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Chi ben comincia! #17

Rubrica a cadenza settimanale, ideata da Alessia del blog Il profumo dei libri e ha lo scopo di presentare, ad ogni appuntamento, l'incipit di un libro - già letto, in lettura o da leggere - in modo da capire se il libro possa o meno fare per noi.

Buongiorno lettori,
Oggi vi propongo un pezzo di prologo di un libro che muoio dalla voglia di leggere *o*
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Le regole della rubrica:
  • Prendete un libro qualsiasi contenuto nella vostra libreria;
  • Copiate le prime righe del libro (possono essere 10, 15, 20 righe);
  • Scrivete titolo e autore per chi fosse interessato.

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  Molti mi consideravano l’incarnazione di un mito, la personificazione di una magnifica leggenda, una favola. Alcuni mi giudicavano un mostro, una mutazione. Per mia grande sventura, una volta mi scambiarono per un angelo. Per mia madre ero tutto. Per mio padre, niente di niente. Per mia nonna ero la testimonianza vivente di amori perduti nel tempo. Ma io conoscevo la verità, l’avevo sempre saputa.
   Ero soltanto una ragazza.
   Venni alla luce come Ava Wilhelmina Lavender il 1° marzo 1944, a Seattle, in una notte particolarmente limpida. In seguito la mia nascita sarebbe stata ricordata per l’effetto che ebbe sugli uccelli della via dove abitavo: Pinnacle Lane. Mentre la giovane madre era in preda al travaglio, i corvi presero a raccogliere minuscoli noccioli di ciliegia con il becco e a gettarli contro le finestre della casa. I passeri si posavano sulla testa delle donne strappando ciocche di capelli da intrecciare ai loro nidi. Gli uccelli notturni si radunavano nei prati a mangiare chiassosamente, le grida delle loro prede in tutto e per tutto simili a quelle di mia madre. Al crepuscolo, subito prima di scivolare in un sonno profondo con l’aiuto di un’infermiera e di una siringa, mia madre spalancò gli occhi e vide enormi ali calare dal soffitto e sfiorarle il volto con le loro estremità di seta.
   Appena nata, le infermiere mi portarono fuori dalla sala parto per esaminare un particolare che in seguito fu definito, su un’anonima cartella clinica, semplicemente come una «lieve anomalia fisica». Di lì a poco una folla di devoti si radunò alla luce delle finestre dell’ospedale, reggendo candele e cantando inni di lode e di timore. E tutto perché alla nascita avevo aperto gli occhi e poi spiegato le mie ali screziate, avvolgendomele intorno come un soffice guscio.
   Almeno così pare.

Oddio voglio leggerlo, adesso! Cosa ve ne pare? (:
11/06/2014

Chi ben comincia! #16

Rubrica a cadenza settimanale, ideata da Alessia del blog Il profumo dei libri e ha lo scopo di presentare, ad ogni appuntamento, l'incipit di un libro - già letto, in lettura o da leggere - in modo da capire se il libro possa o meno fare per noi.

Buongiorno lettori :D
Oggi vi propongo l'inizio di un libro che uscirà il 23 Ottobre per Corbaccio!
Sto parlando de...
Il Libro dei Ricordi Perduti di Louise Walters
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Le regole della rubrica:
  • Prendete un libro qualsiasi contenuto nella vostra libreria;
  • Copiate le prime righe del libro (possono essere 10, 15, 20 righe);
  • Scrivete titolo e autore per chi fosse interessato.

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8 febbraio 1941
   Mia cara Dorothea,
   in tempo di guerra la gente si dispera. Non siamo più gli stessi. La verità è che vi amo e mi duole confessarlo soltanto ora. Anche voi mi amate. Non dimenticherò mai le vostre carezze sulla testa e sul collo quando credevate stessi dormendo. Gesti d’amore mai più sognati. Nessuno mi toccherà mai così. Lo so. È una cosa che perdo.
   Perdonatemi, Dorothea, per non potervi perdonare. Quello che fate a questo bambino, a sua madre, è sbagliato. È fuori luogo, come me, costretto a lasciare la mia terra forse per non farvi più ritorno. Nemmeno voi potrete tornare se continuerete su questa strada. Lo farete. Eppure sareste ancora in tempo per rimediare. Ma so che non rimedierete. La vostra anima sarà perduta per sempre. Vi prego di credermi. Accogliere qualcuno tra le braccia significa perdere qualcun altro. Non posso accettarlo. Voi sapete perché.
   Non mi fa piacere scrivervi queste parole. In verità sto piangendo. Alla fine di questa guerra, e ci sarà una fine, avremmo potuto costruirci un futuro insieme. Passare il resto della mia vita con voi è diventato il mio unico desiderio, il mio unico sogno. Quando mi sono allontanato in bicicletta dopo avervi vista per la prima volta, sapevo già che per me eravate importante come l’acqua. Sapevo che sarebbe stato per sempre, al di là del tempo che non ci sarà più. Ho pensato di sposarvi pochi minuti dopo avervi conosciuta. Ma non sarà così. Siete una donna onorevole, ma quello che state facendo non lo è. Vi impegnate tanto per fare del bene, eppure fate del male a voi stessa, attirando il disonore su di voi. Non so esprimermi bene per iscritto ma voi capirete. Mia cara, meravigliosa Dorothea, malgrado tutto la nostra amicizia deve finire qui. Vi auguro ogni gioia.
   Vostro, Jan Pietrykowski.
   (Ho trovato questa lettera in un’edizione del 1910 di I progressi del bambino. Dalla valle della distruzione alla gloria eterna. Ho messo il volume sulla scrivania di Philip per farglielo prezzare e ora è in vendita tra i libri antichi alla modica cifra di £ 15.)

Cosa ne pensate di quest'inizio? (:
10/16/2014

Chi ben comincia! #15

Rubrica a cadenza settimanale, ideata da Alessia del blog Il profumo dei libri e ha lo scopo di presentare, ad ogni appuntamento, l'incipit di un libro - già letto, in lettura o da leggere - in modo da capire se il libro possa o meno fare per noi.

