un processo. Clarissa deve isolarsi dal mondo esterno, rendersi irreperibile, negarsi a ogni contatto. Al sicuro tra le mura del tribunale, si sente protetta, riesce addirittura a farsi degli amici. Ma l'illusione dura poco. Rafe riesce a raggiungerla anche lì. E man mano che il caso su cui è chiamata a esprimere il proprio giudizio comincia a mostrare più di una somiglianza con quanto sta vivendo in prima persona, Clarissa si rende conto che se vuole liberarsi dalla paura deve controbattere colpo su colpo.


RECENSIONE
     Clarissa Bourne non ricorda niente a proposito di quella notte di novembre. Tutto ciò che ricorda è di essere stata all'anteprima del libro di un insegnante dell'università in cui lavora, un amico del suo ex fidanzato. Ricorda che stava bevendo del vino rosso, che ad un certo punto non si è più retta in piedi e che Rafe, lo scrittore, l'ha riaccompagnata a casa e per gentilezza l'ha invitato ad entrare per un caffé. Poi, il buio. La mattina successiva però si sveglia con dei segni sulle braccia e sulle caviglie e un strano fastidio intimo.
Capisce che tra loro due è successo qualcosa e pensa di essere stata drogata. 
     Giorno dopo giorno, Rafe continua a presentarsi a casa sua, alla stazione dei treni, la assilla telefonicamente, le lascia continuamente delle buste e delle lettere a casa e ogni tentativo di Clarissa di fargli capire che lei è stufa, che non lo vuole vedere, che non ci vuole avere niente a che fare, non servono mai a niente; il giorno dopo lui è sempre più assillante.
     Clarissa ha paura di confidarsi con chiunque a proposito di questa storia e non osa andare alla polizia a causa delle poche prove che ha contro di lui, a seconda di ciò che legge sugli opuscoli delle vittime di stalker.
     Ben presto, però viene a conoscenza che lei non è la prima ragazza 'vittima' di Rafe e della precedente non ci sono più traccie. Presa dalla paura e dallo sconforto decide di andare alla polizia e confessare tutto quanto. Sarà in grado la Polizia di fermare la follia di Race?
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E' stato un libro che mi ha catturato subito dalla trama. Mi aspettavo un romanzo che mi lasciasse con l'ansia addosso e più o meno così è stato, però non l'ho trovato tanto avvincente come speravo.
La storia mi è piaciuta abbastanza, ma talvolta l'ho trovata un po' noiosa e lenta.
Il racconto è diviso in due parti: per prima cosa c'è la narrazione normale, quella esterna, che ci narra le vicende di Clarissa come giurata (si è offerta come tale e per 12 settimane è impegnata in tribunale per un caso di stupro e altri reati gravi); la seconda parte è scritta in prima persona da Clarissa, una specie di Diario personale che tiene e annota tutto ciò che Rafe le regala, il modo in cui la pedina, il modo in cui la opportuna.
La figura di Rafe è davvero molto, anzi direi Troppo assillante. Non nel modo in cui le si avvicina, ma nel modo in cui le parla. Ogni volta che l'uomo apre bocca, termina la frase con il nome della povera Clarissa e questo mi ha disturbato moltissimo; talvolta mi faceva distogliere l'attenzione su quello che avevo appena letto.
Clarissa l'ho trovata decisamente coraggiosa, al posto suo non so come avrei reagito. L'unica cosa è che fino a 2/3 del libro non si è decisa ad andare alla Polizia e non si è confidata con nessuno, nonostante fosse entrata nella sua vita una persona della quale poteva decisamente fidarsi.
Ho trovato che ci fossero molte descrizioni che potevano essere ignorate e che disturbavano un po' l'attenzione.
Mi sarebbe piaciuto leggere qualcosa di più sulla ragazza precedente a Clarissa, magari inserire alla fine delle indagini della Polizia per farci sapere che cosa le era successo, ma questo è solo il mio parare.
Per farla breve il libro l'ho trovato un po' lento, ma alla fine non è stata una brutta lettura, anche se poteva essere molto di più.
Consiglio questo libro a chi ha voglia di stare un po' con il fiato sul collo.

Tempo di lettura: 3\4 giorni

Lo avete letto questo libro o avete preso in considerazione di farlo? (: Cosa ne pensate?
10/13/2014