Buongiorno lettori :D
dopo due giorni di sveglia presto, finalmente sono riuscita a dormire! Oh, quanto mi è mancato dormire, svegliarmi e non avere sonno *-*
Questo pomeriggio dovrò andare ad una 'selezione' per un corso di formazione, ma so già che non ho possibilità! Su un massimo di 60 partecipanti, ne scelgono 18 e, ovviamente, danno la precedenza ai minorenni! Perché se sei maggiorenne non hai diritto ad essere istruito per un mestiere, no?!
Che rabbia!
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Le regole della rubrica:
  • Prendete un libro qualsiasi contenuto nella vostra libreria;
  • Copiate le prime righe del libro (possono essere 10, 15, 20 righe);
  • Scrivete titolo e autore per chi fosse interessato.
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Lunedì 2 febbraio, ore 7.45
    Sei tu. Ovvio che sei tu. Sei sempre tu. Qualcuno mi raggiunge da dietro, mi volto e ti vedo. Sapevo che saresti stato tu, eppure perdo comunque l’equilibrio sulla neve ghiacciata. Mi rimetto in piedi a fatica. Sulle mie calze sono comparse macchie bagnate all’altezza delle ginocchia. Ho le muffole fradice.
    Qualsiasi persona di buonsenso, se potesse, in una mattina gelida come questa starebbe a casa, invece tu no. Tu sei fuori a fare una passeggiatina. Allunghi una mano per aiutarmi e mi chiedi se mi sono fatta male, ma io faccio un passo indietro, riuscendo in qualche modo a non cadere di nuovo.
    Devi avermi tenuto d’occhio da quando sono uscita di casa. Non riesco a fare a meno di chiederti che cosa ci fai qui, anche se sono sicura che la tua risposta non sarà sincera.
    Sbatti le palpebre veloce, come ti capita di fare spesso quando sei nervoso. «Stavo solo facendo due passi, Clarissa.» Non importa che tu abiti in un paese a otto chilometri di distanza. Le tue labbra impallidiscono. Le mordi, come se intuissi che hanno perso il loro già tenue colore e cercassi di farvi affluire di nuovo il sangue. «Venerdì ti sei comportata in modo strano al lavoro, Clarissa: te ne sei andata all’improvviso mentre stavamo parlando. L’hanno detto tutti.»
    Mi viene voglia di gridare, sentendoti pronunciare continuamente il mio nome. Il tuo è diventato orribile per me. Cerco di tenerlo fuori dalla mia testa, come se così facendo potessi tenerti in qualche modo fuori dalla mia vita. Ma lui continua a insinuarsi dentro. Vi irrompe come una furia. Insistente. Proprio come te.

Cosa ne pensate di quest'inizio? (:
10/02/2014

Chi ben comincia! #14

Rubrica a cadenza settimanale, ideata da Alessia del blog Il profumo dei libri e ha lo scopo di presentare, ad ogni appuntamento, l'incipit di un libro - già letto, in lettura o da leggere - in modo da capire se il libro possa o meno fare per noi.

Buongiorno lettori :D
prima di iniziare, vorrei dirvi qualcosina. Domani dovrei pubblicare la rubrica sulle serie TV, ma non credo di pubblicarla siccome in due settimane non ho terminato nessuna serie :S sono una frana lo so! In compenso domani credo di pubblicare la mia rubrica preferita: OMG; you arived! *o* è da un po' che non vi mostro i miei ultimi arrivati, quindi preparatevi (spero che domani arrivino gli ultimi!)
Comunque... oggi torno con questa rubrica e vi mostro le prime righe di un prologo. Un prologo di un libro che ho comprato qualche mese fa, ma che non ho ancora trovato il tempo di leggere. Sto parlando di... Warm Bodies**
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Le regole della rubrica:
  • Prendete un libro qualsiasi contenuto nella vostra libreria;
  • Copiate le prime righe del libro (possono essere 10, 15, 20 righe);
  • Scrivete titolo e autore per chi fosse interessato.
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   Sulla sponda del fiume giace un corpo senza vita. La foresta lo osserva. Nubi dorate vagano nel cielo rosato, corvi sfrecciano tra gli alberi. Pini e cedri incombono scuri sul cadavere come spettatori morbosi, mentre nell’erba selvatica minuscole creature viventi strisciano attorno al suo volto, impazienti di mangiarlo e restituirlo alla terra. Il brusio che emettono si confonde col rumore del vento, con le grida degli uccelli e il ruggito del fiume che ne laverà via le ossa. La natura è affamata. È pronta a riprendersi ciò che l’uomo le ha rubato vivendo.
   Ma l’uomo apre gli occhi.
   Fissa il cielo. Avverte un vago impulso: muoviti. E così si mette a sedere. Ha gli occhi aperti, eppure non vede nulla. Percepisce solo una massa indistinta, senza sapere che è indistinta: non ha mai visto in maniera nitida.
   Questo è il mondo, pensa. Il mondo è soffice.
   Passano le ore. I suoi occhi ricordano come mettere a fuoco e all’improvviso tutto diventa affilato. Coltelli. Denti. Vetri rotti. Pensa che preferiva il mondo quando era soffice. Quando non riusciva a vedere ciò che conteneva.
   Al suo fianco giace una donna. È bella, capelli chiari e setosi imbrattati di sangue. Gli occhi azzurri riflettono il cielo, le lacrime si asciugano rapidamente sotto il sole infuocato. L’uomo si gira verso di lei, studia quel volto attraente e il buco di proiettile che ne attraversa la fronte. Per un attimo prova una sensazione che non gli piace: i suoi lineamenti si piegano all’ingiù, gli occhi bruciano. Poi la sensazione svanisce. Si alza in piedi. La pistola gli scivola dalla mano flaccida e finisce a terra. Comincia a camminare.

Ho sempre più voglia di leggerlo! Ovviamente, prima di iniziare Warm Bodies, leggerei questo prologo magnifico! Devo assolutamente trovarci un po' di tempo *3*
9/25/2014

Chi ben comincia! #13

Rubrica a cadenza settimanale, ideata da Alessia del blog Il profumo dei libri e ha lo scopo di presentare, ad ogni appuntamento, l'incipit di un libro - già letto, in lettura o da leggere - in modo da capire se il libro possa o meno fare per noi.

Buongiorno lettori :D
oggi niente libri inediti in Italia! Oggi vi prensento le prime righe di un libro uscito qualche giorno fa per Garzanti. Il libro di cui sto parlando è Il Libro delle Verità Nascoste di Hansen Amy Gail.
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Le regole della rubrica:
  • Prendete un libro qualsiasi contenuto nella vostra libreria;
  • Copiate le prime righe del libro (possono essere 10, 15, 20 righe);
  • Scrivete titolo e autore per chi fosse interessato.
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   Durante la nostra prima seduta, Gwen non avrebbe potuto essere più esplicita: dovevo smetterla di leggere libri su donne o di donne che si erano uccise.
   Un’ossessione malsana, ecco come la definiva la mia psicologa, e io ero incline a condividere la diagnosi di Gwen. Dopotutto non c’era altra spiegazione logica per la serie di eventi che mi avevano condotta nel suo studio. I fantasmi non esistono e io non avevo preso funghi allucinogeni. Non avevo un tumore al cervello. Mi ero rassegnata al fatto che ciò che avevo visto e fatto fosse una conseguenza di uno stato mentale compromesso.
   Come altre scrittrici prima di me, ero impazzita e basta.
   Un tardo pomeriggio di dicembre uscii dallo studio di Gwen con un ritrovato interesse per la libreria che avevo in camera da letto.
   Una stanza tutta per sé di Virginia Woolf fu il primo a sparire, seguito dalla Campana di vetro di Sylvia Plath, dalla Tappezzeria gialla di Charlotte Perkins Gilman e dal Risveglio di Kate Chopin. Anche Hemingway si prese una bella batosta. In effetti, qualsiasi titolo mi ricordasse anche vagamente un disturbo mentale finì nello scatolone delle donazioni, compresi romanzi all’apparenza innocui come Jane Eyre. Potevo permettere che la pazza della soffitta se ne stesse in agguato sugli scaffali della libreria?
   Ma fu tutto inutile: i libri, gli antidepressivi, le sedute di psicoterapia con Gwen. Persino il tempo, che cura tutte le ferite, risultò inefficace. Dieci mesi dopo, il mio passato non distava da me più di un pensiero, un respiro, un battito del cuore.
   Infine, quella particolare sera di ottobre bussò letteralmente alla porta di casa mia.

Bene lettori, questa sarà una mia prossima lettura! Voi cosa ne pensate?! (:
9/11/2014

Chi ben cominicia! #12

Rubrica a cadenza settimanale, ideata da Alessia del blog Il profumo dei libri e ha lo scopo di presentare, ad ogni appuntamento, l'incipit di un libro - già letto, in lettura o da leggere - in modo da capire se il libro possa o meno fare per noi.

Buongiorno lettori :D
Oggi per voi ho scovato questo libro!, vi lascio la scheda sotto spoiler!
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Le regole della rubrica:
  • Prendete un libro qualsiasi contenuto nella vostra libreria;
  • Copiate le prime righe del libro (possono essere 10, 15, 20 righe);
  • Scrivete titolo e autore per chi fosse interessato.
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   Se quel giorno mi aveste chiesto se fossi in grado di mentire, tradire, rubare e uccidere, vi avrei risposto ‘assolutamente no’. Ho raccontato delle bugie innocue ai miei genitori per impedire di mettermi nei guai. E, certo, ho preso in prestito qualche risposta per il test di chimica da Lola. (Chi se ne importa se U sta per uranio e che il suo numero sulla tavola periodica è il novanta-due?!) Ho anche preso in prestito da un supermercato un Kit-Kat quando avevo 7 anni, ma non ho mai ucciso. Non è possibile.
    Ma adesso ho consapevolmente e volontariamente commesso tutti questi spaventosi e orribili atti - dal mentire all’uccidere. Non sono fiera di questo. Ho imparato che sopravvivere non è poi tanto facile quanto sembra. Se sopravvivi, hai avuto modo di sopravvivere con i sensi di colpa, e questo più difficile che guardare qualcuno negli occhi e spingere il pugnale. Fidatevi di me. Li ho fatti entrambi. L’assoluzione prende molte vite.

L'inizio non è che sia poi così bello, però questo libro continuo a volerlo leggere!
Cosa ne pensate? (:
9/04/2014

Chi ben cominicia! #11

Rubrica a cadenza settimanale, ideata da Alessia del blog Il profumo dei libri e ha lo scopo di presentare, ad ogni appuntamento, l'incipit di un libro - già letto, in lettura o da leggere - in modo da capire se il libro possa o meno fare per noi.

Buongiorno lettori :D
come state? Io non sto affatto bene. Il mio ragazzo mi ha attaccato il mal di gola. Ma si può?! A fine agosto devo avere il raffreddore?! Spero che mi passi per il 6 settembre che dovrei andare a Gardaland :((
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Le regole della rubrica:
  • Prendete un libro qualsiasi contenuto nella vostra libreria;
  • Copiate le prime righe del libro (possono essere 10, 15, 20 righe);
  • Scrivete titolo e autore per chi fosse interessato.
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   Il mio vestito è nero e mi pure, lo odio. Vorrei togliermelo di dosso e prendere a calci zia Ellen per avermelo fatto indossare. Ed è corto, le mie gambe si allungano troppo sotto l’orlo. Non l’ho indossato mai in due anni, da quando avevo nove anni, lo odiavo, e lo odio anche adesso.
   Il vestito di Annie è stupido quanto il mio, ma almeno lei non può vedere quanto sembriamo ridicole. Io invece posso. Non voglio essere imbarazzata oggi. Oggi è un giorno per essere tristi. Ma io sono triste e imbarazzata e a disagio, anche.
    Oggi avrebbe dovuto piovere. Si suppone che ai funerali piova. Io voglio la pioggia, ma il sole batte forte e mi fa male agli occhi e tutto è nitido e luminoso come se il mondo non fosse consapevole che la terra si sta inghiottendo i miei genitori.
    I miei genitori. I miei… genitori. Mamma e Papà.
    Annie piange delicatamente accanto a me, la sua testa piegata così bassa che siamo quasi alla stessa altezza. Sono felice che lei non possa vedere tutto questo, non può vedere le bare, non può vedere i tappetini di finta erba attorno a loro.
    Allungo la mano e afferro la mano di Annie. La strigo sempre più forte perché adesso lei è sotto la mia responsabilità, e di nessun altro. Mi prenderò cura di lei, lo prometto ai miei genitori. Mi prenderò cura di lei.

L'inizio non è che sia poi così bello, però questo libro continuo a volerlo leggere!
Cosa ne pensate? (:
8/28/2014

Chi ben comincia! #10

Rubrica a cadenza settimanale, ideata da Alessia del blog Il profumo dei libri e ha lo scopo di presentare, ad ogni appuntamento, l'incipit di un libro - già letto, in lettura o da leggere - in modo da capire se il libro possa o meno fare per noi.

Buongiorno lettori :D
come state? Ieri vi ho pubblicato la recensione di un libro che ho amato quindi non volendo intasare il blog ho deciso di spostare questa rubrica ad oggi (:
Come al solito vi ho tradotto il primo capitolo di un libro inedito nel nostro paese, spero vi faccia piacere!
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Le regole della rubrica:
  • Prendete un libro qualsiasi contenuto nella vostra libreria;
  • Copiate le prime righe del libro (possono essere 10, 15, 20 righe);
  • Scrivete titolo e autore per chi fosse interessato.
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    Jacob Fielding si trovava in una piccola stanza e fissava un corpo. Era il corpo di una persona morta, una persona che avrebbe potuto salvare, ma ha scelto di non farlo. L’aveva lasciata morire, perché a suo avviso era la cosa giusta da fare.
     Guardò in silenzio, sentendo l’aria nel suoi polmoni e cercando di stare calmo. Cosa avrebbe fatto adesso? Avrebbe potuto spiegare? Le persone non avrebbero capito. Avrebbero detto che era una assassino.
   Il corpo non si posse nei sette minuti in cui Jacob lo fissò, ma emise dei suoni spiacevoli che difficilmente potrà cancellare dalla sua memoria.
   “Tutti noi suoniamo lo stesso motivo, prima o poi,” diceva sempre il migliore amico di Jacob. “La sinfonia nera della morte.”
   Milo Coffin con i capelli tinti e l’umorismo nero. Lui tra tutte le persone lo avrebbe saputo.
   Jacob prese l’accendino Zippo dalla tasca del cadavere e lo accese, cercando una distrazione. Sentì lo sferragliare del metallo e della carta vetrata tintinnare e vide il fuoco prendere vita.
   Tenne la fiamma sotto le sue dita e sperò di bruciare, ma non successe.
   Jacob Fielding iniziò a credere che la morta era la sua amica più intima. Era lì quando si guardò allo specchio la mattina, lì quando ha scritto e parlato e si è addormentato. La morte lo osservava sempre, cercando di decidere se il suo tempo era giunto.
   Jacob era un esperto nel suo campo, e la morte era il suo soggetto.
   Era il nemico che aveva imparato ad amare.

Allora, non conoscevo questo libro prima di ieri .-. ma mi incuriosisce (: Voi che ne pensate? (:
8/22/2014

Chi ben comincia #9

Rubrica a cadenza settimanale, ideata da Alessia del blog Il profumo dei libri e ha lo scopo di presentare, ad ogni appuntamento, l'incipit di un libro - già letto, in lettura o da leggere - in modo da capire se il libro possa o meno fare per noi.

Buongiorno lettori :D
in questo momento io sono immersa nell'acqua di una piscina, oppure sono su uno scivolo acquatico, non lo so ancora! Però ho pensato anche a voi e ho programmato questo post v.v
Il libro di cui vi parlo oggi è un libro inedito in Italia.
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Le regole della rubrica:
  • Prendete un libro qualsiasi contenuto nella vostra libreria;
  • Copiate le prime righe del libro (possono essere 10, 15, 20 righe);
  • Scrivete titolo e autore per chi fosse interessato.
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   Una notte d’estate mi addormentai, sperando che il mondo sarebbe cambiato al mio risveglio. In mattinata, quando ho aperto gli occhi, il mondo era uguale. Ho lanciato le lenzuola e stetti sdraiato con il calore che entrava dalla finestra aperta.
   La mia mano raggiunse il quadrante della radio. C’era la canzone “Alone”. Che schifezza, “Alone”, una canzone suonata da un gruppo chiamato Heart. Non è la mia canzone preferita, né tanto meno il mio gruppo preferito. Nemmeno il mio genere preferito. “Tu non sai quanto tempo…”
   Avevo quindici anni.
   Ero annoiato.
   Ero triste.
   Per quanto mi riguarda, il sole avrebbe potuto sciogliere il blu proprio oltre il cielo. Poi il cielo sarebbe stato triste quanto lo ero io.
   Il DJ stava dicendo cose ovvie, con fare annoiato, cose tipo, “E’ estate” E’ caldo fuori da qui!” E poi ha messo quella sintonia Lone Ranger, qualcosa che gli piaceva suonare tutte le mattine, perché pensava che fosse un buon modo per svegliare le persone nel mondo. “Hi-yo, Silver!” Chi ha assunto questo ragazzo? Mi stava uccidendo. Penso che, come abbiamo ascoltato William Tell Overture, avremmo dovuto immaginare il Lone Ranger e Tonto cavalcare i propri cavalli nel deserto. Forse qualcuno avrebbe detto a quel ragazzo che tutti noi avevamo più di dieci anni. “Hi-yo, Silver!” Maledizione. La voce del DJ era di nuovo in onda: “Sveglia, El Paso! E’ lunedì 15 giugno 1987! 1987! Ci credete? E un gran ‘Buon Compleanno’ va proprio a Waylon Jennings, che ha compiuto quindici anni” Waylon Jennings? Questa è una stazione rock, dannazione! Ma poi ha detto qualcosa che ha accennato il fatto che potrebbe avere un cervello. Ha raccontato la storia di come Waylon Jennings è sopravvissuto all’incidente aereo del 1959, che ha ucciso Buddy Holly e Richie Valens. Dopo questo, ha messo su il remake di “La Bamba” di Los Lobos.
   “La Bamba.” Potrei anche sopportarla.
   Ho picchiettato i piedi sul pavimento di legno. Non appena ho iniziato a muovere la testa a ritmo con la musica, ho iniziato a quello che potrebbe aver pensato la testa di Richie Valens prima che l’aereo si fosse schiantato al suolo. Hey Buddy! La musica è finita.

So che il libro è piaciuto moltissimo, ma sinceramente da questo primo capitolo non mi è arrivato niente! Voi cosa ne pensate?! (:
8/14/2014

Chi ben comincia #8

Rubrica a cadenza settimanale, ideata da Alessia del blog Il profumo dei libri e ha lo scopo di presentare, ad ogni appuntamento, l'incipit di un libro - già letto, in lettura o da leggere - in modo da capire se il libro possa o meno fare per noi.

Buongiorno lettori :D
anche questa settimana vi traduco il prologo di un libro non uscito da noi, purtroppo! Ci sto prendendo gusto a tradurre, é un fantastico allenamento!
Come la volta scorsa, non ho già letto il prologo quindi è la prima volta anche per me!
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Le regole della rubrica:
  • Prendete un libro qualsiasi contenuto nella vostra libreria;
  • Copiate le prime righe del libro (possono essere 10, 15, 20 righe);
  • Scrivete titolo e autore per chi fosse interessato.
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   Qualche volta, quando Ana era sul punto di addormentarsi, riusciva a sentire il suono dei passi lungo il corridoio della scuola; percepiva la presenza sua migliore amica Tamsin accanto a lei - una vicina e calda presenza come l’impronta su un letto su cui ci si ha appena dormito; ha visto il Salone dell’auto davanti alla scuola, mettere all’esterno una busta bianca che brillava attraverso uno dei loro sedili di pelle, sussurrando il suo nome, il nome della sua malattia.
    Di certo non è ciò che è accaduto davvero. Iniziò tutto poco meno di tre anni fa, quando Ana stava nella sua piccola casa economica, con i suoi occhiali dalle grandi lenti appoggiati sulla punta del naso con fare ironico; non avrebbe mai potuto immaginare che stavano arrivando proprio per lei. Ma qualche volta, nel crepuscolo tra la veglia e il sonno, lei vide tutto. Come se una parte di lei fu rimasta imprigionata nel passato, consapevole dei fili che sono stati intrecciati insieme, serrando la loro presa attorno a lei creando un momento sconvolgente che avrebbe cambiato tutto.

Che ne pensate di questo prologo?! E' un tantino confuso secondo me, ma la trama è molto bella!
8/07/2014

Chi ben comincia #7

Rubrica a cadenza settimanale, ideata da Alessia del blog Il profumo dei libri e ha lo scopo di presentare, ad ogni appuntamento, l'incipit di un libro - già letto, in lettura o da leggere - in modo da capire se il libro possa o meno fare per noi.

Buongiorno lettori :D
la scorsa settimana non ho pubblicato nulla di questa rubrica, ma questa settimana torna, anche se con un giorno di ritardo!
Oggi ho deciso di tradurre il prologo di un libro ancora non arrivato qui in Italia. Non l'ho ancora letto, quindi scoprirò cosa succede mentre lo traduco per voi.
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  • Scrivete titolo e autore per chi fosse interessato.
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   Sono nata nella notte di Samhain, quando le barriere tra i mondi è sottile e quando la magia, l’antica magia, suona il suo canto dolce e inebriante a chiunque lo voglia ascoltare. Mia madre ha lottato tutta la notte, e quando finalmente mi ha portato alla luce, mia nonna aleggiava su di me, torcendo le sue dita in forme misteriose, mormorando parole in una lingua che solo lei conosce.
   — Che c’è? — ansimò mia madre, girando la testa sul cuscino. — Cosa c’è che non va? —
    Finalmente mia nonna rispose con voce trionfante. — Tua figlia sarà una delle più potenti che abbiamo mai visto in questa famiglia. Sarà un punto di riferimento per tutti noi. —
    Mi domando sempre come mia sorella maggiore, Rowena, che era nella stanza al momento di tale dichiarazione abbia reagito. Nessuno ha pensato di verificare questa parte della storia, ma mi sarebbe davvero piaciuto assaporare un momento in cui io, e non Rowena, fossi stata il sole e la luna e le stelle messe insieme. Hanno detto che non ho pianto alla nascita, non ho fatto un rumore, ma ho aperto immediatamente gli occhi e li ho guardati con sguardo calmo e tranquillo.
    — Come se lei avesse già visto molto — sussurrò mia madre, toccandomi prima le dita e poi il viso. Beh, se ho visto qualcosa, l’ho dimenticato da tempo, e per quanto riguarda ciò che disse mia nonna, è stato scordato anche quello. O non scordato, ma definitivamente scartato. Anche adesso, diciassette anni dopo, mi ritrovo lo sguardo di mia madre addosso e so che sta pensando come ha potuto perdere il figlio che le era stato promesso e avuto me al suo posto. Mi domando anche se mia nonna richiama mai alla memoria le sue parole: una delle più potenti… un punto di riferimento. Strano. La storia è stata raccontata per molte volte nelle previsioni fino al mio ottavo compleanno. Poi, l’intera famiglia riunita a cantare, mentre mia madre accendeva le otto candele, quattro a rappresentare gli elementi della terra e quattro le direzioni; poi hanno guardato verso di me, alcuni apertamente, mentre alcuni con fare furtivo.
    E cos’ho fatto? Nulla. Di. Nulla. Niente di quello avrei dovuto fare, comunque.
    Dopo un po’, mi sono stancata di tutti coloro che mi guardavano, e loro anche si sono stancati di guardarmi, così sono andata in giro a spegnere tutte le candele, prendendo conforto nella penombra e mangiando fette di torta con glassa di zucchero. Alla fine tutti se ne andarono a casa. Vengo da una famiglia di streghe. Ogni membro della mia famiglia, fino al mio cugino più giovane, manifesta il suo particolare Talento, senza mai perdere un colpo, e sicuramente non oltre la soglia d’età degli otto anni.
    Eccetto me. Nove anni sono passati da quel compleanno e non ho nulla da mostrare. Non una goccia, non mezza goccia, nemmeno un quarto della metà di quella goccia di quella magia che mi scorre nelle vene. Quanto a quello che ha detto mia nonna su di me - una delle più potenti streghe… un punto di riferimento, etc., etc., etc. Tutto questo sta a dimostrare che, diversamente alle credenze popolari, anche le streghe più vecchie e saggie possono morire nel torto.

Che ne pensate di questo prologo?! Non so voi, ma a me piace abbastanza da invogliarmi a leggere il seguito (anche se è in lingua D:)!
7/25/2014

Chi ben comincia #6

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Buongiorno lettori :D
eccomi con un'altra puntata di questa rubrica (:
Vi inserisco l'incipit del libro che ho inizierò oggi e che promette bene *-*
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  • Prendete un libro qualsiasi contenuto nella vostra libreria;
  • Copiate le prime righe del libro (possono essere 10, 15, 20 righe);
  • Scrivete titolo e autore per chi fosse interessato.
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   Resta così poco tempo.
   — Tieni, prendi questo. — Mi stringe la mano intorno al medaglione, che pulsa come se avesse un battito proprio, emanando un lieve bagliore bianco. — Mi dispiace di averti messo in pericolo.
   — Rifarei tutto un’altra volta — gli dico. — Mille volte.
   Lui mi bacia, prima piano e poi con un’intensità tale che riesco a malapena a respirare. La pioggia cade ovunque, ci inzuppa, goccia nei canali che serpeggiano per la città calda e buia. Il suo petto si alza e si abbassa contro il mio. Il rumore delle sirene e degli spari riverbera tra gli edifici cadenti e impregnati d’acqua.
   La mia famiglia si sta avvicinando.
    — Vai, Aria — m’implora lui. — Prima che arrivino.
   Ma i loro passi sono già dietro di me. Le loro voci mi risuonano nelle orecchie. Le loro dita affondano nelle mie braccia e mi trascinano via.
   — Ti amo — sussurra lui.
   Poi lo prendono. Io grido, cercando di oppormi. Ma è troppo tardi.
   Mio padre emerge dall’ombra e mi punta alla testa la canna della pistola.
   Dentro di me, qualcosa va in frantumi.
   L’ho sempre saputo che questa storia mi avrebbe spezzato il cuore.

Dunque questo è solo il Prologo e mi piace moltissimo! Che ne pensate? Vorreste leggerlo anche voi? :DD
7/10/2014

Chi ben comincia #5

Rubrica a cadenza settimanale, ideata da Alessia del blog Il profumo dei libri e ha lo scopo di presentare, ad ogni appuntamento, l'incipit di un libro - già letto, in lettura o da leggere - in modo da capire se il libro possa o meno fare per noi.

Buongiorno lettori :D
eccomi con un'altra puntata di questa rubrica (:
Ho deciso di inserire l'incipit di questo libro che ho letto la scorsa estate prendendolo in biblioteca. E' un libro che ho amato tantissimo, come i due libri che lo seguono. Sto pensando di acquistarli e rileggierli perché davvero mi sono piaciuti moltissimo. Spero lo troviate interessante!
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Le regole della rubrica:
  • Prendete un libro qualsiasi contenuto nella vostra libreria;
  • Copiate le prime righe del libro (possono essere 10, 15, 20 righe);
  • Scrivete titolo e autore per chi fosse interessato.
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[...]
   «David? Sei tu?» «Sì. Sei tornata prima», esclamò lui. «Come mai?» Dalla cucina giunse la risposta. «La mia deposizione è stata rinviata.» Non appena udì la voce di David, il cane arrivò correndo come un razzo da una stanza per gli ospiti collocata nella parte opposta dell'appartamento. Le zampette scivolarono sul marmo, e il barboncino finì per cozzare contro il muro come un giocatore di hockey. «Bloomberg!» esclamò David. «Come sta il mio piccino?» Mise giù la valigetta e prese in braccio il batuffolo bianco, che gli leccò la faccia con la guizzante lingua rosa, mentre agitava freneticamente la coda mozza. «Non fare pipì sulla cravatta di papi, eh? Non farlo. Bravo, bravo. Tesoro, Bloomie ha fatto la sua passeggiata?»
   «Pete ha detto che Ricardo lo ha portato a spasso alle quattro.»
   David mise giù il cane e andò a prendere la posta, smistandola in varie pile come faceva sempre, in modo quasi ossessivo: le fatture, gli estratti conto, la pubblicità, la posta personale, i cataloghi di lui, i cataloghi di lei, le riviste, una cartolina... Una cartolina? Una semplice cartolina bianca col suo nome e con l'indirizzo scritti in caratteri neri. La girò.
   C'era una data: 22 maggio 2009. E, accanto, c'era un'immagine che lo turbò: il profilo inconfondibile di una bara, alta un paio di centimetri, disegnata a penna. «Helen! Hai visto questa?»
   La moglie lo raggiunse, impeccabile in un tailleur Armani turchese chiaro, con un doppio giro di perle coltivate appoggiato sul décolleté, a fare pendant con gli orecchini di perle che spuntavano da sotto i capelli perfettamente acconciati. Una bella donna, chiunque sarebbe stato d'accordo. «Visto cosa?» domandò. «Questa.» Lei esaminò la cartolina. «Chi l'ha spedita?» «Non c'è firma.» «Il timbro postale è di Las Vegas. Conosci qualcuno laggiù?» «Mah, non lo so. Ho qualche rapporto di affari... Così, su due piedi, non mi viene in mente nessuno.» «Forse è una promozione, una di quelle 'pubblicità civetta'», ipotizzò lei, restituendogli la cartolina. «Vedrai che domani, con la posta, arriverà qualcos'altro che la spiegherà.» Sì, era plausibile. Sua moglie era intelligente e di solito aveva un grande intuito. Eppure... «È di cattivo gusto. Una dannata bara. Dai, su, per favore...»
   >«Non arrabbiarti. Siamo tutti e due a casa a un orario civile. Non è fantastico? Ti va di andare da Tutti's?» Lui posò la cartolina sulla pila di pubblicità e le agguanto il sedere. «Prima o dopo essercela spassata?» domandò, sperando che la risposta fosse: «Dopo».
[...]

Mi sono dilungata un po' troppo lo ammetto v.v Allora cosa ne pensate? Avete mai pensato di leggerlo o l'avete già fatto?
7/03/2014

Chi ben comincia #4

Rubrica a cadenza settimanale, ideata da Alessia del blog Il profumo dei libri e ha lo scopo di presentare, ad ogni appuntamento, l'incipit di un libro - già letto, in lettura o da leggere - in modo da capire se il libro possa o meno fare per noi.

Buongiorno lettori :D
oggi non sapevo se pubblicare o meno una puntata di questa rubrica perché non mi sentivo molto ispirata; però stavo guardando i miei libri già letti e il mio occhio si è puntato su un libro che ho amato moltissimo e si può dire che è grazie a quello se la mia passione per la lettura si è accesa (:
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Le regole della rubrica:
  • Prendete un libro qualsiasi contenuto nella vostra libreria;
  • Copiate le prime righe del libro (possono essere 10, 15, 20 righe);
  • Scrivete titolo e autore per chi fosse interessato.
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   C'erano solo due categorie di persone nella nostra cittadina: gli stupidi e gli ingabbiati. Così mio padre aveva affettuosamente classificato i nostri compaesani. «Quelli che sono costretti a restare o sono troppo stupidi per andarsene. Tutti gli altri trovano una via d'uscita.» Era chiaro a quale categoria appartenesse lui, ma non avevo mai avuto il coraggio di chiedergli perché. Mio padre era uno scrittore e noi vivevamo a Gatlin, Carolina del Sud, perché gli Wate erano lì da sempre, da quando il mio bis-bis-bis-bis-bisnonno, Ellis Wate, aveva combattuto e perso la vita sull'altra riva del fiume Santee, durante la Guerra Civile.
   Ma la gente di qui non amava definirla Guerra Civile. Chi aveva meno di sessantanni preferiva l'espressione Guerra tra gli Stati, mentre chi ne aveva di più la chiamava Guerra d'Aggressione Nordista, come se fosse stato il Nord a spingere il Sud alla guerra per qualche balla di cotone scadente. Tutti, quindi, le davano una connotazione, tranne la mia famiglia. Noi la chiamavamo Guerra Civile.
   Una ragione in più per cui non vedevo l'ora di andarmene.
   Gatlin non era una di quelle tipiche cittadine americane che si vedono nei film, a meno che non siano film di cinquant'anni fa. Eravamo troppo lontani da Charleston per avere uno Starbucks o un McDonald's. Avevamo solo un fast food Dar Kin, visto che quando i nuovi proprietari l'avevano acquistato, erano stati troppo spilorci per comprare anche le lettere mancanti dell'insegna Dairy King. La biblioteca aveva ancora un catalogo cartaceo, nella scuola superiore c'erano ancora le lavagne con i gessi e la nostra piscina comunale era il lago Moultrie, tiepido e melmoso al punto giusto. Potevi vedere un film al multisala più o meno nello stesso periodo in cui usciva in dvd, ma bisognava trovare un passaggio fino a Summerville, vicino all'università. I negozi erano sulla via principale, le belle case le trovavi lungo il fiume e tutte le altre stavano a sud della Route 9, dove i marciapiedi si disintegravano in zolle di cemento, terribili per i pedoni ma perfette da lanciare contro gli inferociti opossum, gli animali più aggressivi sulla faccia della Terra. Tutto questo non è roba da film.
   Gatlin non era un posto complicato. Gatlin era Gatlin.

Allora, molti di voi hanno già letto e apprezzato questo libro e molti ancora dovranno leggerlo suppongo; a quale categoria appartenete? Vi è piaciuto questo romanzo come è piaciuto a me oppure state ancora pensando di iniziarlo? :D
6/26/2014

Cambio Grafica + Chi ben comincia #3

Rubrica a cadenza settimanale, ideata da Alessia del blog Il profumo dei libri e ha lo scopo di presentare, ad ogni appuntamento, l'incipit di un libro - già letto, in lettura o da leggere - in modo da capire se il libro possa o meno fare per noi.

Buongiorno lettori :D
Notate nulla di diverso? ** Esatto ho cambiato la Grafica! Non era nei piani, ma ieri mi è venuta l'ispirazione e mi sono scervellata per farla esattamente come volevo v_v (, ma non ce l'avrei MAI fatta senza Giusy, che ringrazio tantissimo; non fosse per lei chissà: starei ancora impazzendo e avrei abbandonato l'idea!!). Ieri volevo fare tante cose come finire The Lying Game e terminare gli ultimi 5 episodi di The Vampire Diaries, ma questo template mi ha tenuta occupata da mezzogiorno fino alle dieci di sera, quindi tutti i miei progetti sono sfumati D: Allora cosa ne pensate?**
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Le regole della rubrica:
  • Prendete un libro qualsiasi contenuto nella vostra libreria;
  • Copiate le prime righe del libro (possono essere 10, 15, 20 righe);
  • Scrivete titolo e autore per chi fosse interessato.
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   Non posso più tornare indietro. Proseguo lungo il corridoio stretto. Divoro i pochi gradini che mi separano dalle quinte. È tardi per un ripensamento.
   La sua voce sussurra il mio nome. Intorno a me, tende rosse e nere. Vita e morte. Salvezza.
   O perdizione. Sono al centro del palcoscenico, l’unica attrice a calcare la scena di questo spettacolo. Le luci mi colpiscono come lance infuocate.
   La sua figura si staglia di fronte a me. Sembra scrutarmi con uno sguardo maligno.
   Avanza di un passo. Resto immobile.
   È l’amore a tenere inchiodati i miei piedi al pavimento, anche se la voce nella testa mi urla di fuggire. È l’amore ad armare la sua mano.
   Un solo respiro di distanza. I suoi occhi dentro i miei. Le sue labbra si appoggiano alle mie. Un bacio.
   L’ultimo. Sento la lama trafiggere il mio ventre. Ma sono i suoi occhi a pugnalarmi.
   Il sangue mi riempie la bocca. — Ti amo — sussurro.

E’ da tempo che mi incuriosisce questo libro (: E come incipit non è affatto male (: Che ne pensate? Lo avete letto? **
6/19/2014

Chi ben comincia #2

Rubrica a cadenza settimanale, ideata da Alessia del blog Il profumo dei libri e ha lo scopo di presentare, ad ogni appuntamento, l'incipit di un libro - già letto, in lettura o da leggere - in modo da capire se il libro possa o meno fare per noi.

Buongiorno lettori :D
In questo secondo appuntamento di Chi ben Comincia voglio parlarvi di un libro che da tempo cattura il mio sguardo!
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Le regole della rubrica:
  • Prendete un libro qualsiasi contenuto nella vostra libreria;
  • Copiate le prime righe del libro (possono essere 10, 15, 20 righe);
  • Scrivete titolo e autore per chi fosse interessato.
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   Se qualcuno mi avesse detto che la mia vita sarebbe cambiata in un momento, sarei scoppiata a ridere. Dalla beatitudine alla tragedia, dall'innocenza alla rovina? Ma per favore.
   E invece è andata proprio così. Un attimo, un secondo, il tempo di un respiro, e tutto ciò che conoscevo e amavo è sparito.
   Il mio nome è Alice Bell e la notte del mio sedicesimo compleanno ho perso la madre che amavo, la sorellina che adoravo e il padre che non ho mai capito finché non è stato troppo tardi. Fino a quell'istante, quando tutto il mio mondo è crollato e uno nuovo ha preso forma intorno a me.
   Mio padre aveva ragione. I mostri camminano in mezzo a noi.
   Di notte questi morti viventi, questi... zombie escono dalle loro tombe e bramano ciò che hanno perduto. La vita. Si nutriranno di voi. Vi infetteranno. E poi vi uccideranno. Se questo accadrà, anche voi uscirete dalla tomba. E' un cerchio senza fine, come un topo che corre all'interno di una ruota di filo spinato: sanguina e muore lentamente mentre le punte acuminate gli penetrano sempre più nella carne, ma non ha modo di fermare lo slancio letale.
   Gli zombie non conoscono la paura, non conoscono il dolore,ma hanno fame. Oh, se hanno fame. C’è un solo modo per fermarli, ma non posso spiegarvelo. Ve lo devo mostrare. Ciò che posso dirvi è che dobbiamo combattere gli zombie per renderli inoffensivi. Per combatterli, dobbiamo avvicinarci a loro. E per farlo, dobbiamo essere un po’ coraggiosi e molto folli.

Questo è un libro che voglio leggere da tempo, ma sto attendendo che esca il seguito!
6/12/2014

Chi ben comincia #1 + Recensione: Gray di Francesco Falconi

Buongiorno lettori, è una buona giornata? Oggi inizio anche io con la rubrica ideata da Alessia e in più, anche la recensione di ‘Gray’ di Francesco Falconi che ho finito proprio l’altro ieri :)
Talmente l’ho amato ho deciso di inserire tutto quanto in un unico posto, siccome vi inserirò proprio l’incipit di questo libro!
Allora.. iniziamo?
Rubrica a cadenza settimanale, ideata da Alessia del blog Il profumo dei libri e ha lo scopo di presentare, ad ogni appuntamento, l'incipit di un libro - già letto, in lettura o da leggere - in modo da capire se il libro possa o meno fare per noi.

Le regole della rubrica:
  • Prendete un libro qualsiasi contenuto nella vostra libreria;
  • Copiate le prime righe del libro (possono essere 10, 15, 20 righe);
  • Scrivete titolo e autore per chi fosse interessato.
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[...]
   Una voce, d’improvviso, fa eco a quella di Henry. Il tono è simile, solo più cupo e tagliente come una lama.
   Vorresti veramente rimanere bello e giovane in eterno, condannando il tuo ritratto alla vecchiaia?
   — Lo vorrei, sì — sussurra Dorian.
   Fin dove ti spingeresti? Tutto ha un prezzo.
   — Qualsiasi prezzo.
Venderesti l’anima al diavolo?
   — Sì, venderei anche la mia anima.
   E tutto avviene in un istante. Una fitta al petto, una scarica elettrica che si irradia in ogni angolo del corpo. La gola si secca, una coltre di nebbia scende sugli occhi.
   Il quadro sfugge dalle mani di Dorian, che perde l’equilibrio e cade a terra, ansante. Privo di forze, alza lo sguardo e osserva il mausoleo che ha di fronte. È una sfinge di marmo. Sopra è impresso un nome: OSCAR WILDE.
   La luce viene meno.
   E Dorian vede. Le lapidi che spuntano dalla terra. La morte che avanza nel tempo. Il futuro che marcisce, si sgretola, ma diventa immortale nelle epigrafi.
   Poi di nuovo il buio. Flash repentini.
   Una stanza d’albergo. Scritte in tedesco. Se stesso davanti a uno specchio. Il suo corpo nudo, tra le lenzuola di un letto. Corpi stretti in un abbraccio. Uomini. Donne. Baci. Carezze. Il morso straziante del piacere inappagato.
   Una ragazza. Riccioli castano chiaro e occhi color nocciola. Una voglia sul collo, a forma di fiore.
   Il Colosseo. Automobili dalla forma strana. Persone vestite in modo inusuale. La torre del Mangia, a Siena. E un’ombra scura. Un’anima nera che sprofonda nelle tenebre.
   Fin dove ti spingeresti, Dorian?
[...]
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Non sono proprio le primissime righe, ma la parte più intrigante del prologo** Io già li non riuscivo a staccare gli occhi dalle pagine, avessi potuto non sarei neanche andata a dormire °-°
Non vi incuriosisce sapere come continua?** Beh almeno vi lascio la recensione, così potete farvi un idea più precisa di ciò che ne penso del libro.

RECENSIONE
Il libro come tutti sapete parla di Dorian Gray, un giovane ventenne che nel lontano 1910, non si sa in che modo,a Parigi, è entrato in contatto con l’Anima Nera, che ha acquistato la sua anima, in cambio dell’eterna giovinezza. Dorian ne era contento, finché trascorsi una decina di anni, ha dovuto cambiare identità e luogo in cui vivere poiché le persone sospettavano del fatto che non invecchiasse mai. Dorian approfittò della sua bellezza per farsi pagare, in cambio di notti di piacere con donne ricche; questo lo portò anche ad una grande perdita, che cambiò Dorian nel profondo per il resto dei suoi anni. Dorian afflitto da questo tenta di togliersi la vita, ma invano. L’anima Nera, gli pone una domanda, alla quale lui dovrà rispondere per poter tornare ad una vita quasi normale, una vita mortale, ma pur sempre con l’aspetto di un giovane.
“Qual è il significato della parola amore?”
Dorian cerca la persona che gli fa imparare il concetto di amore, ma non appena si accorge che questa non può farlo, gli provoca dolore colpendo nei punti deboli della persona, quasi fino a distruggergli l'anima e si nutre del dolore che gli ha inflitto e questo sarà quasi una droga per lui.
La ricerca dell’amore lo spinge a Roma dove conosce Layla, una ragazza di ventanni, perseguitata da una paura, che la costringe ad essere insicura di se stessa, di uscire raramente, e basare la sua vita solo sullo studio e sulla sua grande passione: l’Arte. Layla conosce Dorian, indirettamente, senza immaginarlo, infatti disegna sempre il volto del ragazzo: il suo ‘Charming Prince’. Quando una sera si conoscono lei ne è estasiata; Dorian inizia a pensare che sarà lei che gli permetterà di sconfiggere la sua maledizione, ma quando scoprono di avere una persona che conoscono in comune, la storia inizia a sgretolarsi.
Questo è il primo libro che leggo di Falconi, e mi è davvero piaciuto: il suo modo di narrare, il modo in cui descrive i lughi e i personaggi, il modo in cui ti tiene incollata alle pagine finché non raggiungi la fine del libro. Ho amato quell’alternarsi di racconti, sottoforma di ricordi di Dorian, che ci permettono di scoprire qualcosa in più sul suo passato.
Questa è una storia che alterna momenti di felicità, a momenti di forte dolore. Una storia che non è scontata come molte altre, perché ricca di colpi di scena, a mio avviso. La narrazione è molto fluida, si lascia leggere tutto d’un fiato. L’unica pecca secondo me, sono quelle descrizioni sull’arte, che era una degli argomenti principali sulla storia, ma alcune descrizioni erano davvero superflue e mi hanno annoiato un attimo. Per il resto, lo consiglio davvero.
Durata della lettura: 3 giorni 
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(P.S. mi scuso, ma è la prima recensione che faccio in assoluto °-°)

Allora che ne pensate? Credete che lo leggerete? Vi ho incuriositi un pochino? **
6/05/2014